I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e migliorano la tua esperienza di navigazione. Cliccando sul pulsante Accetto presti il consenso all'uso dei cookie non solo tecnici, ma anche di profilazione e di terze parti. Per maggiori informazioni puoi comunque leggere l'informativa estesa.

Frascati: Mastrosanti pronto a fare "spesa" in minoranza. Sarà "große Verwaltung"

FRASCATI (politica) - Il sindaco che ha difficoltà a chiudere la sua Giunta ha comunque un Consiglio quasi interamente dalla sua parte. Per il momento

ilmamilio.it - contenuto esclusivo

La "große Koalition" è già alle spalle perché il nemico è vinto, è scappato, è battuto e dietro la collina non c'è più nessuno. Neanche i 5 stelle che per bocca di Lucia Santoro si affrettano a rivendicare la propria autonomia ma per mano di Emanuele Dessì disegnano l'Amministrazione insieme a Roberto Mastrosanti.

Mentre dunque arrivano esplicite conferme alla presenza nella Giunta che Mastrosanti sta formando e che dovrebbe essere annunciata proprio oggi di Claudio Gori (che appare già uno pseudo sindaco ombra) e di Emanuela Bruni (una con un curriculum di 10 pagine, si dice), secondo quanto anticipato ieri sera da ilmamilio.it (LEGGI l'articolo), lo stesso sindaco è già impegnato ad allargare la propria maggioranza consiliare per superare eventuali imbarazzi creati dalla stessa vastità di una coalizione che, come anticipato ancora dalla nostra testata nei giorni scorsi (e goffamente e poco dignitosamente copiato da altri), vede già i 10 consiglieri della nuova inesperta maggioranza divisi, più o meno nettamente, in due grupponi (LEGGI l'articolo del 10 luglio). Da una parte quelli di Posa-Gori, dall'altra i fedelissimi del sindaco, nella riproposizione di quanto era accaduto già fino a fine marzo, quando il gruppo di Mario Gori e Franco Posa era determinato a correre da solo per Palazzo Marconi. Prima dell'accordo.

Per arrivare alla fase 2, ovvero la "große Verwaltung" (grande Amministrazione), Roberto Mastrosanti - per tramite di alcuni ben individuati pezzi da 90 della sua squadra - ha già di fatto portato dentro i 5 stelle. Era chiaro dai mesi scorsi quando in particolare l'ex consigliere Emanuele Dessì (oggi privo di incarichi istituzionali o dirigenziali) aveva più volte espresso la propria simpatia per la coalizione di Mastrosanti e, di contro, diversi esponenti dello stesso Mastrosanti avevano ricambiato l'endorsment. Da Franco D'Uffizi a Roberto Gherardi De Candei. Questa è storia vecchia.

Un asse, quello tra Mastrosanti e Dessì che porterebbe nei prossimi mesi alla guida della Azienda Speciale Sts, una volta dimessosi operativamente il direttore generale Paride Pizzi, il direttore generale della multiservizi di Marino Walter  Bravetti. Vecchia conoscenza frascatana.

Mentre dunque Dessì fa di tutto per farsi vedere al fianco di Mastrosanti ed ai suoi alfieri (al bar, a Palazzo Marconi, ovunque), Lucia Santoro - unico consigliere comunale pentastellato - ieri sera in una civile discussione politica su Facebook ha precisato quanto segue: "Io sono stata eletta nelle fila del Movimento 5 Stelle e non nella coalizione di Mastrosanti, pertanto sarò un consigliere di opposizione a tutti gli effetti. La nostra azione in seno al consiglio comunale non avrà nulla di ibrido: saremo pronti a collaborare per il bene della cittadinanza sui temi che ci hanno sempre contraddistinto, qualora trovassimo reale disponibilità di confronto da parte dell’Amministrazione. Al contempo non verrà mai meno la nostra azione di controllo inflessibile e determinato sull’operato del nuovo governo, affinché l’interesse della collettività sia sempre tutelato e messo al primo posto. Questa è sempre stata la nostra posizione, ribadita e ripetuta numerose volte sia tramite comunicati ufficiali sulla nostra pagina Movimento 5 Stelle Frascati, che per mezzo di post sul mio profilo personale".

Di fatto già così oggi la maggioranza di Mastrosanti conta 11 consiglieri su 16. Ma andiamo oltre.

Gli altri due nomi su quali puntano senza mezzi termini quelli del sindaco sono Gianluca Travaglini (che con Mastrosanti stava nel 2014 restando fregato per poco e che quest'anno ha saggiamente cambiato sponda, sbagliando di nuovo...) e Giuseppe Privitera. Il primo difficilmente alzerà barricate contro gli ex amici (da una parte dei quali viene però considerato un traditore, e questo è particolare non trascurabile), il secondo dopo aver amoreggiato - dal referendum Costituzionale in poi - col Partito democratico proprio col Pd sarebbe in rottura.

Insomma: da 11 si sale velocemente a 13.

Restano per il momento fuori da queste logiche Lello Pagnozzi, Francesca Sbardella e Mirko Fiasco. Vale a dire 3 consiglieri per 3 gruppi autonomi. Pagnozzi, che pare determinato a rispettare il suo mandato da consigliere comunale, sembra non voler aver più niente a che fare col Partito democratico che pure proprio delle sue possibili dimissioni trarrebbe vantaggio con l'ingresso Matteo Filipponi. Il Pd, rappresentato dalla Sbardella si ritroverà quindi a tentare di fare opposizione insieme a Fiasco: mission impossible, soprattutto con le elezioni Regionali dietro l'angolo.

Con almeno 13 consiglieri su 16, insomma, almeno in partenza e prima degli inevitabili mal di pancia, Mastrosanti Giunta zoppa o meno partirà blindato.