STORIE & METALLO | Da Cortina a… Cortina. Quando le Olimpiadi bussano due volte
ROMA (storie & metallo) – Settanta anni dopo l’edizione del 1956, dal 6 al 22 febbraio torna l’evento a 5 cerchi con 8 località interessate. Da quei Giochi in bianco e nero il mondo è cambiato completamente
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di Marco Caroni
Per l’Italia fu la prima volta. Quando nel 1949 il CIO riunito a Roma a larghissima maggioranza aveva assegnato i VII Giochi olimpici invernali all’Italia, a Cortina d’Ampezzo, era stata finalmente la volta buona.
Per ben due volte la fiamma olimpica aveva sfiorato il Bel Paese. Era successo nel 1908 quando l’iniziale assegnazione a Roma dei Giochi olimpici estivi (in realtà quelli invernali non erano ancora stati inventati) per la 4^ edizione delle Olimpiadi moderne, era invece poi finita a Londra. Roma aveva dovuto rinunciare per due motivi principali: primo le ingenti somme sostenute dal Regno nell’organizzazione delle importanti celebrazioni del cinquantenario dell’Unità d’Italia, che si sarebbe festeggiato nel 1911. Non secondaria l’emergenza che l’Italia aveva dovuto affrontare a seguito della disastrosa eruzione del Vesuvio dell’aprile 1906.

La moneta da 2 lire in argento per il Cinquantenario dell’Unità d’Italia
Un evento, quello vesuviano, che durato 18 giorni aveva portato alla morte di 216 persone, alla distruzione dei centri abitati di Massa di Somma e di San Sebastiano, all’evacuazione di numerosi altri paesi ed ad oltre 32mila profughi. Si era trattato della più grande e distruttiva eruzione del Vesuvio nel XX secolo. Il vasto vulcano campano avrebbe poi nuovamente eruttato nel 1944, con la guerra ancora in corso.

Una suggestiva cartolina dell’eruzione e della colata lavica del Vesuvio nel 1906
Nel 1949 Cortina, cittadina dolimitica veneta in provincia di Belluno, fino a quel momento neanche troppo conosciuta in un’Italia che doveva comunque affrontare il complesso dopoguerra, festeggiava così le sue Olimpiadi. Gli anni successivi avevano vissuto dei preparativi per un evento che in Italia non si era ancora mai visto.
Per la verità, Cortina aveva già ottenuto l’assegnazione delle Olimpiadi invernali del 1944, poi annullate a causa della guerra. Nel 1952 invece la cittadina veneta era arrivata seconda dietro Oslo, assegnataria di quell’edizione dei Giochi. Ma nel 1956 era la volta buona.

L’intero evento, costituito da 24 competizioni (la gran parte delle quali solo maschili), si sarebbe svolto completamente nel territorio comunale di Cortina fatta eccezione per le gare di pattinaggio di velocità svolte sul ghiacciato lago di Misurina, nel comune di Auronzo di Cadore.
Le Olimpiadi invernali di Cortina nel 1956 avevano attirato sull’Italia e sulle Dolomiti le attenzioni di mezzo mondo. Ben 32 nazioni in gara, un record per l’epoca, così come da record era stato il numero degli atleti iscritti, 923 a fronte poi degli 822 che parteciparono effettivamente alle competizioni in programma: di questi 690 erano uomini.
Dal 26 gennaio al 5 febbraio del 1956, proprio mentre in quel febbraio anche Roma veniva stravolta da una copiosa serie di nevicate che sarebbero rimaste nelle memorie e nella storia, Cortina viveva il suo sogno sportivo che le avrebbe dato fama ed ricchezza che durano sino ai giorni nostri.

