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La Barbuta e Monachina, via al bando per il superamento dei campi rom da 3,8 milioni di euro. Polemiche sull'ennesimo rogo

ROMA - Le misure volte alla inclusione sociale, economica ed abitativa sulla base delle direttive europee in materia, della Strategia Nazionale e del ‘Piano di indirizzo di Roma Capitale per l’inclusione delle popolazioni Rom, Sinti e Caminanti’ approvato dalla giunta Raggi lo scorso 26 maggio

ilmamilio.it

Al via il bando per l’affidamento delle procedure finalizzate alla chiusura dei campi La Barbuta e Monachina. L’oggetto dell’appalto, diviso in due lotti, risiede nella progettazione e nella realizzazione di percorsi di autonomia per il superamento dei due insediamenti.

Verranno quindi previste misure volte al raggiungimento della progressiva inclusione sociale, economica ed abitativa degli abitanti sulla base delle direttive europee in materia, della Strategia Nazionale e del ‘Piano di indirizzo di Roma Capitale per l’inclusione delle popolazioni Rom, Sinti e Caminanti’ approvato dalla giunta capitolina lo scorso 26 maggio. L’impegno di spesa ammonta a 2,268 milioni di euro: 1,570 milioni di euro per La Barbuta e 698mila euro per Monachina. Ulteriori 1,530 milioni verranno utilizzati dal Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute per favorire progetti di inclusione abitativa e lavorativa destinati esclusivamente a nuclei familiari in condizioni di fragilità, per un periodo non superiore a due anni.

Per usufruire delle misure di sostegno all’inclusione i nuclei familiari dovranno sottoscrivere il Patto di Responsabilità, basato sull’adempimento di precisi obblighi. Grazie alla collaborazione con la Guardia di Finanza verranno effettuate verifiche reddituali e patrimoniali su tutte le famiglie, che consentiranno di supportare esclusivamente le reali situazioni di bisogno.

Non potranno essere beneficiari delle misure coloro che:
– risultino titolari di diritti di proprietà, superficie, usufrutto di beni immobili in Italia o all’estero, riferiti a tutte le tabelle delle categorie catastali;
– risultino assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati all’assistenza abitativa
-abbiano la titolarità e/o il possesso di beni mobili di lusso;
-abbiano la titolarità di conti correnti, depositi bancari, titoli ed altri componenti del patrimonio mobiliare per un valore pari o superiore a 10mila euro
-abbiano sottoscritto il Patto di Responsabilità con Roma Capitale e, successivamente, ne abbiano violato gli obblighi;
-abbiano sottoscritto il Patto fornendo dichiarazioni mendaci.

Nel complesso vengono quindi messi a disposizione, per il superamento di La Barbuta e Monachina, 3,8 milioni di euro. Si tratta di risorse finanziarie utilizzate tramite i Pon Metro 2014-2020 ed erogate dall’Unione Europea.

Grandi le polemiche per il grande rogo che oggi si è sviluppato a "La Barbuta" e ha portato persino alla chiusura del Raccordo Anulare. Di seguito ne riportiamo alcune.

ZINGARETTI - “Basta! Ancora troppi incendi a Roma e nel Lazio, la maggior parte dolosi. Oggi brucia ancora La Barbuta, superato ogni limite. Non è un caso, spesso è criminalità, pieno sostegno alle Forze dell’Ordine per fermare i responsabili e un grazie ai volontari, a Vigili del Fuoco e alla Protezione Civile che ogni giorno combattono questa emergenza”. 

Lo scrive su Facebook il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

GHERA - “Ennesimo incendio nei campi rom, oggi a La Barbuta insediamento ben noto alle Forze dell’Ordine e alla Polizia Locale che più volte sono dovuti intervenire all’interno del villaggio anche per fatti connessi a rapine e reati. Grazie ai Vigili del Fuoco è stato possibile spegnere il violento rogo, dove incendio e fumo nero hanno invaso addirittura il Grande Raccordo Anulare creando grande disagi alla circolazione. I grillini non hanno ancora chiuso i campi rom ma nel frattempo hanno già pensato come spendere 3,8 milioni di euro di fondi europei: regalare case e buono affitto ai nomadi alla faccia delle famiglie romane senza un tetto”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabrizio Ghera, capogruppo di Fdi-An in Campidoglio.

CATINI - “Il piano per la chiusura dei campi rom sta provocando numerosi malumori. Il motivo è semplice: si mette fine a un meccanismo che, per anni, ha giovato a molti, sia a livello elettorale che in termini economici. E l’irritazione sta portando a diffondere cifre del tutto false. Come scritto chiaramente nel testo della delibera e nel bando, la quota massima prevista per l’inclusione lavorativa e abitativa di un nucleo familiare è di 800 euro al mese. Una somma che verrà erogata soltanto alle famiglie più numerose e in condizioni di estrema fragilità.
Tutto ciò avverrà al termine di un percorso ben definito, che prevede l’analisi reddituale e patrimoniale di tutte le famiglie, grazie alla collaborazione tra l’amministrazione e la Guardia di Finanza. Soltanto chi ne avrà diritto potrà poi sottoscrivere il Patto di Responsabilità, ancorato al rispetto di precisi doveri.

Nel complesso i fondi a disposizione per smantellare La Barbuta e Monachina sono 3,8 milioni. Si tratta di soldi erogati dall’Unione Europea a destinazione vincolata: non potrebbero essere spesi per altri scopi. E produrranno un effetto moltiplicatore: la chiusura dei campi garantirà enormi risparmi, che saranno utilizzati per migliorare i servizi della città. Per esempio non ci saranno più allacci abusivi alle utenze, non verrà più speso un euro per mantenere i campi e per domare i roghi prodotti in quelle aree. Perché, nel frattempo, procederanno le operazioni per chiudere anche gli altri 7 campi censiti. Le circa 4.500 persone che abitano in questi insediamenti usciranno dall’illegalità, pagheranno le tasse, dovranno trovarsi un lavoro, i bambini saranno obbligati ad andare a scuola.

Sono emblematiche le dichiarazioni degli esponenti di Fratelli d’Italia: durante l’amministrazione Alemanno hanno riempito i campi di finanziamenti pubblici, sottraendo soldi ai cittadini e ingrassando Mafia Capitale. Noi, invece, chiudiamo questi autentici ghetti e ripristiniamo la legalità. Non ci saranno più trattamenti speciali e alcuna forma di assistenzialismo. L’inversione di marcia è radicale; valorizziamo i fondi europei per mettere fine agli sprechi e investire i risparmi a beneficio dei cittadini di Roma.”.

Lo dichiara, in una nota stampa, Agnese Catini (M5S), Presidente della Commissione Politiche sociali di Roma Capitale.