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Amministrative 2017, l'analisi del voto di Astorre. "Pd in flessione nei grandi centri, ma..."

FRASCATI (politica) - Il senatore dem valuta l'esito delle urne: "Noi molto bene al primo turno, male ai ballottaggi dove centrodestra e 5 stelle hanno fatto corpo contro il Partito democratico"

ilmamilio.it - esclusiva

A ormai quasi tre settimane dai ballottaggi del 25 giugno, il senatore Pd di riferimento del comprensorio tuscolano, Bruno Astorre, passa all'analisi di un voto dai due volti. Il dato, per il Partito democratico, è complessivamente non esaltante per quanto il primo turno abbia fornito indicazioni importanti soprattutto nei piccoli Comuni.

"L'analisi - dice Astorre - è proprio questa: il Pd è andato molto bene l'11 giugno, al primo turno, conquistando e confermando il sindaco a Castel Gandolfo (Milvia Monachesi) e a Lariano (Maurizio Caliciotti) ma ottenendo un grande risultato anche a Frascati e Grottaferra. Nel caso di Frascati addirittura, nonostante le traversie dell'ultimo anno, la coalizione di centrosinista grazie alle alleanza ed al nome di Lello Pagnozzi ha fatto decisamente bene".

Discorso a parte Monte Compatri. "Quella è stata la grande pagina amara, sia sul piano politico che su quello personale per tutti coloro che in questi anni, nelle file del Pd ma anche della coalizione hanno lavorato tanto e bene. Avevamo una squadra importante ed un candidato sindaco, Fausto Bassani, largamente condiviso. Deve far riflettere il fatto che a decidere le elezioni alla fine siano stati i voti della frazione della Molara: una frazione che, va detto, non sembra essere stata stata molto seguita e curata dall'Amministrazione De Carolis. Eppure i voti per far vincere D'Acuti sono arrivati proprio da lì".

SECONDO TURNO - "Qui la riflessione è doverosa - continua il senatore dem -, ai ballottaggi centrodestra e 5 stelle si sono uniti, oltre ogni ragionevole dubbio e questo a mio giudizio è il vero dato nuovo di queste Amministrative 2017. Da Parma in poi, il Movimento 5 stelle o ha centrato il ballottaggio, vincendo praticamente sempre, o si è comunque disinteressato del ballottaggio. Invece dal referendum costituzionale di dicembre in poi il quadro è cambiato, quell'appuntamento elettorale ha segnato uno spartiacque. Il legante di queste forze politiche, che si sono coalizzate, è stato l'andare contro il Pd: è successo a Genova, La Spezia, Guidonia, Frascati e Grottaferrata. Il popolo del centrodestra e quello del Movimento 5 stelle hanno fatto corpo contro il Partito democratico e questo è un elemento che merita una profonda riflessione".

GROTTAFERRATA - "Quello di Grottaferrata è stato un caso un po' a sé dal momento che la coalizione che si è formata intorno ad Andreotti, come anche riportato nelle varie fasi da ilmamilio.it, si è mossa con anticipo, formando una vera coalizione civica. Un percorso che non ha sostanzialmente avuto sostegni dal centrodestra o dal centrosinistra, tranne sporadici e non riusciti intendimenti (Palozzi?, ndr). E così alla fine la vittoria è stata davvero una vittoria contro i partiti".

FRASCATI - "Quello di Frascati è stato un caso decisamente diverso: la coalizione alla fine vincente, quella del nuovo sindaco Roberto Mastrosanti (del quale poi ricorderemo i passaggi politici), è stata una coalizione "contro". E' vero che formalmente nelle 5 liste che lo hanno sostenuto non ci sono stati simboli, ma è altrattanto evidente che al primo turno Mastrosanti ha avuto l'appoggio dell'estrma sinistra (l'onorevole Filiberto Zaratti, di Mdp, ha partecipato ad eventi per Angelantoni e Mastrosanti) all'estrema destra di Igino Mancini, passando per il Partito socialista di Fichera. L'appoggio politico c'è stato eccome, evidente, innegabile".