I costi totali ufficiali per i VII Giochi olimpici invernali (organizzazione dell’evento, impianti sportivi e infrastrutture) si attestarono sulla cifra di 3.799.046,330 di lire, finanziati dal CONI e dallo Stato Italiano.
Come ogni Olimpiade che si rispetti, per l’occasione vennero realizzate le medaglie premio, con un diametro di 6 centimetri. Belle, disegnate dal milanese Costantino Affer e realizzate dalla ditta milanese Fratelli Lorioli, le medaglie per il primo e secondo posto erano in argento (quella dei vincitori con placcatura in oro), mentre quella per il terzo posto in bronzo. Ne vennero realizzate 40 per i vincitori di gara, 38 per il secondo postp e 39 per il terzo, in numero superiore a quello delle competizioni in programma per eventuali premi ex aequo.
La medaglia su una faccia rappresentava un volto di donna stilizzato, con una torcia olimpica e l’iscrizione “VII Giochi Olimpici invernali”. Sull’altra faccia un grande cristallo di neve a dominare il profilo del gruppo del Pomagnon, il sasso dolomitico che domina Cortina d’Ampezzo e l’iscrizione “Citius Altius Fortis – Cortina 1956”. Di questa medaglia ne vennero prodotti altri 2500 esemplari in bronzo, con diametro di 45mm, per tutti i partecipanti alle Olimpiadi (compresi accompagnatori delle 32 delegazioni e giudici) e 157 in argento per le istituzioni.

La medaglia premio ufficiale delle Olimpiadi di Cortina d’Ampezzo 1956 (probabile replica in bronzo, diametro 57mm, peso 94 grammi)
CORTINA MILANO 2026 – Settanta anni dopo quei giorni dell’inverno ’56, Cortina d’Ampezzo si appresta ancora una volta ad ospitare un’edizione dei Giochi Olimpici. Il mondo è cambiato, nel frattempo. Parecchio.
Stavolta la cittadina bellunese condivide con Milano l’assegnazione, avvenuta il 1 ottobre 2018, di un’edizione dei Giochi, la XXV, che in realtà si svolgerà e celebrerà in 8 località differenti. Si inizia il 6 febbraio e si chiude il 22 febbraio 2026.
Cortina farà senza dubbio la parte del leone, con le competizioni di curling, il pattinaggio, bob, slittino, skeleton e sci alpino. A Milano, nello stadio “Meazza” che dunque sarà stadio olimpico, si accenderà il torcere olimpico per la cerimonia di inaugurazione: il capoluogo lombardo ospiterà le gare di pattinaggio di figura, short track, hockey e pattinaggio di velocità.
Livigno (Sondrio) ospiterà le competizioni di sci acrobatico e di snowboard, mentre a Predazzo in Val di Fiemme (provincia di Trento) si competerà per il salto con gli sci e la combinata nordica. Combinata nordica che interesserà anche il comune di Tesero, sempre il Val di Fiemme mentre a Bormio, nel parco naturale dello Stelvio ancora in provincia di Sondrio, si gareggerà per lo sci alpinismo e lo sci nordico.

In Val Pusteria, ad Anterselva (provincia di Bolzano), si svolgerà la gara di biathlon. La cerimonia di chiusurà si terrà il 22 febbraio all’interno della suggestiva arena di Verona.
8 differenti località, 3 regioni coinvolte (Veneto, Lombardia e Trentino Alto Adige), 6 province (Belluno, Milano, Sondrio, Trento, Bolzano e Verona): un’edizione dei Giochi decisamente diffusa.
Attesi oltre 3500 atleti (4 volte quelli del ’56) in rappresentanza di 93 Paesi del mondo (il triplo della volta precedente): le competizioni saranno 116, per complessivi 16 differenti sport, e di queste 54 saranno maschili, 50 femmili e 12 miste.

Per l’Italia sarà la quarta Olimpiade organizzata dopo le due invernali di Cortina ’56 e Torino 2006 e l’edizione estiva di Roma 1960.
Sono diverse le città che hanno ospitato più di una edizione delle Olimpiadi. Per i Giochi estivi 3 le edizioni disputate a Parigi (1900, 1924 e 2024) e a Londra (1908, 1948 e 2012), 2 le edizioni disputate ad Atene (1896 e 2004), Los Angeles (1932 e 1984 ma torneranno nel 2028) e Tokyo (1964 e 2020/2021).
Per i Giochi invernali, che dal 1994 sono sfalsati rispetto all’edizione estiva e che non sono mai scesi al di sotto dell’equatore, ad ospitare l’evento per 2 volte sono state Innsbruck in Austria (1964 e 1978) e Lake Placid negli Stati Uniti (1932 e 1980).
Per le medaglie gli organizzatori si sono avvalsi della collaborazione dell’IPZS (la zecca di Roma). Il design, elegante e pulito, lascia comunque poco spazio alla fantasia.



Foto da https://www.olympics.com
