Abbandono dei rifiuti, la parola ai cittadini: “Case ‘fantasma’, costi e controlli obsoleti tra le cause del problema”

Pubblicato: Venerdì, 11 Agosto 2017 - Fabrizio Giusti

CASTELLI ROMANI – Le comunità locali possono contribuire attivamente alla soluzioni, se solo entrassero nel circuito del dibattito. Fino ad oggi solo politico

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L’emergenza è reale, e sembra essere scappata di mano alle amministrazioni più esposte del problema. Nei Castelli Romani il problema dell’abbandono dei rifiuti nelle aree di pregio e boschive è sempre più al centro del dibattito. Giustamente, ora, si corre ai ripari. E’ di ieri la notizia di un incontro tra Comitato di Salvaguardia dei Boschi di Rocca Priora ed Ente Parco per fare il punto della situazione e trovare delle strategie comuni ed efficaci. Più in là a Velletri, con il gruppo ‘Adotta una strada di campagna’, il volontariato sta cercando di fare da sentinella sulle zone più a rischio, così come a Palestrina è nato il Comitato Cura e Salvaguardia di Carchitti-Valvarino, ove ci si oppone agli incivili fungendo anche da pungolo all’amministrazione comunale affinché rimuova i rifiuti e lavori sul controllo delle frazioni. Ma sono solo tre esempi di una mobilitazione che a volte trova appigli (a volte no) nelle pubbliche amministrazioni e che cerca di far fronte all’inciviltà dilagante di coloro che hanno deciso, per menefreghismo, di inquinare il territorio senza la benché minima cultura della convivenza e del rispetto dell’ambiente.

La "monnezza" sparsa tra i boschi e le strade secondarie, come prevedibile in estate, e' aumentata. Lo affermano gli escursionisti, coloro che le aree verdi le frequentano per correre o passeggiare. La raccolta differenziata, complessivamente, si è rivelata un’arma a doppio taglio (seppur necessaria). Richiede infatti impegno, civiltà e disciplina. Tre valori che oggi fanno fatica a farsi largo in una società dove il 'tutto e subito', il comodo e il veloce scandiscono i tempi della quotidianità. Così, se si può, si getta un sacco nel primo punto disponibile perché la sera non si ha voglia di separare l’immondizia. A questo si aggiungono altri fattori: le case "fantasma", che a differenza di quelle abusive e accatastate che pagano regolarmente le tasse comunali, non conferiscono rifiuti e li scaricano nei cassonetti dei comune limitrofi, nei parchi, nei boschi. Si aggiunga poi la questione dei rifiuti speciali, di quelli ingombranti e delle potature. Tutto materiale da depositare in discariche apposite. Pigrizia e timore dei costi convincono quindi in troppi a cercare vie alternative.



Soluzioni a cui anche ogni comunità cittadina, poiché interessata dal problema, può contribuire se solo fosse interpellata più spesso con assemblee e riunioni mirate, al fine di adottare progetti volti a semplificare la raccolta. “Introdurre un sistema misto che preveda, in alcuni casi, la reintroduzione di qualche cassonetto, oltre ovviamente ad incrementare i controlli ed inasprire le sanzioni per gli incivili – scrive un cittadino a commento di uno dei tanti sversamenti illeciti - è uno dei possibili itinerari da intraprendere”. “La verità è che per quante regole puoi mettere e per quanto ti puoi organizzare – aggiunge un altro – i delinquenti, perché di questo si tratta, ci saranno sempre. Le amministrazioni e gli enti però si devono dotare degli strumenti per incastrarli e punirli. Sennò questa storia continuerà per anni”. “O le amministrazioni si accordano tra loro o c’è poco da fare. Si deve spendere in tecnologia – aggiunge un altro – non si può pensare ancora di beccare le persone facendo i giretti con macchine e jeep. Videocamere, fototrappole, chiusura dei varchi: queste sono le uniche soluzioni. Mi domando infine cosa diavolo abbia preso fuoco in questi giorni di incendi. Nei boschi c’è immondizia di tutti i tipi. Sono state fatte delle analisi a riguardo?”. Infine la questione dell'equità. "Sono stanco - afferma Gloria, di Grottaferrata - di pagare delle bollette piuttosto salate, che non dimuniscono mai, e poi accorgermi che c'è tanta gente che non paga o che getta l'immondizia dove capita, dove può, magari al primo cassonetto utile verso Roma. Questa storia deve finire: non si può pasare sempre per fessi". Queste solo alcuni delle voci, colte alla rinfusa sui social, ma che danno il segno del disagio.

Una cosa è certa: la realtà di oggi non funziona più o va a singhiozzo. E’ ora di cambiarla, allargando la discussione - fino ad oggi esclusivamente politica, aziendale e istituzionale - a coloro che il servizio lo pagano e che cercano, nell'onestà, di contribuire allo sviluppo sostenibile.


Commenti  

#1 nino bixxio 2017-08-11 11:00
buon articolo, condivisibile e che sprona il cittadino a intraprendere iniziative nel volontariato e nell'associazionismo per aiutare le amministrazioni e l'ambiente, grazie
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