STORIE - Il calcio nelle Olimpiadi di Roma 1960: dal Flaminio a Pescara, L'Aquila, Grosseto, Livorno, Napoli e Firenze

Pubblicato: Lunedì, 20 Maggio 2024 - redazione sport

stadio flaminio 1960 ilmamilioROMA (sport) - Per ospitare le gare di pallone vennero coinvolte altre città del centro Italia. Una storia non a tutti nota

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Che l'Olimpico non sia uno stadio destinato al calcio è una verità storica alla quale la Lazio e soprattutto la Roma stanno da tempo cercando di riallinersi cercando di costruire nuovi impianti.

La verità storica è tutta nelle Olimpiadi di Roma 1960 quando proprio per ospitare le gare del torneo di calcio la Capitale si organizzò demolendo il vecchio stadio Nazionale (da tempo in disuso dopo l'intitolazione informale al Grande Torino) ai Parioli.

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Ma il neonato stadio Flaminio (foto in alto), non sarebbe stato certamente sufficiente ad ospitare i 4 gironi all'italiana nei quali erano state suddivise le nazionali olimpiche partecipanti, comprese le "soprese" Taiwan e India e Repubblica Araba Unita.

E così, udite udite, furono coinvolti altri 6 stadi del centro Italia. Ad iniziare da Pescara, con lo stadio Adriatico realizzato per l'occasione pochi anni prima: ma anche Firenze e Napoli, con i rispettivi celebri grandi impianti calcistici.

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A completare il novero degli stadi a disposizione delle Olimpiadi furono scelti Grosseto (stadio Comunale da 10.200 posti), Livorno (stadio Ardenza, circa 10mila posti) e niente meno che l'Aquila, col suo stadio Comunale (oggi intitolato al tecnico di rugby Tommaso Fattori) da 20mila spettatori, ristrutturato nel 1959 (foto qui sotto).

A Grosseto si giocarono tre incontri: Bulgaria-Turchia 3-0, Gran Bretagna-Taiwan 3-2 e Francia-India 1-1. A Livorno Repubblica Araba-Turchia 3-3, Brasile-Gran Bretagna 4-3 e Danimarca-Polonia 2-1. All'Aquila, infine, Bulgaria-Repubblica Araba 2-0, Danimarca-Tunisia 3-1 e Ungheria-India 2-1.

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Nella fase a gironi l'Italia giocò a Napoli (con Taiwan, 4-1), a Roma (2-2 con la Gran Bretagna) e a Firenze (3-1 al Brasile) chiudendo al primo posto nel suo gruppo. Il cammino degli azzurri però si sarebbe fermato subito dopo, il semifinale, nella gara giocata a Napoli contro la Jugoslavia: 1-1 con entrambe le reti ai supplementari e sorteggio sfavorevole all'Italia. La Jugoslavia battendo la Danimarca per 3-1 nella finalissima si aggiudicò l'oro olimpico.

Agli azzurri andò male anche la finale per il bronzo: al Flaminio l'Italia si inchinò di fronte all'Ungheria per 1-2 chiudendo al quarto posto.

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