Astorre continua. "E' evidente che Mastrosanti, che fino a marzo non aveva con sé più di una lista e mezza, ad un certo punto ha goduto del mancato accordo tra Pd e Franco Posa. Bisogna però considerare che, come sempre, le cose, le coalizioni fatte "contro" hanno sempre un certo fattore di rischio aggiuntivo. La Giunta zoppa di Mastrosanti, una cosa mai vista a Frascati in 20 e oltre anni di elezione diretta del sindaco, ne sono la testimonianza. Possiamo dire anzi che Mastrosanti ha ricominciato da dove aveva lasciato Spalletta...". E ancora: "Molto strano che non sia stato concesso, forse proprio per la medesima logica, un posto in Giunta a Stefano Di Tommaso, che pure era stato un ottimo assessore ai Servizi sociali. Così come è da vedere come Claudio Gori, che sono certo essere un ottimo professionista, riuscirà a destreggiarsi tra due incarichi da dirigente ed assessore al Bilancio che hanno sostanzialmente le stesse scadenze. Insomma:  una Giunta dimezzata e con un vicesindaco a mezzo servizio".

5 STELLE - Astorre non ha dubbi. "Sono stati decisivi a Frascati e a Grottaferrata e se è vero che queste Amministrative hanno segnato la sconfitta del Pd nei Comuni con più di 15mila abitanti (comprese Guidonia ed Ardea), allo stesso tempo ai Castelli romani hanno segnato la disfatta del Movimento 5 stelle, soprattutto nei piccoli Comuni. Un dato evidente: al più il Movimento ha conquistato 1 solo seggio, anzi a Lariano neanche quello e a Nemi non si è presentato. Inoltre, nei grandi Comuni come Frascati e Grottaferrata, due Comuni reduci dal fallimento delle Amministrazioni e provenienti da lunghi commissariamenti, lì dove i 5 stelle erano convinti di vincere a mani basse, hanno rimediato due nette sconfitte non arrivando neanche al ballottaggio. Evidentemente qualche interrogativo i dirigenti dei Castelli romani dovrebbero farselo".

La chiusura è per Alessandro Spalletta, ex sindaco di Frascati e mancato protagonista di questa tornata. "A distanza di più di un anno dall'azzeramento della Giunta voluto da Spalletta, ancora non siamo riuscit a capire le motivazioni di quella scelta. Mussolini attaccò la Francia sperando di spartirsi le spoglie di Hitler: probabilmente allo stesso modo Spalletta pensò di azzerare la Giunta per colpire un Pd in difficoltà e sbarazzarsene". Quindi Astorre chiude: "Evidentemente non sono in grado di capire. In conclusione, credo che il Pd debba riflettere sul dato elettorale tenendo presente però che nel 2014 a Frascati ottenne 1900 voti nello stesso giorno in cui Renzi alle Europee superò il fatidico 40%. Allo stesso modo ai 1200 voti di oggi, devono comunque essere aggiunti quelli ottenuti da quei candidati che si sono messi al servizio di altre liste della coalizione"

 

 

Commenti   

0 #2 #stosereno 2017-07-20 15:18
Bruno resistiiii!! Io spero che tu non vada mai via. Sinceramente. La grandissima stima che ho per te come perdente di lungo corso è per me la più grande garanzia che il PD sparisca dall'orizzonte politico, e nel più breve tempo. Nessun altro al posto tuo nel Lazio potrebbe garantire risultati analoghi. E che Renzi ti accompagni a miglior vita,... politica.
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0 #1 la buona politica 2017-07-20 06:17
La menzogna regina della politica. Il Senatore dice ancora che a Grottaferrata la coalizione Andreotti non ha avuto sostegni politici da destra Palozzi da sinistra Astorre che ha congiurato contro Bertuzzi reo di non averlo ascoltato in relazione alla candidatura. Le falsità sono il sale della politica
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