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Grottaferrata e la Carta Archeologica: da Roseto fino a Madonna della Molara e Via San Nicola

GROTTAFERRATA (attualità) – Nella 34a puntata della nostra inchiesta un’altra zona di Grottaferrata molto poco conosciuta sotto l’aspetto dei reperti e delle evidenze

ilmamilio.it

La 34a puntata nella perlustrazione della Carta Archeologica, redatta da Franco Arietti, ci porta lungo alcune aree ove in pochi ipotizzano evidenze archeologiche di rilievo. Di Roseto, ad esempio, abbiamo già parlato nell’ultimo articolo, ma sempre in questi ambito territoriale è indicato un altro sito: lungo il diverticolo diretto a Tuscolo si notano, tra la fitta vegetazione, alcuni punti dove si concentrano numerosi blocchi tufacei frammentari, di colore grigio, che si presentano ammucchiati e quindi in giacitura secondaria, alcuni dei quali mostrano le superfici squadrate. E’ probabile che essi provengano dalle immediate vicinanze e che siano comunque da mettere in relazione a strutture prossime al diverticolo menzionato, riconducibili forse a sostruzioni che fiancheggiavano la strada. Forse in quast’area vanno ubicati i resti della cisterna che fu vista in località Pratone e annotata dallo Stevenson durante i suoi studi sul territorio.

Esiste poi un luogo di Grottaferrata, un tempo identificato meglio come la ’Madonna della Molara’ Qui viene indicato il fontanile di S. Nicola, presso la via omonima, attribuito all’età romana fino a quella medioevale. Circa il suo stato attuale, nonostante un accurato sopralluogo, Arietti, all’epoca dei suoi rilievi, non fu in grado di ritrovare il sito indicato sulle menzionate planimetrie. Andrebbero fatte, in questo senso, ulteriori indagini. Lungo via di S. Nicola, poi, nel punto in cui la strada piega verso est formando un piccolo slargo da cui si dipartono sia il sentiero che conduce ad ovest che quello in direzione della chiesetta, presso la recinzione di un terreno privato, ancora si vedevano all’epoca dei sopralluoghi alcuni basoli ammonticchiati, forse pertinenti ad una antica via.

Da Madonna della Molara si passa dunque a Colle dell’Acqua e oltre. L’importante tracciato stradale che secondo alcuni si staccava dalla via Latina alle pendici di Tuscolo, e superato il Fosso dell’Acqua si dirigeva a sud – est, fu al centro di un acceso dibattito che divise gli studiosi tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900.

Secondo alcuni, infatti, la strada altro con era che la Latina stessa, la quale, una volta superato l’ambito tuscolano, si dirigeva verso il santuario federale posto sul Monte Albano (Monte Cavo). Successivamente però, fu chiarito che non poteva essere la Via Latina, poiché molti tratti sicuramente appartenenti a quest’ultima vennero individuati con assoluta certezza nella valle omonima, fino al Vivaro e fino al suo congiungimento con la Labicana.

Alla fine dell’800 Rodolfo Lanciani, nella sua bozza di Carta archeologica (mai pubblicata), annotò la presenza della strada lastricata la quale doveva essere ancora conservata per molti tratti, se egli poté rilevarne il percorso per circa 2 km (foto in alto). Diversamente da tutti gli altri studiosi che lo hanno seguito, Lanciani posizionava la Via Latina alle pendici di Tuscolo, a nord del fosso di Tuscolo, e dunque ne dedusse che la via per il Monte Albano si raccordasse alla Latina dopo aver superato il fosso.

La scoperta di un tratto di Via Latina fino a ridosso di via di S. Nicola, nel 2005, rivelò che, al contrario, con ogni probabilità in quell’area doveva porsi lo stacco della via per il Monte Albano. In questo caso, però, è complesso definire se questa strada proseguisse oltre la Latina in direzione di Tuscolo (Lanciani). Un sopralluogo per verificare la presenza di un ponte antico che giustifichi il passaggio della strada, effettuato all’inizio di via di S. Nicola sul moderno ponticello, diede esito negativo, ma le difficoltà a raggiungere l’alveo non hanno consentito di escluderne la presenza. Il tracciato della via in questione coincideva con il percorso della moderna via di S. Nicola. Quest’ultima l’andamento della strada antica, intrecciandosi ad essa fino a Colle dell’Acqua e il ‘Castello della Molara’, dove si conserva un tratto del lastricato antico.

