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Grottaferrata, Comunità civica: “Villino Civette, commissario riapre la strada all’antenna. La fiducia dei cittadini non è una cambiale in bianco”

GROTTAFERRATA (politica) – Il comunicato del movimento

Ci sono decisioni amministrative che non si limitano a modificare un contratto, cancellano la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, mortificano la partecipazione popolare e ripropongono un modo di governare nel quale gli interessi della collettività sembrano venire sistematicamente dopo quelli dei soggetti privati.

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La deliberazione n. 108 del 15 ottobre 2026, con la quale il Commissario straordinario di Grottaferrata approva la transazione con Cellnex Italia, appartiene a questa categoria. Una decisione che suscita forti perplessità politiche e amministrative e che appare tanto più grave se si considera la storia di questa vicenda, la mobilitazione dei cittadini e le rassicurazioni ricevute dall’associazionismo locale. Il Villino delle Civette non è un immobile qualsiasi.

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È un luogo di cultura, di aggregazione, la biblioteca e il Centro Socio-culturale, frequentato da associazioni e da giovani, si trova inoltre, a brevissima distanza da una scuola. È uno spazio che dovrebbe essere tutelato e valorizzato per la sua funzione sociale, non trasformato in una sede per infrastrutture tecnologiche senza una discussione pubblica trasparente sulle alternative e sulle conseguenze della scelta. Eppure, proprio qui si è deciso di portare una stazione radio base per la telefonia mobile. Secondo la ricostruzione della vicenda, l’antenna avrebbe dovuto essere collocata inizialmente su una struttura privata situata a poche decine di metri di distanza.

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A quella soluzione sarebbe stato opposto un diniego comunale, successivamente, sarebbe stata la stessa amministrazione a prospettare alla società di telecomunicazioni l’utilizzo del Villino delle Civette. Se questa sequenza sarà confermata integralmente dagli atti, la domanda politica diventa inevitabile: perché una soluzione respinta in un sito privato avrebbe dovuto trovare spazio proprio in un luogo pubblico destinato alla cultura, alla socialità e ai giovani? Non basta rispondere che il Comune è proprietario dell’immobile o che la società ha stipulato un contratto. La disponibilità giuridica di un edificio non esaurisce la responsabilità di chi amministra. Occorre considerare la sua funzione, il contesto urbano, le alternative disponibili e l’interesse generale. E soprattutto bisogna ricordare che questa vicenda non è passata inosservata. La forte mobilitazione popolare ha espresso un dissenso che le istituzioni avrebbero dovuto ascoltare e affrontare con serietà, non trattare come un ostacolo temporaneo da superare una volta esaurita la protesta. Il piano delle antenne e quel sito che non doveva essere dimenticato.

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C’è poi una questione politica e tecnica che non può essere elusa, il Villino delle Civette, secondo quanto denunciato dai cittadini, non sarebbe stato inserito nel piano delle antenne tra i siti sensibili, nonostante la sua funzione sociale, la presenza stabile di giovanissimi e la vicinanza a una scuola. Se questa esclusione fosse confermata dagli atti di pianificazione e dalla documentazione istruttoria, non sarebbe sufficiente liquidarla come una semplice svista. Bisognerebbe spiegare chi ha predisposto il piano, chi ne ha valutato i contenuti, quali criteri siano stati adottati e perché un luogo con queste caratteristiche non sia stato adeguatamente considerato. Una scelta di pianificazione non è mai neutrale quando determina quali luoghi proteggere e quali, invece, rendere disponibili. La responsabilità politica riguarda gli indirizzi e le decisioni assunte, quella tecnica riguarda l’istruttoria, i criteri applicati e la qualità delle valutazioni. Sono responsabilità diverse, che devono essere ricostruite sulla base degli atti, ma entrambe meritano risposte pubbliche.

Per questo è necessario chiarire anche perché, durante la precedente amministrazione, il provvedimento relativo all’inserimento del sito tra quelli sensibili non sarebbe mai stato portato all’ordine del giorno del Consiglio Comunale da chi aveva la responsabilità di farlo. Se il problema era riconosciuto e le forze politiche avevano espresso pubblicamente la volontà di affrontarlo, perché non si è arrivati a una decisione formale? Non è accettabile che le dichiarazioni rassicuranti prendano il posto degli atti amministrativi. E non è accettabile che una questione tanto delicata venga rinviata fino a quando le condizioni politiche consentono di riproporre una scelta contestata. Il Commissario non può ignorare la storia di questa vicenda.

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La deliberazione commissariale non si limita a chiudere una controversia economica con Cellnex. Approva un accordo che, dopo il pagamento di 37.342,25 euro oltre IVA, elimina le opere compensative previste dal contratto originario e stabilisce la cessazione degli effetti delle precedenti sospensioni del cantiere, nei termini indicati dalla scrittura privata. È vero, il Commissario straordinario dispone dei poteri previsti dalla legge e può adottare decisioni amministrative anche quando sono politicamente scomode. Ma proprio perché non risponde a un mandato elettorale diretto, il suo operato dovrebbe essere accompagnato da una particolare attenzione alla trasparenza, alla ricostruzione delle vicende pregresse e all’interesse collettivo. Firmato:Comunità Civica per Grottaferrata

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