La foglia di fico del PD di Grottaferrata: in 8 anni perso il 65% dei voti. E gli insulti dell'assessore

Pubblicato: Mercoledì, 11 Ottobre 2023 - redazione politica

pd fico ilmamilioGROTTAFERRATA (politica) - Crisi dem: dopo l'appoggio a Rita Consoli, la verità dei numeri. Che sono impietosi

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"Più che verità è un auspicio di un giornaletto di periferia alla ricerca di improbabili scoop".

Questo il commento che Giovanni Guerisoli, assessore ai Lavori pubblici (pardon, non più), Ambiente e resti vari, del Comune di Grottaferrata ha lasciato su Facebook sotto il nostro articolo di ieri "La verità sul PD di Grottaferrata: scalata in atto, tremano "senatori" e "podestà"". Altro non abbiamo trovato in giro, di comunicati non ne sono arrivati alle nostre caselle mail o al nostro whatsapp di redazione.

Va detto: commento di grande spessore dialettico e di enorme visione politica. Già nei giorni scorsi l'esperto assessore ci aveva attaccato a più riprese, oggi si è rincarata la dose. Ma i dati oggettivi dicono altro.

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Ebbene, è il caso che invece di nascondersi dietro ad una foglia di fico, il Partito democratico di Grottaferrata - quello nella sua parte critico-amministativa - e di cercare improbabili sponde editoriali, inizi a fare i conti con se stesso.

Nel frattempo, visto che il prezioso commento dell'assessore dimostra che la foglia di fico è tanto più grande quanto più grande la vergogna dem da nascondere, torniamo al volo sui temi presentati ieri. E non tanto sulla scalata in atto, evidente anche ad un cronista alle primissime armi (e ne vediamo molti), quanto sui numeri e sui dati oggetti.

Sì, caro Guerisoli, ve lo ricorda oggi e ve lo ricorderà ancor più nei prossimi giorni il giornaletto di provincia quello che il PD di Grottaferrata ha inanellato negli ultimi anni. Nota a margine: assessore, siamo sopravvissuti ad almeno 3 ex sindaci che hanno fatto di tutto (si fidi, di tutto) per farci zittire, sicuramente sopravviveremo ai suoi epiteti.

Ciò detto, valgano due semplici considerazioni.

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La prima. Quel PD che tanto si è raggrupparo, riunito, deliberato, avvitato, in merito all'entrata in maggioranza della lista Ghelfi (una lista oggettivamente di destra), presumibilmente alzando il tiro delle richieste (non è arrivata la vicesindacatura per lo stesso Guerisoli infatti?), è proprio quel PD che la crisi di maggioranza agostana ha provocato. Il perché è nella storia recente della politica criptense: Paola Franzoso, oggi unica consigliera comunale dem e Giovanni Guerisoli, sono coloro che apertamente (e senz'altro democraticamente) avevano sostenuto la candidatura alle Primarie del centrosonistra dell'aprile 2022 di Rita Consoli. Rita Consoli chi? Proprio l'ex assessora che dimettendosi e trascinando in minoranza il consigliere Michele Mazza ha provocato la crisi di maggioranza per chiudere la quale il sindaco Di Bernardo ha chiesto il supporto alla lista Ghelfi.

Le cose vanno ricordate, caro Guerisoli, e non per "improbabili scoop" ma per amore di verità e corretta ricostruzione dei fatti. 

Dunque: un conto è la democratica scelta di un candidato piuttosto di un altro, un altro è non riconoscere un "peccato politico originario" che ha provocato la crisi per chiudere la quale il PD ha dovuto chiedere (ed ottenere) il vicesindaco.

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Più di questo, però, a confermare la necessità di un cambio di scena, più che le considerazioni ed i memento de ilmamilio.it, valgano i numeri. Li abbiamo presentati ieri, ma Guerisoli ha fatto finta di non ricordarli. Glieli ricordiamo noi.

Il PD di Grottaferrata, oggi segretario Bisegni (a breve torneremo anche su questo), è passato dal 21,43% delle Amministrative 2014 (Broccatelli candidato sindaco sconfitto) al 10,2% del 2022 (Di Bernardo candidato sindao vittorioso). Nel giro di 8 anni, il PD di Grottaferrata ha men che dimezzato i propri voti anche perché le percentuali nude e crude nascondono i dati reali. Ve li diamo noi: nel 2014 i voti del PD erano stati 2.260, nel 2022 sono stati 788.

Li facciamo noi i conti, stiano sereni gli amici dem, che in quello siamo bravi: in 8 anni il PD ha perso 1.472 voti, pari al 65% delle preferenze. Sessantacinquepercento. Nel 2022, per farla capire meglio, la lista PD alle Comunali ha ottenuto un terzo (1/3) dei voti del 2014.

Eccolo lo scoop, eccoli i numeri.

Dunque, siamo di fronte ad un fallimento su tutto il fronte che neanche l'appoggio alla candidata de "La Città al Governo" ha potuto attenuare, nascondere. Tutt'altro. E di fronte a questi numeri, invece di usare improbabili foglie di fico per nascondere i dati oggettivi, in casa dem forse si dovrebbe pensare ad altro.

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