STORIE & METALLO - I 7 Papi delle nostre vite

Pubblicato: Venerdì, 14 Gennaio 2022 - redazione attualità

medaglia GiovanniPaoloI 1 ilmamilioROMA (storie & metallo) - Da Pio XII a Francesco: i pontefici che abbiamo conosciuto

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Sette pontefici di Santa Romana Chiesa. 7 modi di intendere il gravoso fardello da successore di San Pietro. 7 Papi che tra il 1939 ed oggi hanno percorso, di fatto, le nostre vite.

Da Pio XII (il Papa della Seconda Guerra mondiale), a Giovanni XXIII, il Papa buono: da Paolo VI, il pontefice spentosi a Castel Gandolfo, a Papa Giovanni Paolo I, il Papa di settembre.

Da Giovanni Paolo II, il Papa santo subito demolitore del comunismo, a Benedetto XVI il Papa teologo, il Papa che abdicò, fino a Francesco, il primo Papa americano.

STORIE - Ognuno dei pontefici che hanno attraversato il '900 (ma in realtà prima di Pio XII c'erano stati Leone XIII, Pio X, Benedetto XV e Pio XI) e scavallato il XXI secolo ha lasciato il proprio segno e, comunque, ha giocoforza legato il suo nome a quello degli anni hai quali per destino o divina provvidenza si è trovato a governare quello che è lo Stato più piccolo del mondo.

Questa non è senz'altro la sede per tracciare biografie o profili dei 7 pontefici di interesse, da altri e più e più volte mirabilmente fatto, quanto quella di offrire piccoli spunti che ne tratteggino le figure.

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PIO XII, IL PAPA NELLA TEMPESTA - Pio XII eredita da Pio XI la Città del Vaticano, fondata tecnicamente appena 10 anni prima con i Patti lateranensi tanto che nei giorni prima di morire il vecchio pontefice stava preparando proprio il discorso per il decennale. E si dice che sarebbe stato un duro intervento contro la Germania di Hitler.

Quando, il 2 marzo 1939 Eugenio Pacelli diventa Papa, il mondo è sull'orlo di un baratro che non può più evitare. Lui, invece, è il primo Papa sovrano eletto nel piccolo Stato della Chiesa.

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Già nunzio apostolico a Monaco di Baviera (1917-29), Papa Pacelli vede da molto vicino la Germania post disfatta della 1^ Guerra mondiale e la nascita della Repubblica di Weimar e per i cattolici tedeschi si impegna molto, non solo a parole. La sua ostilità al nazionalsocialismo (fermamente criticato anche da Pio XI) è nota ed anche se il Papa, da alcune parti, venne accusato di essere rimasto in silenzio di fronte agli orrori nazisti, ben altre posizioni ed azioni ne testimoniano il reale pensiero.

Numerose testimonianze ed attestati provenienti anche in questi ultimi decenni dal mondo ebraico ne hanno definitivamente allontanato ogni ombra.

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Il suo lungo pontificato attraversa la Seconda guerra mondiale di cui rimangono, tra le altre, le strazianti immagini della visita nel quartiere di San Lorenzo devastato dalle bombe e conduce la Chiesa fino a quel dopoguerra laico che l'Italia abbraccia e che lo vede comunque fare preziose aperture sia nei rapporti intimi personali, che verso famiglie. Passando, tra le altre cose, per la creazione dell'Istituto Opere religiose (IOR, ne riparleremo) nel 1942 e per l'anno Santo 1950.

Pio XII, malato, muore a Castel Gandolfo (e non sarà né il primo né l'ultimo), il 10 ottobre 1958 lasciando una Chiesa che è pronta a riformarsi.

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GIOVANNI XXIII, IL PAPA DI TRANSIZIONE DIVENTATO SANTO - Il 28 ottobre del 1958 Angelo Maria Roncalli dalla bergamasca, nato povero e con una lunga storia da sacerdote di campo, di strada ma anche di struttura ecclesiastica, viene eletto Papa. La scelta dello "spirito santo" cade su di lui perché dopo i 20 anni di Pio XII c'è bisogno di una figura di transizione, qualcuno che dia modo alla Chiesa di prendere tempo e capire bene come muoversi.

