Marino | Un volo di colombe per ricordare Daniele Innocenzi

Pubblicato: Martedì, 13 Luglio 2021 - redazione attualità
MARINO (attualità) - cerimonia alla presenza del sindaco Colizza
 
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E’ stato un volo di colombe – fortemente voluto dalla famiglia – a caratterizzare la Cerimonia di intitolazione del Giardino pubblico di Via Elio Giovannini alla memoria del prof. Daniele Innocenzi, cittadino marinese morto tragicamente colpito da un ramo caduto da un albero sulla Cristoforo Colombo a Roma il 18 febbraio 2009 a 54 anni.
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La cerimonia si è tenuta sabato 10 luglio 2021 alla presenza delle autorità comunali, della mamma la Signora Nice, di Roberto il fratello, degli amici e di una nutrita schiera di coetanei.
 
Daniele Innocenzi è stato Professore associato di Dermatologia della Facoltà di Medicina dell’Università La Sapienza di Roma nel polo di Latina ed era stimato in campo internazionale per la cura e l’analisi dei tumori della pelle.
 
Daniele Innocenzi era una persona viva, reale, che occupava un tempo e uno spazio nel mondo della Dermatologia italiana. Aveva un ampio progetto costruito su relazioni professionali e personali.
 
Daniele Innocenzi collaborava anche con la Comunità di Sant’Egidio, nel cuore di Trastevere, mettendo a disposizione le sue capacità professionali per i più deboli e i più disagiati della nostra società.

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Ed è proprio “per il suo grande impegno nell’attività didattica, scientifica (con oltre 400 pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali) e di solidarietà sociale” che la Giunta comunale prima e il Consiglio Comunale poi hanno deliberato l’intitolazione individuando il Giardino pubblico di Via Elio Giovannini a lui dedicato.
E’ stato un grande momento di commozione quello vissuto sabato scorso durante il quale il Sindaco ha avuto parole di elogio per il Consigliere Iozzi, cui si deve la proposta di intitolazione.

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“Siamo qui per la grande sensibilità di un Consigliere Comunale che con il cuore ha portato questa proposta a tutti noi e noi con il cuore l’abbiamo accolta: Enrico Iozzi – così il primo cittadino Carlo Colizza - Lo ringrazio perché gli riconosco di amare davvero questa città. Dovrebbe essere preso ad esempio. Enrico rappresenta le radici e l’amore per la città. Ed io gliene rendo omaggio pubblicamente. Tramite lui ci siamo ricordati di un nostro concittadino che ha dimostrato quanto l’amore e la scienza possano essere talmente alti in un’unica persona da seminare altro amore. Siamo qui per celebrare una persona: le parole servono molto poco. Lo si legge negli occhi di chi è oggi qui. Siamo una comunità, siamo tutti collegati, una comunità di essere umani, Daniele ha testimoniato con la forza dell’esempio vero non delle parole quanto l’umano vada conservato e salvato indipendentemente dalla sua condizione sociale, fisica. Ha semplicemente riconosciuto nell’altro un essere umano. Uno dei più grandi valori di solidarietà che costruiscono una comunità che va al di là dei confini territoriali. Questo esempio di carità e amore, è incarnato oggi in quella che è semplicemente una targa, ma che in realtà racchiude dentro tanta ammirazione e tante grazie. I vuoti non si riempiono. Però dall’amore nasce amore. Se lo dovessimo immaginare con un giardino fiorito questo sarebbe sempre verde. I legami di cuore come quelli di sangue non li cancella il tempo. Rimangono sempre in mezzo a noi. Lo ricorderei con un attimo di applauso e di urla come ognuno vuole farlo. E’ il gesto di maggior rispetto che si può dare a chi non c’è più ed ha dato tanto. E che questi esempi non smettano mai di essere da monito per tutti noi”.
 
E il Consigliere Comunale Enrico Iozzi nel ringraziare il Sindaco per le belle parole spese nei suoi confronti ha ricordato come “questa iniziativa l’abbiamo voluta insieme alla mamma da tanto tempo per ricordare Daniele, ci siamo impegnati e l’abbiamo ottenuta. Daniele era un amico siamo cresciuti insieme. Volevo ricordare la prima volta che siamo andati a dare il sangue: è svenuto, poi è diventato un dottore così importante a livello europeo. A Latina c’è un reparto intitolato a suo nome. Daniele è cresciuto all’Oratorio, se lo ricorda ancora Don Ugo che manda i suoi saluti. Un grande medico, un grande volontario Ricordo i funerali di Daniele: insieme a molti professori c’erano molti barboni, proprio come gratitudine per il suo impegno con la Comunità di Sant’Egidio. E’ stata una fatalità, la mamma non lo dimenticherà mai. Il dolore lo porterà sempre con sé. Ricordiamocelo così, con il suo sorriso spontaneo”.
 
 
Foto di Vittorio Rufo.

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