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Grottaferrata e la Carta Archeologica: dentro i sarcofagi dell’Ipogeo delle Ghirlande. Le evidenze mai indagate nei pressi della catacomba

GROTTAFERRATA (attualità) – La 50a puntata parlerà delle importanti scoperte nell’analisi dei corpi di Ebuzia e Carvilio


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Si conclude, con la 50a puntata, lo speciale di quattro articoli dedicati completamente alla straordinaria scoperta dell’Ipogeo delle Ghirlande nel 2000. Indagheremo questa volta i corpi ritrovati e i tesori che furono rivenuti all’interno dei sarcofagi.

L’APERTURA E IL SARCOFAGO DI EBUZIA- Le operazione di apertura del sarcofago di Ebuzia Quarta furono condizionate dalla presenza di alcune fessure osservate su una parte del coperchio. La precauzione di rimuovere prima i frammenti marmorei fu dovuta alla necessità di evitare una loro caduta all’interno durante lo spostamento ed il sollevamento della pesante copertura. Il corpo di Ebuzia fu rinvento appena percepibile, perché ricoperto da un manto vegetale costituito da centinaia di piccole ghirlande che lasciavano intravedere una piccola parte della testa ove si notava una larga benda di stoffa di colore marrone chiaro, sotto la quale si distingueva la reticella d’oro ricoperta da un tessuto pregno di incrostazioni calcaree. Anche gli arti inferiori erano scoperti, ma in corso di scavo si è compreso che ciò fu dovuto al crollo dello stucco con cui venne effettuato in antico il restauro del coperchio nella parte interna, probabilmente danneggiato durante le fasi di trasporto.

Il corpo era adagiato su uno strato di sabbia di fiume avvolto in un tessuto. Della veste erano rimasti pochi frammenti. Il manto vegetale ricopriva la defunta, e sopra ad esso era steso un velo di seta. La testa poggiava su un cuscino, mentre un mazzetto di fiori era deposto sul petto. Sotto il mento, fu rinvenuto un nocciolo di dattero. Il corredo personale era costituito da un anello d’oro a fascia, con castone in cristallo di rocca lavorato a cabouscion, il quale conferisce rotondità ad un ritratto al vero sottostante, finemente eseguito su lamina in microrilievo, con capigliatura a folti ricci, naso aquilino e labbra sottili. Uno straordinario gioiello dell’antichità.

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Le ossa della parte superiore del corpo recavano evidenti tracce di combustione; inoltre il totale collasso del viso e del cranio permisero di ipotizzare che la morte di Ebuzia sia avvenuta a causa delle diffuse ustioni riportate. Tutto lascia pensare che il corpo sia stato ricomposto e quasi completamente ricoperto da centinaia di piccole ghirlande, assenti ad esempio nella sepoltura di Carvilio. E’ dunque probabile che la donna sia stata sepolta con una parrucca, fortunatamente ben conservata nei capelli, nei lacci di cuoio, nell’involucro interno sormontata dalla reticella tessuta con doppio filo d'oro finissimo, e quindi impalpabile al tatto, formante un motivo a nido d’ape e applicata ad un velo trasparente. La larga benda di tessuto di colore marrone che ricopre trasversalmente la parrucca, fu usata forse per fissarla alla testa durante le operazioni di trasporto della salma.

Le operazioni di scavo e di recupero, per la loro complessità, richiesero l’intervento di molti specialisti. Alla tradizionale documentazione fotografica relativa allo scavo stratigrafico, si è accompagnata una sistematica opera di campionatura attraverso numerosi prelievi.

L’INTERNO DEL SARCOFAGO DI CARVILIO GEMELLO - Una preventiva ricognizione endoscopica compiuta in collaborazione con l’Istituto Centrale del Restauro, eseguita con l’intento di accertare le condizioni della deposizione, consigliò di aprire il sarcofago di Carvilio all’interno dell’ipogeo per una corretta valutazione complessiva dello stato dei reperti. Il corpo di Carvilio era avvolto in un sudario e ricoperto interamente di fiori. Cinque grandi ghirlande ricoprivano la metà superiore del corpo, una delle quali disposta attorno alla testa. Il buono stato di conservazione delle ghirlande riuscì a far comprendere la loro fattura composita.

Come per Ebuzia, anche Carvilio recava sul petto un ramo vegetale, ben conservato. Dopo una prima campionatura, la possibilità di trasportare il corpo entro il sarcofago - contrariamente a quanto avvenuto per Ebuzia, intrasportabile a causa della consistenza del manto vegetale, simile alla cenere, che la ricopriva – sconsigliò un intervento in loco. Pertanto il sarcofago, con il corpo di Carvilio Gemello, fu trasportato, il 5 gennaio 2001, a Tivoli, presso il laboratorio di antropologia della Soprintendenza ai beni archeologici del Lazio.

GLI ALTRI RESTI - Sul pavimento, tra i due sarcofagi e l’angolo della cella, furono rinvenuti alcuni resti ossei umani semicombusti, forse appartenenti a due diversi individui. Non rimaneva alcuna traccia dell’urna (o delle rispettive urne) forse eseguite con materiale deperibile.

VILLA SENNI - Sondaggi archeologici preventivi condotti tra la fine del 2006 e gli inizi del 2007 dalla Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio tra i due mausolei misero in luce alcune strutture antiche ed un tratto di Via Latina nell’area a sud ovest della catacomba. In particolare è stato evidenziato un lungo tratto di muro probabilmente delimitante il recinto funerario pertinente al mausoleo forse già documentato da P. Rosa poco dopo la metà dell’800. Servirebbero ulteriori indagini, anche attorno all'area dell'Ipogeo, ove si ipotizza la presenza di altre tombe.

