Rocca Priora,Narciso 2.0, 200mila euro spesi e un antico lavatoio sacrificato per una struttura chiusa
ROCCA PRIORA (attualità) – Dodici anni fa sembrava dovesse diventare un punto di riferimento, non è stato così
ilmamilio.it
A distanza di anni dalla sua realizzazione, il Narciso 2.0, nato con l’ambizioso obiettivo di diventare un punto di riferimento per la vita sociale e culturale della cittadina, torna al centro del dibattito. E questa volta la domanda che circola, soprattutto sui social, è tanto semplice quanto significativa: quale futuro è previsto per questa struttura?

Circa 200mila euro di risorse pubbliche investite per realizzare il Centro Socio Culturale, sacrificando un luogo che rappresentava anche un pezzo della memoria storica locale: gli antichi lavatoi alimentati dalla sorgente del Sassone, utilizzati per anni anche come abbeveratoi per gli animali e rimasti parte delle tradizioni del territorio fino agli anni Settanta. Quelle vasche, anziché essere recuperate e valorizzate, furono smantellate durante la prima amministrazione Pucci (2009-2014), lasciando spazio a un progetto che avrebbe dovuto rappresentare un’importante opportunità per l’intera comunità.

Il Narciso 2.0 doveva diventare una sede stabile per le associazioni locali, un luogo di incontro, confronto e solidarietà, capace di ospitare iniziative e attività gratuite rivolte a tutta la cittadinanza. Un progetto che, almeno nelle intenzioni iniziali, avrebbe dovuto dare spazio soprattutto ai giovani e favorire la partecipazione sociale. Ma tra le intenzioni e la realtà, con il passare degli anni, si è aperta una distanza sempre più evidente.

I cambiamenti, le vicissitudini sulla gestione degli spazi e le difficoltà nel trovare un accordo stabile sul loro utilizzo hanno progressivamente indebolito la funzione originaria della struttura. E oggi il problema torna inevitabilmente d’attualità.

La struttura, secondo le contestazioni sollevate nel dibattito cittadino, risulta inutilizzata e in condizioni di abbandono, lontana da quella funzione sociale per la quale era stata progettata e realizzata. Un patrimonio pubblico che avrebbe dovuto generare opportunità, incontri e iniziative rischia così di trasformarsi nell’ennesimo progetto rimasto sulla carta. Da qui una domanda legittima: quali iniziative si intendono mettere in campo per recuperare il Narciso 2.0 e restituirgli finalmente una funzione concreta a servizio della comunità?

Nel frattempo, nella cittadina il dibattito è già ripartito, soprattutto sui social. Cittadini e osservatori si interrogano sul futuro dell’immobile, sulle promesse che negli anni non avrebbero trovato realizzazione e sui progetti che, dopo essere stati annunciati con grandi aspettative, sembrano essersi progressivamente spenti. Non si tratta soltanto di discutere di un edificio inutilizzato, ma di capire che fine abbia fatto un investimento pubblico e perché un progetto nato per unire associazioni, giovani e cittadini non sia riuscito a mantenere le proprie promesse. Perché le opere pubbliche non dovrebbero essere ricordate soltanto per i soldi spesi e le inaugurazioni, ma soprattutto per ciò che riescono a lasciare alla comunità. E quando le promesse restano tali, mentre i luoghi si degradano e la memoria storica scompare, è più che legittimo chiedere conto delle scelte fatte.