Ma i conti dei cardinali influenti non sono particolarmente attenti perché sin dalla scelta del nome, Papa Roncalli sa dimostrarsi un pontefice illuminato, saggio, umile, particolarmente pratico (da buon terziario francescano) e - soprattutto - amatissimo dai fedeli.

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Ha 77 anni e sceglie, per il ruolo di successore di un Papa tosto ed algido come Pio XII, il nome di Giovanni XXIII. Per segnare i suoi 5 anni di pontificato, Roncalli opta per il nome che fino a quel momento era stato assegnato ad un antipapa, Giovanni XXIII Baldassarre Cossa (1410-1415), chiudendo così definitivamente una disputa lunga 5 secoli.

Un antipapa "chiacchieratissimo" al quale si deve però, paradosso della storia, il merito di aver salvato la Chiesa in uno dei suoi momeni bui, convocando quel Concilio di Costanza che riesce a ricucire lo Scisma di Occidente.

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Giovanni XXIII resta negli occhi di chi lo ha vissuto e conosciuto per la sua parola semplice, frettolosa, quasi divorata: per il discorso della "Luna", quello tenuto (a braccio, casualmente) in occasione dell'apertura del Concilio Vaticano II.

"Questa sera tornando a casa, troverete i bambini; date una carezza ai vostri bambini e dite: “Questa è la carezza del Papa”. Troverete qualche lacrima da asciugare. Fate qualcosa, dite una parola buona. Il Papa è con noi specialmente nelle ore della tristezza e dell'amarezza", dice il Papa vergando parole idimenticate e dall'infinita intima efficacia.

Papa Roncalli passa alla storia però anche per essere stato il primo sovrano del Vaticano, il terzo in ordine di elezione, ad aver varcato i confini della Città Stato (fatta eccezione per l'uscita a San Lorenzo di Pio XII), recandosi il 25 ed il 26 dicembre 1958 a far visita prima ai piccoli pazienti del "Bambino Gesù" e poi ai detenuti di Regina Coeli. E sono due visite diventate storia.

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Quando il 3 giugno 1963, Papa Giovanni muore come epilogo di un tumore allo stomaco che lo aveva colpito nei mesi precedenti, la commozione ed il dolore pervadono non solo il mondo cattolico ma anche molti non credenti e parte di quel mondo laico che ha saputo riconoscere in lui un interprete moderno e particolarmente illuminato della dottrina cristiana.

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PAOLO VI, IL PAPA POLITICO - Il 21 giugno 1963 il Conclave sceglie Giovanni Battista Montini che, a sua volta, decide di riportare in auge un nome che da 4 secoli i pontefici romani non utilizzano, Paolo. Paolo VI, pur personalità di gran lunga opposta a quella del suo predecessore, è comunque un predestinato sia per volontà della maggioranza (alla fine risicata) dei cardinali che per la sua storia ecclesiastica e per la sua esperienza politico-diplomatica.

Gli tocca per prima cosa il non facile incarico, lui personalità riservata e riflessiva, abituata alla diplomazia ed all'arte della mediazione, di portare a termine i lavori del Concilio Vaticano II, chiuso nel giorno dell'Immacolata Concezione del 1965.

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Paolo VI sottoscrive la riforma liturgica, si opera ancor più per avvicinare la Chiesa alle famiglie ed agli operai, ha una coscienza ed un impegno politico considerati moderati ma attenti e partecipi. A Paolo VI tocca il non facile compito di tenere la barra della Chiesa a dritta anche quando nel 1970 in Italia si approva la legge sul divorzio e quando nel 1978, ormai a fine pontificato, viene approvata quella sull'aborto.

Non solo.

