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Grottaferrata, 25 aprile senza mezze misure: dall'apologia della Rsi al mancato inno di Mameli

GROTTAFERRATA (attualità) - Questa mattina la tradizionale celebrazione in piazza Cavour

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Da un eccesso all'altro. Da un 25 aprile all'altro. Tre anni fa, nel 2016, era stato l'ex sindaco Giampiero Fontana a passare alla storia di Grottaferrata per una celebrazione decisamente sui generis condita da una vera e propria apologia della Repubblica sociale.

Oggi, 25 aprile 2019, è toccato al sindaco Luciano Andreotti - alfiere a suo dire del civismo spinto - celebrare un anniversario nel quale ci si è dimenticati anche di far riecheggiare le note dell'inno di Mameli.

Da un eccesso all'altro, per l'appunto, col disagio di chi si è ritrovato coinvolto in una celebrazione monocorde che, va detto e stigmatizzato, è il contrario di quanto il 25 aprile - feste della liberazione e dunque della democrazia - dovrebbe imporre. Dovrebbe suggerire.

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In piazza Cavour sono riecheggiare solamente le note di "Bella ciao" (più che doverose) e di altri canti partigiani: sarebbe stato proabilmente più giusto affermare i valori democratici e repubblicani col "silenzio" e con l'inno nazionale, da sempre espressione più alta di unità.

A Grottaferrata non si hanno mezze misure. Così come senza mezze misure è lo stucchevole insistito tentativo del sindaco Andreotti di passare per civico.

consorzio ro.maalbanoinLibro

 

Commenti   

0 #1 federicocarlofabio 2019-04-26 05:00
sono orgogliosi di appartenere al genere umano nonostante i ricchi di prosa "prosaica" che non chiedono scusa
La redazione ha ricordato 2 tentativi, "stolti", di riscrivere la storia a Grottaferrata!
La riscrizione della STORIA da parte degli sconfitti, è lo spuntino, la cancellazione di parte della Costituzione Italiana è il vino per ogni portata terra, mare e .... cielo
Per non parlare della retorica " prima gli ...... " servita prima di ogni portata
Ai nostalgici fomentatori odio per l'avversario politico, sportivo ecc .., condimento 4 stagioni, senza più lo sprar, la paura dell'invasione e la "troppa" giustizia, anche un SIRI "val bene una messa"
Se ai retorici conservatori del "purismo razziale" si aggiungono gli ipocriti progressisti del "puro cinismo", per questi l'inno di Mameli non basta, i fatti storici e i MISfatti politici, loro, li ignorano, inutile perderci tempo .... "greta" basta per "liberarcene"
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