I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e migliorano la tua esperienza di navigazione. Cliccando sul pulsante Accetto presti il consenso all'uso dei cookie non solo tecnici, ma anche di profilazione e di terze parti. Per maggiori informazioni puoi comunque leggere l'informativa estesa.

Grottaferrata e la Carta Archeologica: una grande villa tra Via Anagnina e Via Sant’Andrea

 

GROTTAFERRATA (attualità) – La decima puntata del viaggio dentro ai 271 siti archeologici individuati nel documento dell’archeologo Franco Arietti

ilmamilio.it

Tra la Via Anagnina discendente e Via Sant’Andrea la Carta Acheologica del Comune di Grottaferrata individua un’antica villa, nota solo attraverso alcuni accenni da parte degli studiosi d’inizio secolo e moderni. Si affaccia a settentrione sulla valle che la divide un’altra grandiosa villa che sorge sul pianoro antistante. Ai tempi della realizzazione della Carta di Arietti, emergevano due tratti delle sostruzioni. Di una una era visibile solamente lo spigolo meridionale, a qualche decina di metri in linea d’aria dalla via Anagnina. Esso era diviso tra due proprietà tramite una recinzione metallica. Alla base del muro sostruttivo erano riversi lungo il pendio numerosi crolli, per lo più costituiti da materiale edilizio, in parte proveniente anche dalla parte soprastante e fatto rotolare lungo la scarpata in seguito alla sistemazione dello spiazzo adibito a ricovero per delle greggi. Tra questi figuravano anche alcuni basoli.

La sostruzione non era più visibile da questo punto in poi, verso settentrione, a causa di rimaneggiamenti nell’area. Lungo la scarpata il dott. Arietti individuò numerosi reperti. Furono sottolineate come di ‘notevole interesse’ le strutture venute alla luce al livello superiore del primo tratto del complesso in corrispondenza con l’apertura arbitraria compiuta da scavi clandestini. Qui appariva una parete rivestita in opera reticolata, parzialmente interrata, che lasciava intravedere la volta a contrasto di un cunicolo rivestita con laterizi. Ancora all’interno, appariva un piano pavimentale recante un mosaico con tessere bianche e nere, nel quale si apriva un pozzetto praticato nel pavimento forse per la raccolta delle acque, convogliandole nel piccolo cunicolo sottostante, il quale a sua volta, sfociato a cielo aperto sulla parete in opera reticolata, esauriva la sua funzione facendo confluire le acque nel cunicolo ipogeo sottostante. Quest’ultimo doveva a sua volta alimentare una conserva d’acqua, forse da riconoscersi nell’ambiente ipogeo utilizzato come stalla.

All’epoca della stesura della Carta (2009, aggiornata nel 2007), si sottolineava come il continuo passaggio delle pecore e capre aveva creato un degrado sistematico delle evidenze. Tra i numerosi reperti affioranti, fu notata la presenza di frammenti di marmo, forse pertinenti in origine ad una decorazione pavimentale. 

191114 aeci

L’altro tratto di sostruzioni era invece avvolto nella vegetazione impenetrabile e poteva essere avvicinato solo dai campi. Appariva a tratti rivestita con paramento in opera reticolata. Probabile anche la presenza di ambienti voltati. Una piccola casetta rustica abbandonata, che figurava a ridosso delle sostruzioni nel tratto più occidentale, presentava all’interno un unico ambiente con un soffitto costituito da un nucleo cementizio voltato, forse una delle arcate delle sostruzioni.

La villa nel suo complesso doveva svilupparsi con ogni probabilità lungo il declivio attraverso terrazzamenti, nei pressi di quella di Opimiano.

La presenza dei basoli mescolati tra i crolli esistenti alla base della sostruzione, fa ipotizzare la presenza di un tracciato stradale in raccordo con un altro tratto stradale parzialmente messo in luce, il cui percorso è ignoto, apparso ad est della vicina villa detta di Opimiano (tagliato in occasione della costruzione della linea tranviaria prima e dall’allargamento della sede stradale della nuova Anagnina discendente poi).

Una zona di Grottaferrata, questa, in cui insistono altre importante strutture di rilievo archeologico. Le vedremo prossimamente.

Le altre puntate:

1 - Grottaferrata, alla scoperta della Carta Archeolgica. Via delle Vascarelle e l'area limitrofa: l’acquedotto Julia e una necropoli

2 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: la straordinaria scoperta dell’"Ipogeo delle Ghirlande" nel 2000

3 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: Via Quattrucci e ‘Colle delle Streghe’. I mausolei, le antiche strade

4- Grottaferrata e la Carta Archeologica: da Valle Marciana a Campovecchio tra tombe, tracciati e cisterne

5 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: le pendici del Tuscolo tra mausolei, strade e conserve d’acqua 

6 -Grottaferrata e la Carta Archeologica: da Villa Senni al Tuscolo con la Via Latina. La distruzione dei contemporanei

7 -Grottaferrata e la Carta Archeologica: l’antichissima via Cavona (Via Valeria)

8- Grottaferrata e la Carta Archeologica: i mausolei presso catacombe ‘Ad Decimum’. Le sepolture meno conosciute

9 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: la Villa di Rufino Vinicio Opimiano

Info:

Grottaferrata, quando si fa finta che la Carta Archeologica non esista...

Grottaferrata, la Carta Archeologica: uno strumento fondamentale (e poco considerato) per il futuro del territorio