
FRASCATI (poltica) - Tre realtà con un comune fattore, seppur con motivazioni differenti
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Passato il santo, finita la festa. In politica il detto trova la sua più pratica attuazione. Soprattutto quando le linee amministrative detta il "tutti sotto coperta" sul piano comunicativo.
Passate le elezioni, quando è una profusione di comunicare, di promettere, di sperticarsi nel cercare di carpire al lettore/elettore il voto a forza di esternazioni, tutto entra - molto spesso - nell'alveo del silenzio. Più o meno spinto.

In alcuni casi la comunicazione diventa "istituzionale", e nulla - si pretenderebbe - deve uscire fuori da quel seminato. Pretesa patetica, per lo più.
In altri casi - come sta accadendo a Frascati e Monte Porzio Catone, due Comuni in dissesto - l'impossibilità di poter disporre di un ufficio stampa rende tutto più complicato ed anche la comunicazione istituzionale è quasi impossibile. I sindaci Sbardella e Pulcini, in questo, fanno quel che possono.

A stupire in generale però è il silenzio in cui cadono i gruppi consiliari ed alcuni assessori. Se di Monte Porzio Catone s'è detto, a Frascati ci sono almeno un paio di esponenti della Giunta dei quali si è persa ogni traccia. Ma non sarebbe una buona pratica quella di raccontare ai propri cittadini cosa si sta facendo?
A Grottaferrata - dove la comunicazione istituzionale va forte - non si hanno più notizie invece da parte dei gruppi politici. In merito alle opposizioni avevamo scritto qualche giorno fa ed il rumore del loro silenzio è ancora più imbarazzante (LEGGI Grottaferrata | Delle opposizioni consiliari s'è persa ogni traccia): ma i gruppi di maggioranza, a parte il riottoso PD dal quale di tanto in tanto qualcosa filtra, sono in silenzio assoluto.
Silenzio indotto, coatto o voluto? L'eredità della precedente impalpabile Amministrazone consiglia, sinceramente, di non scivolare lungo la medesima crina...
I punti sono due. Primo: in mancanza di esternazioni, non si può pretendere che gli ossservatori restino in pari silenzio. Secondo: il raccontare e il comunicare, a nostro modesto avviso, resta un obbligo di amministratori, gruppi, consilieri ed eletti nei confronti dei cittadini.

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