Di Paolo VI, tra gli altri, restano celeberrimi gli appelli alle Brigate rosse durante i 55 giorni del rapimento (16 marzo, 9 maggio 1978) del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro, suo amico. Uomo semplice ma riservato, proveniente dalla provincia lombarda della Val Trompia di fine '800, apprezzato dai collaboratori ed aperto alle riforme, Papa Paolo VI per l'amico Moro seppe trovare anche il modo - non senza ricevere ingiuste critiche - di recitare un'omelia funebre.

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Stanco, provato anche dai fatti dei mesi precedenti, e senz'altro al termine del suo comunque intenso percorso pontificale, Papa Paolo VI si spegne il 6 agosto 1978 mentre si trova nella residenza di Castel Gandolfo per cercare ristoro dalla calura romana, esattamemente come era accaduto 20 anni prima a Pio XII. Per la sua sepoltura, disponendo riti funebri semplici e il più possibile privi di enfasi, desidera addirittura essere deposto in terra, chiedendo che per lui - in ogni caso (anche vista la canonizzazione del 14 ottobre 2018) - non venga eretto nessun monumento funebre.

Una figura forse di spessore meno rilevante nel lungo cammino della Chiesa, quella di Paolo VI, costretto a regnare tra pesanti predecessori e monumentali successori. Ma allo stesso tempo degna di essere elevata alla santità sancita il 14 ottobre 2014.

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PAPA GIOVANNI PAOLO I, IL PAPA DI SETTEMBRE - Quello che la Chiesa attraversa nel turbolento, terribile 1978 è un un anno difficile ed indimenticabile. Il 26 agosto un rapido Conclave si conclude con ben 101 voti su 111 per Albino Luciani, da Canale d'Agordo, nel bellunese.

Il cardinale Luciani ha 66 anni al momento dell'elezione, come Paolo VI, e come primo atto fa qualcosa che nella bimillenaria storia della Chiesa nessuno aveva mai fatto prima: sceglie un nome doppio, in onore dei suoi predecessori. E così Giovanni Paolo I inizia, cancellando dal rito di insediamento l'incoronazione con la tiara (mai più, finora, utilizzata), il suo brevissimo pontificato.

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Subito amato dai fedeli per i suoi modi semplici e diretti, Giovanni Paolo I rinuncia al "noi", ammette la sua umanità, ha come motto la parola "humilitas"  e sembra il pastore giusto per condurre la Chiesa in quegli anni faticosi e sanguinari.

Ma sono davvero anni complicati per la Curia, per le finanze vaticane e per i mille segreti. Anni nei quali, ancora oggi però con ampio margine di incertezza, si muovono i cosiddetti "banchieri di Dio" e la storia che tocca all'ex Patriarca di Venezia non può non suscitare dubbi o alimentare teorie e complotti.

Papa Giovanni Paolo I dopo appena 33 giorni (33 come gli anni del Cristo) viene trovato morto per un attacco cardiaco nel suo letto, nelle stanze vaticane. E' il 28 settembre del 1978: per lui non è neanche pronto l'anello del Pescatore (dotazione papale) e di lui resta una sola moneta (postuma) da 1000 lire. Unica, seppur in 3 versioni anche la medaglia ufficiale emessa.

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 Le teorie alternative sulla morte, alimentate anche dal rifiuto della Chiesa di eseguire autopsia sul cadavere del Papa, sono tuttora vive e sempre collegate alla gestione delle finanze vaticane ed allo IOR, l'Istituto opere religiose (la banca vaticana), all'epoca retta dal cardinale americano Paul Marcinkus, che comunque ha portato tutti i suoi possibili segreti nella tomba nel 2006.

 La verità, come tante altre verità di quegli anni, deve probabilmente essere ancora scritta o quantomeno confessata.

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Nel 1990, la terza parte di quella che è una delle pietre miliari della cinematografia mondiale, si ispira palesemente (ma non dichiaratamente) alla vicenda di Giovanni Paolo I. Il Padrino - parte III, diretto da Francis Ford Coppola, introduce la figura del cardinal Lamberto (interpretato da Raf Vallone), del quale resta tra le scene più cult della saga l'incontro e la confessione con don Michael Corleone (Al Pacino).