Le altre puntate:

1 -  Grottaferrata, alla scoperta della Carta Archeologica. Via delle Vascarelle e l'area limitrofa: l’acquedotto Julia e una necropoli

2 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: la straordinaria scoperta dell’"Ipogeo delle Ghirlande" nel 2000

3 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: Via Quattrucci e ‘Colle delle Streghe’. I mausolei, le antiche strade

4 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: da Valle Marciana a Campovecchio tra tombe, tracciati e cisterne

5 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: le pendici del Tuscolo tra mausolei, strade e conserve d’acqua 

6 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: da Villa Senni al Tuscolo con la Via Latina. La distruzione dei contemporanei

7 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: l’antichissima via Cavona (Via Valeria)

8 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: i mausolei presso catacombe ‘Ad Decimum’. Le sepolture meno conosciute

9 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: la Villa di Rufino Vinicio Opimiano

10 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: una grande villa tra Via Anagnina e Via Sant’Andrea

11 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: 'Quarto Montioni', tra ville romane reali e presunte

12 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: Valle Marciana e La Torretta. Ville, strade e sentieri antichi

13 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: Villa Senni e Via Sant’Andrea, le antiche strade di collegamento

14 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: l’importante patrimonio di Borghetto. Mausolei, ville romane, tracciati

15 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: dal ‘Litta’ fino alla Cipiriana e Valle Marciana. Antiche piscine, vie ed edifici nascosti

16 -Grottaferrata e la Carta Archeologica: la grande villa romana verso 'Capo d'Arco'. Le evidenze di Bagnara, il ‘tempietto’ a Valle Marciana

17 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: la villa romana alle suore francescane. Il mausoleo e le sepolture perdute all’ex Casale Santangeli

18 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: tra l'Abbazia, Via del Grottino e Viale Kennedy alla ricerca di evidenze sconosciute

19 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: dalle opere antiche di Viale Kennedy fino ai tracciati delle ville Muti – Grazioli - Cavalletti

20 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: la grande villa romana tra Viale Dusmet, Via della Cipriana e Villa Grazioli

21 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: Villa Muti, Villa Grazioli e i resti di età imperiale

22 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: l’area di Via del Fico, un sito rilevante (e urbanizzato). Le ville, i sepolcreti

23 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: la zona di Villa Cavalletti e il colle citato da Plinio. La necropoli, i reperti

24 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: strade e tombe verso S.Anna. Le ville romane della zona

25 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: le grandi ville di Campovecchio e ‘Formagrotta’

26 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: da Castel de Paolis a Villa Gioacchini. Ville, strade, grandi cisterne

27- Grottaferrata e la Carta Archeologica, evidenze sparse: Il Fico, Castel de Paolis, Quattrucci, Casalaccio, S. Antonio. La tomba di Boschetto

28 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: le tombe di Vigna Schiboni e Via della Pedica, i ruderi in Via Vicinale Aldobrandini, le sorgenti tuscolane

29 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: l’edificio romano di Valle della Noce e la grande villa di Colle delle Ginestre (di Cicerone?)

30 -Grottaferrata e la Carta Archeologica: da Colle delle Ginestre alla Pedica fino a Tuscolo. Cisterne, ville, un'antica 'stazione di posta'

31 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: le vie per Tuscolo, le quattro strade, le distruzioni, i percorsi della Via Latina

32 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: le ville romane dell’area di Via dei Peschi e Macchia Borghese

33 -  Grottaferrata e la Carta Archeologica: da Squarciarelli al Roseto e oltre. Il ponte romano di Via di Rocca di Papa

34 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: da Roseto fino a Madonna della Molara e Via San Nicola

35 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: il ponte di Castel Molara, il sepolcreto di Villa Reali, la villa distrutta dall’edilizia alla Pedica

36 -  Grottaferrata e la Carta Archeologica: S. Giuseppe, Viale XXIV maggio, Villa Rasponi e Tuscolo. Tra mausolei, sepolcri e cisterne

37 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: le ville di Viale Vittorio Veneto e quelle ai confini con Marino

38 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: da Squarciarelli a Campovecchio. Le notizie sull’acquedotto Giulia

39 - Grottaferrata e la Carta Archeologica, rilievi sparsi: Via Anagnina, Cimitero, Cipriana, Villa Cavallini

40 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: Villa Senni, presso Ad Decimum. Gli studi sulle grandi strutture antiche

41- Grottaferrata e la Carta Archeologica: ancora tra Villa Senni e Ad Decimum. Curiosità e scoperte

42 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: siti sparsi in un territorio sorprendente. Borghetto, ville e tombe sulla Via Anagnina, Pratone

43 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: la cisterna di Villa delle Querce e l’edificio romano delle Quattro Strade

44- Grottaferrata e la Carta Archeologica, tornando alle pendici del Tuscolo: siti ed ipotesi. Il colle inteso come monumento

45 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: i frammenti dell’holmos a Tuscolo e le tracce di una tomba importante

46 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: Cipriana e Via di Cartabrutta. Un antico tracciato e i resti di una villa romana

47 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: tornando sulla grande scoperta dell’Ipogeo delle Ghirlande. Storia di una scavo

48 -  Grottaferrata e la Carta Archeologica: lo scavo del dromos e l’anticamera dell’Ipogeo delle Ghirlande

49- Grottaferrata e la Carta Archeologica: la camera sepolcrale dell’Ipogeo delle Ghirlande e i sarcofagi di Ebuzia Quarta e Carvilio

Info:

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