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Grottaferrata e la Carta Archeologica: lo scavo del dromos e l’anticamera dell’Ipogeo delle Ghirlande

GROTTAFERRATA (attualità) – Lo scavo dell’Ipogeo delle Ghirlande. Un sito che non ha svelato tutta la sua potenzialità

ilmamilio.it

La 48a puntata nella sintesi della Carta Archeologica di Grottaferrata rimane sulla scoperta dell’Ipogeo delle Ghilrande, compiuta nell’anno 2000.

Questa volta ci occuperemo, dopo la testimonianza di Arietti su come si arrivò al rinvenimento, della parte di scavo. Prima sul dromos, poi nell’anticamera della cella sepolcrale che portò alla constatazione della presenza dei due sarcofagi di Aebutia e Carvillo.

IL DROMOS - Lo scavo è iniziato ai primi di maggio 2000. Sono apparsi subito alcuni gradini e il primo tratto di quello che sarebbe poi stato identificato come un dromos. Di fronte alla scala, nella parete esterna della cella, è apparso un monumentale sigillo, un grande blocco monolitico di peperino che ne assicurava la chiusura. Va sottolineato che nonostante la grande importanza del rinvenimento ad oggi lo scavo completo della parte esterna al dromos, così come dell'area superficiale di tutto l'ipogeo, non è stato nemmeno iniziato, dal momento che è stata messa in luce solo la scala con le relative pareti laterali, danneggiate superiormente da una benna.

Pertanto non si sa nulla dell'assetto architettonico superficiale del sepolcro, della presenza di un eventuale recinto funerario che poteva accogliere al suo interno altre sepolture pertinenti a personaggi legati alla famiglia. Quasi certamente da quest'area dov'era probabilmente posta in origine in un'atra tomba ipogea, proviene l'ara dedicata a C. Aebutius Romanus. Un dato certo è che l'ipogeo si trova a pochi metri dall'incrocio tra due strade fondamentali nell'ambito della rete stradale del Colli Albani: la Via Latina e la Via Valeria.

La scala, nel primo tratto fino al pianerottolo, risulta priva di copertura e ciò spiega la presenza di un cordolo in opus signinum tutt’attorno al pianerottolo - il cui piano appare rivestito dello stesso materiale - evidentemente eseguito per trattenere e impedire all’acqua piovana di scendere e penetrare nell’anticamera e poi nella cella. E’ possibile comunque che anche questo primo tratto di scala fosse in origine coperto con qualche tettoia.

Superiormente, la scala inizia con una soglia lapidea, rinvenuta in giacitura secondaria nei pressi, posta in origine poco sotto l’attuale livello di campagna; otto gradini portano fino al pianerottolo, seguiti da altri cinque. Il sigillo, rinvenuto perfettamente incastrato tra gli elementi lapidei circostanti, recava esternamente tre grappe di ferro di forma rettangolare, alloggiate per metà all’interno del bordo del sigillo e per l’atra metà nei blocchi adiacenti. Benché il ferro fosse mal conservato e ossidato nelle rispettive sedi, le grappe mostravano tracce della fattura originale, costituita da una sorta di perno alloggiato nei tre incavi ricavati nel sigillo: probabilmente le estremità delle grappe venivano murate all’atto della chiusura della tomba, smurate nel corso di una nuova apertura (ad esempio per depositare il sarcofago di Ebuzia o la terza - e forse quarta - persona sepolta), fatte ruotare in modo da potervi attaccare le funi e rimuovere il pesantissimo blocco di peperino.

L'ANTICAMERA – L’Ipogeo delle Ghirlande propone due sistemi costruttivi differenti: mentre la fattura della scala e dell’anticamera risulta omogenea, la cella è diversamente costruita con l’impiego di soli blocchi di peperino. L’anticamera, nel suo vano meridionale, risulta un po’ più lungo probabilmente per accogliere il sigillo lapideo che veniva estratto e fatto ruotare nelle operazioni di apertura e chiusura della tomba durante le fasi di riutilizzo.

Superiormente la volta risulta spianata e ricoperta con cocciopesto; non è possibile stabilire se essa si estende a coprire anche i blocchi di peperino all’estradosso della volta della cella, dal momento che, come detto all’inizio, lo scavo dell’ipogeo è stato limitato al dromos. “Sarebbe infatti interessante capire la relazione strutturale tra cella e anticamera – annota la Carta Archeologica - dal momento che quest’ultima, almeno dall’interno, parrebbe solo appoggiarsi alla cella. Il piano di calpestio dell’anticamera, eseguito con laterizi, coincide con quello del terz’ultimo gradino; lo si osserva solo nei due vani laterali perché risulta separato al centro dagli ultimi due gradini della scala principale. Per ultimo, la superficie della parete di fondo e quella del sigillo mostrano tracce di intonaco dipinto”.

Nella prossima puntata tratteremo la cella sepolcrale, con le sue straordinarie scoperte.