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Le altre puntate:

1 -  Grottaferrata, alla scoperta della Carta Archeolgica. Via delle Vascarelle e l'area limitrofa: l’acquedotto Julia e una necropoli

2 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: la straordinaria scoperta dell’"Ipogeo delle Ghirlande" nel 2000

3 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: Via Quattrucci e ‘Colle delle Streghe’. I mausolei, le antiche strade

4 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: da Valle Marciana a Campovecchio tra tombe, tracciati e cisterne

5 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: le pendici del Tuscolo tra mausolei, strade e conserve d’acqua 

6 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: da Villa Senni al Tuscolo con la Via Latina. La distruzione dei contemporanei

7 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: l’antichissima via Cavona (Via Valeria)

8 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: i mausolei presso catacombe ‘Ad Decimum’. Le sepolture meno conosciute

9 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: la Villa di Rufino Vinicio Opimiano

10 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: una grande villa tra Via Anagnina e Via Sant’Andrea

11 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: 'Quarto Montioni', tra ville romane reali e presunte

12 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: Valle Marciana e La Torretta. Ville, strade e sentieri antichi

13 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: Villa Senni e Via Sant’Andrea, le antiche strade di collegamento

14 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: l’importante patrimonio di Borghetto. Mausolei, ville romane, tracciati

15 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: dal ‘Litta’ fino alla Cipiriana e Valle Marciana. Antiche piscine, vie ed edifici nascosti

16 -Grottaferrata e la Carta Archeologica: la grande villa romana verso 'Capo d'Arco'. Le evidenze di Bagnara, il ‘tempietto’ a Valle Marciana

17 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: la villa romana alle suore francescane. Il mausoleo e le sepolture perdute all’ex Casale Santangeli

18 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: tra l'Abbazia, Via del Grottino e Viale Kennedy alla ricerca di evidenze sconosciute

19 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: dalle opere antiche di Viale Kennedy fino ai tracciati delle ville Muti – Grazioli - Cavalletti

20 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: la grande villa romana tra Viale Dusmet, Via della Cipriana e Villa Grazioli

21 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: Villa Muti, Villa Grazioli e i resti di età imperiale

22 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: l’area di Via del Fico, un sito rilevante (e urbanizzato). Le ville, i sepolcreti

23 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: la zona di Villa Cavalletti e il colle citato da Plinio. La necropoli, i reperti

24 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: strade e tombe verso S.Anna. Le ville romane della zona

25 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: le grandi ville di Campovecchio e ‘Formagrotta’

26 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: da Castel de Paolis a Villa Gioacchini. Ville, strade, grandi cisterne

27- Grottaferrata e la Carta Archeologica, evidenze sparse: Il Fico, Castel de Paolis, Quattrucci, Casalaccio, S. Antonio. La tomba di Boschetto

28 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: le tombe di Vigna Schiboni e Via della Pedica, i ruderi in Via Vicinale Aldobrandini, le sorgenti tuscolane

29 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: l’edificio romano di Valle della Noce e la grande villa di Colle delle Ginestre (di Cicerone?)

30 -Grottaferrata e la Carta Archeologica: da Colle delle Ginestre alla Pedica fino a Tuscolo. Cisterne, ville, un'antica 'stazione di posta'

31 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: le vie per Tuscolo, le quattro strade, le distruzioni, i percorsi della Via Latina

32 - Grottaferrata e la Carta Archeologica: le ville romane dell’area di Via dei Peschi e Macchia Borghese

33 -  Grottaferrata e la Carta Archeologica: da Squarciarelli al Roseto e oltre. Il ponte romano di Via di Rocca di Papa

Info:

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