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STORIE - L'Istituto del Gesù divino operaio: un "vascello" nel centro di Ciampino tra fascino e degrado

idgo ciampino epoca ilmamilioCIAMPINO (storie) - Oggi è un rudere in attesa di un futuro: ma della città è stato per decenni il simbolo

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Quello che si presenta alla vista è un complesso architettonico spettrale, diroccato, col suo fascino decadente, una struttura che catalizza pensieri oscuri per chi lo conosce da poco, e ricordi di gioventù per chi giocava nei suoi cortili. Come un vascello carico di storia che nessuno conosce più.

Il progetto è stato consegnato da Guglielmo Palombi, celebre architetto della Roma dei primi anni '20 del Novecento e sostenuto dal vescovo di Albano Gennaro G. Pignatelli di Belmonte. Il Collegio del Sacro Cuore di Gesù (questo il suo primo nome) venne istituto per le ragazze della nobiltà romana. La sua prima vita, come un essere che si reincarna tante volte, è questa.

Nel 1940 l'Italia entra in guerra e il Collegio viene requisito e utilizzato come scuola militare. Ecco l'inizio della sua cruenta seconda vita. Nel 1943 il bombardamento su Roma e tocca anche a Ciampino che subisce un tremendo attacco aereo. Gli alleati scaricano bombe sull'aeroporto, abitanti e il Collegio non viene colpito. Il Collegio diventa poi una caserma tedesca.

Il secondo bombardamento su Ciampino causa danni gravissimi.

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Superato il conflitto mondiale cambia ancora veste. Da questo momento il Collegio è IGDO: Istituto del Gesù divino operaio. Fino agli anni '60 il gigante ferito ospita tantissime famiglie di sfollati di guerra.

La struttura si apre successivamente alla città con spazi sportivi, oratori, e offrendo anche una casa-famiglia per ragazzi senza una dimora o senza genitori. Rappresenta l'unico spazio comunitario, di valore pubblico, un centro di socializzazione per gli abitanti della città. Vede estati in cui è godibile dai cittadini come cinema all'aperto; con la proiezione di film il vascello di terra si faceva salotto urbano. Una notte però un blitz delle forze dell'ordine ruppe la routine; i ragazzi vennero spostati in altre sedi e nessuno pare abbia chiarito cosa sia successo di losco e atroce. Venne chiuso improvvisamente. Ed è così che è definitivamente piombato nell'incuria e nel degrado.

Anche se non vi sono perizie che indichino condizioni statiche critiche l'IGDO, oggi OGDO, è abbandonato. Il comitato per l'IGDO ha intrapreso una raccolta di firme per l'acquisizione del vincolo. La struttura è stata decretata con “variante speciale per la demolizione” tale era l'imbarazzo e la fretta di buttarlo giù. Attrattore di istanze e progetti arenati, demolire o rimettere in sesto? Far sorgere un centro commerciale o un centro davvero utile alla collettività?

IGDO Resta ancora come un vascello tra mare e spiaggia.