Le altre puntate:

1 -  Grottaferrata, alla scoperta della Carta Archeologica. Via delle Vascarelle e l'area limitrofa: l’acquedotto Julia e una necropoli

2 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: la straordinaria scoperta dell’"Ipogeo delle Ghirlande" nel 2000

3 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: Via Quattrucci e ‘Colle delle Streghe’. I mausolei, le antiche strade

4 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: da Valle Marciana a Campovecchio tra tombe, tracciati e cisterne

5 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: le pendici del Tuscolo tra mausolei, strade e conserve d’acqua 

6 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: da Villa Senni al Tuscolo con la Via Latina. La distruzione dei contemporanei

7 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: l’antichissima via Cavona (Via Valeria)

8 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: i mausolei presso catacombe ‘Ad Decimum’. Le sepolture meno conosciute

9 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: la Villa di Rufino Vinicio Opimiano

10 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: una grande villa tra Via Anagnina e Via Sant’Andrea

11 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: 'Quarto Montioni', tra ville romane reali e presunte

12 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: Valle Marciana e La Torretta. Ville, strade e sentieri antichi

13 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: Villa Senni e Via Sant’Andrea, le antiche strade di collegamento

14 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: l’importante patrimonio di Borghetto. Mausolei, ville romane, tracciati

15 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: dal ‘Litta’ fino alla Cipiriana e Valle Marciana. Antiche piscine, vie ed edifici nascosti

16 -Grottaferrata e la Carta Archeologica: la grande villa romana verso 'Capo d'Arco'. Le evidenze di Bagnara, il ‘tempietto’ a Valle Marciana

17 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: la villa romana alle suore francescane. Il mausoleo e le sepolture perdute all’ex Casale Santangeli

18 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: tra l'Abbazia, Via del Grottino e Viale Kennedy alla ricerca di evidenze sconosciute

19 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: dalle opere antiche di Viale Kennedy fino ai tracciati delle ville Muti – Grazioli - Cavalletti

20 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: la grande villa romana tra Viale Dusmet, Via della Cipriana e Villa Grazioli

21 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: Villa Muti, Villa Grazioli e i resti di età imperiale

22 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: l’area di Via del Fico, un sito rilevante (e urbanizzato). Le ville, i sepolcreti

23 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: la zona di Villa Cavalletti e il colle citato da Plinio. La necropoli, i reperti

24 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: strade e tombe verso S.Anna. Le ville romane della zona

25 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: le grandi ville di Campovecchio e ‘Formagrotta’

26 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: da Castel de Paolis a Villa Gioacchini. Ville, strade, grandi cisterne

27- Grottaferrata e la Carta Archeologica, evidenze sparse: Il Fico, Castel de Paolis, Quattrucci, Casalaccio, S. Antonio. La tomba di Boschetto

28 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: le tombe di Vigna Schiboni e Via della Pedica, i ruderi in Via Vicinale Aldobrandini, le sorgenti tuscolane

29 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: l’edificio romano di Valle della Noce e la grande villa di Colle delle Ginestre (di Cicerone?)

30 -Grottaferrata e la Carta Archeologica: da Colle delle Ginestre alla Pedica fino a Tuscolo. Cisterne, ville, un'antica 'stazione di posta'

31 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: le vie per Tuscolo, le quattro strade, le distruzioni, i percorsi della Via Latina

32 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: le ville romane dell’area di Via dei Peschi e Macchia Borghese

33 -  Grottaferrata e la Carta Archeologica: da Squarciarelli al Roseto e oltre. Il ponte romano di Via di Rocca di Papa

34 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: da Roseto fino a Madonna della Molara e Via San Nicola

35 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: il ponte di Castel Molara, il sepolcreto di Villa Reali, la villa distrutta dall’edilizia alla Pedica

36 -  Grottaferrata e la Carta Archeologica: S. Giuseppe, Viale XXIV maggio, Villa Rasponi e Tuscolo. Tra mausolei, sepolcri e cisterne

37 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: le ville di Viale Vittorio Veneto e quelle ai confini con Marino

38 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: da Squarciarelli a Campovecchio. Le notizie sull’acquedotto Giulia

39 - Grottaferrata e la Carta Archeologica, rilievi sparsi: Via Anagnina, Cimitero, Cipriana, Villa Cavallini

40 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: Villa Senni, presso Ad Decimum. Gli studi sulle grandi strutture antiche

41- Grottaferrata e la Carta Archeologica: ancora tra Villa Senni e Ad Decimum. Curiosità e scoperte

42 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: siti sparsi in un territorio sorprendente. Borghetto, ville e tombe sulla Via Anagnina, Pratone

43 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: la cisterna di Villa delle Querce e l’edificio romano delle Quattro Strade

44- Grottaferrata e la Carta Archeologica, tornando alle pendici del Tuscolo: siti ed ipotesi. Il colle inteso come monumento

45 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: i frammenti dell’holmos a Tuscolo e le tracce di una tomba importante

46 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: Cipriana e Via di Cartabrutta. Un antico tracciato e i resti di una villa romana

47 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: tornando sulla grande scoperta dell’Ipogeo delle Ghirlande. Storia di una scavo

Info:

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