Francesca Lollobrigida, la campionessa nata a Frascati e diventata olimpica

Pubblicato: Mercoledì, 02 Marzo 2022 - Matteo Carè

FRASCATI (sport) - Tra le protagoniste delle Olimpiadi invernali di Pechino. La pattinatrice racconta l'emozione per le due medaglie e si prepara per la prossima competizione internazionale. 

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Frascatana dorigine. Due coppe del mondo nel dicembre del 2021. Due ori alle recenti olimpiadi di Pechino. Francesca Lollobrigida, pronipote dellattrice Gina, ha indossato i primi pattini ad appena 14 mesi, quando per le strade di Roma si allenava pattinando dietro le macchine. Ama vestire di rosa e di lilla e, secondo quanto riporta la pagina ufficiali dei Giochi Olimpici di Pechino 2022, ha un debole per i capelli color fluo. Colori che ben si sposano con largento e il bronzo delle due medaglie da poco conquistate.

  

Dalle lacrime di Peyonchang del 2018 dopo il settimo posto olimpici, allabbraccio con il suo allenatore a Pechino dopo la prima delle due medaglie olimpiche. È stata proprio la delusione del 2018 a rappresentare la svolta nella sua incredibile carriera?

«Sì esatto. Non perché prima non mi dedicassi o non mi allenassi abbastanza, ma mi ha fatto capire di dover aggiustare un qualcosa nella mia preparazione. Non potevo arrivare a puntare su una sola gara - quale la mass star - ma dovevo essere competitiva anche sulle distanze classiche. Tutto è partito da lì. Sono stati quattro anni intensi e lunghi. La scorsa stagione, come tutti purtroppo, abbiamo avuto uno stop per via del COVID: soprattutto noi italiani non ci siamo allenati come era da programma. Le mie avversarie non avevano di questi problemi: loro si sono sempre  allenate»

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Crede che queste Olimpiadi, con ben 17 medaglie, sposteranno ancora di più lattenzione del CONI sulla Federghiaccio?
«Speriamo. Questo è lobiettivo. Io sono stata scelta anche come portabandiera sia per il mio sport, sia per la mia federazione e questanno abbiamo dimostrato di esserci anche noi con medaglie e i risultati»

La nomina a porta bandiera per la cerimonia di chiusura se laspettava? Cosa ha provato quando le hanno conferito questo prestigioso riconoscimento?

«No. Avevo talmente tante emozioni che non riuscivo a metterle insieme. Mi è stato comunicato prima di partire per lultima gara. Questo mi ha dato da una parte un po’ di pressione e dallaltra una carica per poter dare il meglio: volevo arrivarci con un’altra medaglia al collo. E così è stato»

Come sono stati i giorni che lhanno divisa dalla prima delle due medaglie? E dopo?
«Avevo moltissimo tempo per poter pensare. La vita al villaggio era albergo, pista, sala da pranzo, cena e poi camera. Avevamo contatti solo con i membri della nazionale. Anche stare sempre in camera faceva pensare molto, faceva riflettere. Vorrei sottolineare che mi è stato vicino il mio psicologo sportivo dellistituto di Medicina dello Sport, Umberto Manili, perché in quei momenti un supporto serve. Mi conosce da anni e quindi mi ha veramente aiutato. Se stai da sola rischi di pensare quel troppo che non serve…»

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Per via dei protocolli, suo padre Maurizio, insieme alla sua famiglia, non ha potuto fare il tifo dagli spalti. Cosa le ha detto dopo la medaglia?

«A casa stavano festeggiando. (Sorride n.d.r.) Ho avuto pochissimo tempo, perché, tra laltro, sono stata lultima batteria e, dopo cinque minuti c’è stata la premiazione in pista. Quindi ho preso il cellulare in mano, che già stava squillando, e ho videochiamato prima mio marito e poi mio padre. Avevano entrambi le lacrime agli occhi. Mi è bastato vederli e le lacrime hanno contato più delle parole. La sera ci siamo sentiti, ho visto anche i video che sono usciti sui social che hanno festeggiato con i gatti. Poi anche i giornalisti si sono presentati a casa. Diciamo quindi che ho avuto pochissimo tempo per sentirli, li ho visti più in televisione che sentiti al telefono»

Soči 2014, Peyonchang 2018, Pechino 2022. LItalia continuerà a fare il tifo per lei anche a Milano-Cortina 2026?

«Quello è lobiettivo. Quattro anni sono lunghi e lo sono soprattutto per il nostro sport. Speriamo che riescano a coprire e breve la posta Baselga di Pinè (dove si svolgeranno le gare alle olimpiadi di Milano- Cortina n.d.r.) così vento pioggia non ci potranno fermare»

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