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Grottaferrata e la Carta Archeologica: dal ‘Litta’ fino alla Cipiriana e Valle Marciana. Antiche piscine, vie ed edifici nascosti

GROTTAFERRATA (attualità) – La 15a puntata del documento realizzato dall’archeologo Franco Arietti. Alla scoperta di un’altra porzione di territorio

ilmamilio.it

La 15a puntata della Carta Archeologica di Grottaferrata si occuperà di sondare le evidenze riscontrate nella zona tra Bartolomeo Gosio, il Villaggio Litta, e fino a Valle Marciana.

A est di via Bartolomeo Gosio, ad esempio, la presenza di una piccola conserva d’acqua, inglobata all’interno di un casale, viene spesso segnalata dagli studiosi del territorio tuscolano, anche se con una certa confusione, dovuta al fatto che esistono altre cisterne nelle vicinanze, in particolare le due “…enormi piscine..” descritte dal Lanciani e posizionate nella grande villa di Montioni e delle quali una viene fornito un rilievo. Purtroppo non è stato possibile, in sede di realizzazione della Carta Archeologica, approfondire il caso. L’archeologo Franco Arietti, che si è occupato di scrivere il documento, non riuscì infatti a compiere i suoi sopralluoghi perché gli fu negata la possibilità di effettuare i rilievi.

Sempre nella stessa area, nel corso dei lavori per la sistemazione del parco del Villaggio E. Litta concomitanti alla sua edificazione, venne rinvenuta una struttura presso l’ingresso orientale del complesso. Il manufatto non era stato rilevato nella letteratura scientifica, ma era emersa grazie ad una segnalazione del Gruppo Archeologico Latino, che all’epoca intervenne immediatamente, poiché per si stava procedendo alla sua demolizione mediante l’uso di un martello pneumatico. Nel rapporto redatto dai vigili urbani, risalente al 1972, si legge che della struttura affiorava solo un nucleo cementizio informe. Non sono mai emersi elementi sufficienti per stabilire se si tratti di un mausoleo di forma quadrangolare o meno poiché l'area, che si pone a circa 10 metri dal cancello d'ingresso, venne interrata ed oggi non è visibile in superficie.

Interessante è quanto rilevato verso la 'Cipriana'. La presenza di un diverticolo che si staccava dalla Via Latina poco prima del XII miglio (all’altezza del Villaggio E. Litta) viene segnalata per la prima volta da P. Rosa che lo riporta sia sui suoi appunti che nella stesura finale della sua Carta archeologica del Lazio. Il Rosa ipotizzò inizialmente per il tracciato una biforcazione all’altezza del mausoleo attribuito a M. Metilio Regolo. Ma nella redazione finale della sua Carta topografica del Lazio, egli tiene conto della pianta rettangolare del mausoleo, per cui orienta il percorso del diverticolo con il lato lungo del sepolcro, con ogni probabilità costruito al margine della strada, evidentemente diretta ad una grande villa presente nelle vicinanze. In merito alla presenza di questo diverticolo il parere degli studiosi rimane comunque discorde. T. Ashby lo ignora e così pure il Grossi Gondi. Compare invece sulla carta dei Quilici (1984), che anzi ne propongono un prolungamento fino ad una villa romana sita a Villa Cavalletti. Nella Carta Archeologica di Grottaferrata è stata viene accolta la visione di P. Rosa: la via, oltre che a dirigersi verso le numerose ville tuscolane presenti nell’area - sottostanti villa Fiorio e l’istituto religioso attiguo, villa Muti, villa Grazioli, villa Cavalletti - costeggiava anche la monumentale cisterna di villa delle Querce.

Nell’area compresa tra la ‘Macchia’ e Valle Marciana un antico tracciato stradale che attraversava la macchia stessa, incrociava la Via Latina e andava verso Valle Marciana, fu individuata da T. Ashby. Le annotazioni principali intorno a questa strada partono all’altezza del Cimitero, in particolare dalla strada antistante (oggi nominata via Quarto delle Ginestre, che e oltrepassata la via Anagnina diventa via Sentiero del Bosco) la quale viene descritta come circondata da strutture antiche. Un altro archeologo, Enrico Stevenson, nella Vigna appartenente a Giovanni Conti fu rinvenuto un tratto lastricato di questa strada assieme a “due urne cinerarie in peperino”. Se l’intuzione di Ashby è corretta, la strada antica costeggiava il cimitero e si dirigeva in direzione di Valle Marciana.

In seguito all’ampliamento del cimitero, nei primi anni del duemila, oggi lo attraversa in corrispondenza della nuova ala, per poi costeggiare l’altro piccolo cimitero delle Suore Francescane. A via Quarto delle Ginestre la strada antica incrociava la Via Latina poco prima della via Anagnina discendente. Ciò potrebbe spiegare la presenza in quest’area di un sepolcreto, per ora documentato da un mausoleo e da una vicina tomba. Il tracciato antico, secondo Ashby, doveva seguire la strada che attraversava la Macchia di Grottaferrata, in parte ancora riconoscibile.

La strada doveva transitare in prossimità della cisterna di Villa delle Querce e si uiva con un’altra strada proveniente da Villa Cavalletti. Resti di lastricato si notavano ancora al margine di via di Salè. Per quanto riguarda il tratto meridionale, partendo dal Cimitero, la strada secondo Ashby doveva costeggiare alcuni resti antichi per poi dirigersi verso Valle Marciana. Al momento della stesura della Carta Archeologica (1999, aggiornata nel 2007) l’area era destinata ad uso agricolo ed una ricognizione non ha consentito di rinvenire tratti o resti sparsi del lastricato, ma ha reso possibili alcune osservazioni superficiali in merito all’andamento della strada, che nel suo tragitto giungeva anche ad una una villa romana.

Le altre puntate:

1 - Grottaferrata, alla scoperta della Carta Archeolgica. Via delle Vascarelle e l'area limitrofa: l’acquedotto Julia e una necropoli

2 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: la straordinaria scoperta dell’"Ipogeo delle Ghirlande" nel 2000

3 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: Via Quattrucci e ‘Colle delle Streghe’. I mausolei, le antiche strade

4 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: da Valle Marciana a Campovecchio tra tombe, tracciati e cisterne

5 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: le pendici del Tuscolo tra mausolei, strade e conserve d’acqua 

6 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: da Villa Senni al Tuscolo con la Via Latina. La distruzione dei contemporanei

7 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: l’antichissima via Cavona (Via Valeria)

8 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: i mausolei presso catacombe ‘Ad Decimum’. Le sepolture meno conosciute

9 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: la Villa di Rufino Vinicio Opimiano

10 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: una grande villa tra Via Anagnina e Via Sant’Andrea

11 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: 'Quarto Montioni', tra ville romane reali e presunte

12 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: Valle Marciana e La Torretta. Ville, strade e sentieri antichi

13 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: Villa Senni e Via Sant’Andrea, le antiche strade di collegamento

14 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: l’importante patrimonio di Borghetto. Mausolei, ville romane, tracciati

Info:

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