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La messa a porte aperte di Frascati, l'indignazione della gente. Quelle domande che vogliono risposte

vescovo comunione frascati ilmamilioFRASCATI (attualità) - Ieri mattina la celebrazione della domenica delle Palme con presenti in Cattedrale qualche decina di fedeli

ilmamilio.it

Ha sollevato un'enorme onda di indignazione e di protesta la Messa che il vescovo di Frascati Raffaello Martinelli ha celebrato ieri mattina alle 9,30, domenica delle Palme, lasciando le porte della Cattedrale di San Pietro aperte all'accesso dei fedeli. Costringendo all'intervento le forze dell'ordine.

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"Le regole valgono per tutti. Perché noi dobbiamo rispettare la quarantena in casa, giustificando ogni spostamento ed invece c'è chi le regole non le rispetta?", è il commento più ricorrente.

"Con azioni come queste - anche - si manca di rispetto a tutta la comunità ed a tutti coloro, medici per primi, che stanno facendo di tutto per salvare le vite umane. Ci sono migliaia di morti, possibile che c'è chi non lo capisce?".

E ci sono reazioni anche molto più severe. "Vogliamo una sanzione  esemplare: sia per chi ha permesso questa cosa che per chi, sapendo che non poteva farlo, ha partecipato".

L'indignazione è generale e piuttosto diffusa. comeDonare ilmamilio

A destare parecchi commenti negativi è stata anche la nota che il vescovo Martinelli ha inviato in serata tentando di spiegare e giustificare l'accaduto.

LEGGI La Messa a porte aperte, le parole del vescovo di Frascati: "Non erano 50 persone... Faremo meglio a Pasqua"

Le domande sorgono spontanee.

1. Ammesso (e non provato) che i fedeli sono entrati nel finale della messa, perché quando il vescovo si è accorto della gente che si trovava in chiesa non ha interrotto la funzione invitando i presenti ad uscire?

2. Perché se le disposizioni che il vescovo stesso aveva diramato nei giorni precedenti parlavano al massimo di 6 persone presenti durante la funzione, sull'altare c'erano 7 celebranti e diverse altre persone? A chi è andato a portare l'ostia della comunione il vescovo durante l'eucarestia?

3. Se, come dice monsignor Martinelli, "non erano 50 i presenti" e fossero stati 30, cosa sarebbe cambiato dal momento che la celebrazione avrebbe dovuto svolgersi a porte chiuse?

4. Che significa che non possono essere chiuse le porte della Cattedrale "per motivi di sicurezza"? Se ci dovrebbero essere solo 6 persone presenti, non è sufficiente l'uscita dalla sagrestia? E non sarebbe sufficiente l'uscita in sicurezza dal portone in cristallo centrale, chiudibile ed apribile facilmente dall'interno?

5. Davvero la gente che è entrata in chiesa lo ha fatto casualmente e senza alcun preavviso?

Domande che avrebbero bisogno di una risposta proprio perché, in tempi difficilissimi sia sul piano sanitario che su quello economico, le regole valgono per tutti.

Io resto a casa non è un motto o uno slogan: è un modo per difenderci tutti e per sperare di poter tornare il prima possibile alla normalità.

 

 

Commenti   

0 #1 Oravla 2020-04-06 13:46
Un gesto e una situazione fuori luogo che genera confusione in un momento drammatico.
È sempre una buona regola chiedere scusa quando uno sbaglia.
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