ROMA (attualità) – Un’analisi dolorosa e devastante. Il 45% è italiano, il 55% straniero. Aumentano i casi di ‘barbonismo domestico’

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La ferita è nei numeri, prima di ogni altra cosa. 7.500 le persone che faticano a vivere in stato di povertà. Il 45% di queste è italiano, il 55% di altra nazionalità. Il 33,5% possiede un diploma di scuola media superiore. Tra le 14mila e le 16mila le persone senza fissa dimora. Oltre il 34% di loro è in strada da più di quattro anni. E’ il rapporto rivelato nelle scorse ore dalla Caritas per la sola città di Roma. La povertà - si legge nel rapporto - può assumere anche sembianze imprevedibili: forme di vero e proprio 'barbonismo domestico', cioè persone che si riducono in abbandono totale pur essendo proprietari di una casa.

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I poveri di oggi, afferma il rapporto, sono diversi dalla figura del barbone di venti o trenta anni fa. Tra loro uomini e donne 'poco competitivi' sul mercato del lavoro; anziani con vissuti da homeless di lungo corso; giovani; individui con malattie croniche invalidanti; con problemi di droga o altre dipendenze; oppure senza casa a causa delle violenze domestiche o per un progetto migratorio fallito o di transito.

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L'emergenza abitativa coinvolge a Roma almeno trentamila famiglie (richieste di alloggio popolare, sfratti, occupazioni abusive, residence per l'assistenza alloggiativa temporanea più un vasto sommerso perennemente in difficoltà strutturale). Tutto ciò a fronte di oltre 130mila case sfitte nella citta' (una cifra abnorme e scandalosa). “Il problema essenziale – afferma Caritas - è che non esiste un'offerta abitativa in affitto a prezzi accessibili. Il vuoto dell'azione pubblica e la bolla speculativa hanno finito col produrre conseguenze severe, come il fenomeno delle occupazioni abusive. A Roma il patrimonio abitativo pubblico consta di 76.000 alloggi (tra Ater e proprietà diretta del Comune)”.

 
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Per quanto riguarda gli alloggi in affitto sociale, a livello europeo si rileva una media del 13,7% degli alloggi costruiti, Roma raggiunge solo il 4,3%. Il comparto di housing sociale non hai trovato terreno florido. E’ il frutto degli anni della grande sbornia della casa di proprietà come un bene possibile per tutti. Oltre a creare una corsa fallimentare alla costruzione di nuove case, con zone urbanistiche della metropoli seriamente compromesse, specialmente in periferia, ha dato origine ad un’area di invenduto enorme. Così oggi lo svantaggio economico dci tanti cittadini, sommata ad un'azione pubblica che appare del tutto insufficiente, lascia i meno abbienti soli davanti alle scelte. Spesso radicali.

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A Roma troppe persone, famiglie e giovani che non riescono ad accedere alla casa. Oltre 5mila persone occupano stabili in modo illecito ed abusivo. Un problema politico e sociale serio. Perché è proprio in queste aree di disagio che possono infiltrasi poteri criminali e malavitosi che giustificando l’assenza di soluzioni, e a volte dello Stato, sostituiscono le mancanze creando quella rete di protezione e solidarietà artefatta che gli consente di combinare i propri affari. Prendendosi interi quartieri o porzioni di territorio partendo dal disagio dei singoli e ottenendo così il consenso necessario per proliferare ed aumentare influenza e forza.