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Arriva l’infermiere di famiglia e comunità nel Distretto sociosanitario di Marino e Ciampino

MARINO (attualità) - Mostarda: “L’obiettivo aziendale è quello di estenderlo a tutti i Distretti” 

ilmamilio.it 

Nella ASL Roma 6 l’Infermiere di Famiglia e Comunità (IFC) diventa realtà.

Entra in campo al servizio della comunità una figura professionale innovativa che opera in collaborazione con i Medici di Medicina Generale (MMG) per “sviluppare un modello assistenziale infermieristico orientato alla famiglia e al contesto in cui questa vive”.

Dopo la firma nel 2019 del Protocollo d’intesa tra ASL Roma 6, ASL Roma 4, ASL Roma 5 e l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma (OPI Roma) e la formazione del personale, oggi, 3 febbraio 2020, nel Distretto 3 della ASL Roma 6 il progetto – che a maggio del 2019 ha ricevuto il premio dal Forum P. A Sostenibile, nella sezione Alimentazione, Salute e Welfare - diventa operativo.

“È per me una grande soddisfazione – commenta il Direttore Generale della ASL Roma 6, Narciso Mostarda – comunicare che a partire dal 3 febbraio prende avvio la fase operativa del Progetto Infermiere di Famiglia e Comunità, presso il Distretto 3 Ciampino-Marino. Questo obiettivo è stato raggiunto grazie al grande lavoro di tutti i professionisti coinvolti e che ringrazio. Nasce quindi – spiega il Direttore Generale - un’assistenza capace di rilevare i bisogni dei pazienti, monitorare la continuità e l’aderenza alla terapia, favorire la deospedalizzazione, presidiare l’efficacia dei percorsi diagnostico terapeutici, e così facendo, migliorare la qualità di vita di individui affetti da malattie croniche nel loro contesto quotidiano”.

La validità del progetto è stata subito riconosciuta dai Medici di Medicina Generale (MMG) che immediatamente si sono resi disponibili ad ospitare e collaborare con l’IFC. Per questa prima fase il Direttore del Distretto Sanitario 3 Dott. Raffaele Galli ha acquisito la disponibilità dell’Unità Cure Primarie (UCP) di viale di Marino 51C composta da quattro MMG Dott.ssa Alfonsa Pannullo (referente), Dott.ssa Anna Maria Chiodi, Dott.ssa Anna Di Giulio e Dott.ssa Gabriella Quagliozzi. L’Azienda ringrazia il Direttore della U.O.C. Professione Infermieristica Dott.ssa Cinzia Sandroni unitamente al gruppo di lavoro che ha partecipato alla stesura del Progetto, Dott.ssa Cristiana Pizzicannella, Dott. Riccardo Persichilli e Dott. Angelo Anglani e augura buon lavoro agli Infermieri Antonella Zara, Fernando Corazzi e Alessandro Persichilli che lavoreranno in sinergia con i Medici di Medicina Generala della UCP individuata.

Per approfondire - Chi è e cosa fa l’Infermiere di Famiglia e Comunità

L’infermiere di Famiglia e Comunità è quel professionista, con competenze specifiche, ha un ruolo attivo nel potenziamento della salute, aiuta nella prevenzione delle malattie e favorisce la gestione della cronicità e fragilità. I punti di forza di tale modello sono la vicinanza con la persona e il suo ambito familiare- comunitario e la forte interazione con i Medici di Medicina Generale e tutte le altre figure coinvolgibili nella presa in carico.

Le attività svolte a casa delle persone e della loro famiglia, comprendono:

  • valutazioni mirate dei bisogni, per arginare o prevenire la fragilità,
  • programmazione e attuazione di interventi di cura personalizzati,
  • promozione di interventi educativi al fine di rafforzare l’aderenza terapeutica,
  • l’adesione a stili di vita sani e ai trattamenti di cura,
  • cura il monitoraggio dello stato di salute degli assistiti, mediante visite domiciliari, follow up telefonici anche con l’utilizzo della telemedicina,
  • presidia i cambiamenti dello stato di salute della persona, cercando di evitare momenti critici di dispersione delle informazioni cliniche.

Tale professionista è contemplato nel “Il Patto per la Salute per gli anni 2019-2021” che, in stretta relazione al Piano per la Cronicità e al Piano della Prevenzione nella Scheda 8, chiama gli attori del Sistema Salute allo “Sviluppo dei servizi di prevenzione e tutela della salute. Sviluppo delle reti territoriali. Riordino della medicina generale”. Il Patto promuove una maggiore accessibilità e omogeneità dell’assistenza territoriale attraverso la figura dell’Infermiere di Famiglia e Comunità. Si determina così una ridefinizione organizzativa in ambito territoriale per l’effettiva continuità assistenziale e la presa in carico delle persone più fragili e affette da patologie croniche, nelle diverse fasi della vita e in relazione alle diverse tipologie di bisogno.