Nel film, il cardinal Lamberto viene eletto Papa, ed ucciso per avvelenamento pochi giorni dopo.

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PAPA GIOVANNI PAOLO II, IL SANTO COMBATTENTE - Una Chiesa costretta a ripetere il pesante processo di convocazione e svolgimento del Conclave ad appena un mese di distanza dal precedente si ritrova in autunno nella Cappella Sistina per eleggere il proprio pastore.

Il 16 ottobre la scelta cade su Karol Wojtyła, cardinale polacco di "appena" 58 anni (dunque ben più giovane dei suoi predecessori) che d'incanto dopo ben 455 anni vede salire al soglio di San Pietro un Papa non italiano. L'ultimo era stato l'olandese Adriano IV nel 1522.

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Wojtyła, che aveva avuto qualche voto anche nel conclave di settembre, pensa prima di chiamarsi Stanislao I, in onore del patrono della Polonia, ma poi - certamente sconsigliato dallo scegliere un nome slavo - opta per il nome di Giovanno Paolo II, in memoria dello sfortunato predecessore.

La Chiesa ed il mondo non possono ancora saperlo, ma quello di Giovanni Paolo II sarà uno dei pontificati più lunghi di sempre, secondo solo a quello certificato di Pio IX (1846-1878) e, si dice, di San Pietro.

Inutile in questa sede tentare di sintetizzare in poche righe 27 anni di impegno, di passione, di contrasti, di viaggi pastorali (ben 104), di affetto, di discorsi anche duri e politicamente scomodi. Giovanni Paolo II solca la storia del XX secolo come pochissimi altri hanno saputo fare. Colpito dai colpi di pistola esplosi dal turco Mehmet Ali Ağca il 13 maggio 1981 in piazza San Pietro, Giovanni Paolo II si identifica come tra i più strenui oppositori e demolitori del comunismo.

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Iconico rimane l'incontro col segretario del partito comunista dell'Unione sovietica Michail Sergeevič Gorbačëv il 1 dicembre 1989. Meno di un mese prima era caduto il Muro di Berlino.

Nel 2000, in occasione del passaggio di millennio, l'Anno Santo diventa una straordinaria occasione di incontro e partecipazione. Un Giovanni Paolo II ormai stanco e malato non perde l'occasione per incontrare nella spianata di Tor Vergata, tra Roma e Frascati, l'oceano di ragazzi radunatisi per una Giornata mondiale della gioventù (dal Papa istituita qualche anno prima) diventata subito epocale.

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Comunita Tuscolana banner ilmamilioMa è un Papa ormai stanco e che fatica a camminare ed anche a parlare: la sua missione l'ha ormai compiuta ed è stata una missione, certo non solo spirutuale ma anche fortemente politica e diplomatica, capace di incidere fortemente sulle sorti mondiali.

Giovanni Paolo II si spegne nella sua stanza il 2 aprile 2005: ai suoi piedi una piazza San Pietro gremita da giorni prega per lui rimanendo in fervida attesa di buone notizie.

Il processo di canonizzazione, vigorosamente sostenuto nell'immediato al grido di "Santo subito" che arriva in Vaticano da tutto il mondo, si completa il 27 aprile 2014 sotto Papa Francesco.

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PAPA BENEDETTO XVI, IL PAPA CHE HA RINUNCIATO - Il 19 aprile 2005 il Conclave, riunitosi dopo lunghissimi 27 anni elegge come successore di Giovanni Paolo II il cardinale bavarese Joseph Ratzinger. L'alto prelato tedesco ha 78 anni ed il suo pontificato, inevitabilmente, è inteso come un periodo di transizione.

Ex combattente della Seconda guerra mondiale, Ratzinger è un teologo, grande studioso della Chiesa e dal 1981 Giovanni Paolo II lo ha nominato prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, l'istituzione che vigila sul rispetto della dottrina cattolica. Negli ultimi anni della sua vita, è stato grande collaboratore del suo predecessore.

Il giorno successivo all'elezione, "Il manifesto", quotidiano comunista, apre col titolo "Pastore tedesco". Titolo azzeccato e indimenticato.

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Vescovo titolare della diocesi di Velletri-Segni e poi anche di quella di Ostia, Ratzinger reintroduce consuetudini, paramenti, liturgie che la Chiesa pensava di aver abbandonato per sempre. Un Papa percepito algido e poco empatico.

Il 15 luglio 2012 Benedetto XVI compie, anche grazie ai rapporti personali col vescovo tuscolano Raffaello Martinelli, una visita pastorale a Frascati dove dal 1980 (quando c'era stato per l'8 settembre Giovanni Paolo II) non arrivava il Papa. In città è accolto dal vescovo, dal sindaco Stefano Di Tommaso e da una discreta folla. La funzione viene celebrata sul sagrato della Cattedrale di San Pietro.

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Pace, amore, dialogo e dottrina: attorno a questi capisaldi Benedetto XVI fonda il suo pontificato.

L'11 febbraio 2013 però succede quello che nessuno si aspetta. Benedetto annuncia la rinuncia al Soglio pontificio (e lo fa in latino, lingua che considera universale) ed il 28 febbraio 2013 dal balcone di Castel Gandolfo pronuncia il suo ultimo breve discorso prima di lasciare.

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E', nella storia della Chiesa, l'ottavo pontefice a rinunciare: l'ultimo prima di lui era stato nel 1415 Gregorio XII, tra gli altri anche quel Celestino V reso famoso da Dante. Da quel momento Benedetto XVI, oggi quasi 95enne, è Papa emerito e pur avendo annunciato che si sarebbe allontanato dagli occhi del mondo, di tanto in tanto compie ancora qualche uscita pubblica.

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PAPA FRANCESCO, IL GESUITA AMERICANO - Il 13 marzo 2013 la Chiesa è pronta per un'altra grande novità: un Papa che arriva dalla Americhe. Josè Mario Bergoglio, cardinale argentino 77enne al momento dell'elezione, diventa il primo pontefice proveniente da oltre ocenano. "Fratelli e sorelle, buonasera! Voi sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo, ma siamo qui", dice Bergoglio appena vestito di bianco dal balcone della Basilica di San Pietro.

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Dal Papa sudamericano ci si aspetta molto, ci si aspetta soprattutto una Chiesa che recuperi il contatto con i fedeli, che sia al passo con i tempi e che possa essere in grado di estirpare i propri mali interni. Bergoglio, che secondo alcuni era stato già molto vicino al Soglio nel 2005, ha in mente la riforma della Curia romana e costituisce un apposito gruppo di cardinali, scegliendo come segretario il vescovo di Albano Laziale Marcello Semeraro (nei mesi scorsi nominato cardinale), portare a termine l'impresa.

E' un Papa empatico che già il 23 marzo in uno storico momento incontra il suo predecessore a Castel Gandolfo. Quella foto è destinata a fare storia.

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Il rapporto tra Benedetto XVI e Francesco è anche ripreso nel film "I due Papi".

Francesco rifiuta molti dei formalismi tradizionali dei Papi, anche alcuni di quelli che erano resistiti a Giovanni XXIII e Giovanni Paolo I. Si sposta a bordo di una Ford Fiesta nera, indossa scarpe normali e predica con parole semplici. Rinuncia addirittura alla residenza estiva di Castel Gandolfo, aprendola al pubblico e rendendola - per il momento  - un museo.

La sua spinta, però, nel corso di questi ultimi anni sembra essersi affievolita anche a causa della sua età ormai non più verde.

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Di questi ultimi 2 anni di pontificato, nei quali Papa Francesco si vede sempre meno spesso ed appare oggi un pontefice decisamente indebolito dalla vecchiaia, restano le strazianti immagini del 27 marzo 2020, quando in piena pandemia, in pieno lockdown, rivolge di fronte ad una piazza San Pietro deserta, una supplica al signore per la fine dell'emergenza sanitaria.

Francesco è il 266° Papa della Chiesa di Roma, 8° sovrano dello Stato della Città del Vaticano.

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