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Grottaferrata, Lengheru Neru: "Ecco dove sta andando l'urbanistica..."

 

GROTTAFERRATA (attualità) - L'associazione: “Non siamo la vigna dei cojoni”. Ribadito il caso dell'edificio costruito dove insiste la Via Latina

ilmamilio.it - nota stampa

Dall'Associazione Lengheru Neru riceviamo e pubblichiamo:

"Esaminando gli atti urbanistici e le delibere prese da 10 anni a questa parte, dalle amministrazioni di Grottaferrata, ci rendiamo sempre più conto di due elementi essenziali. Il primo è che non esiste un progetto, un'idea di sviluppo o un qualsiasi obiettivo a cui puntare, per determinare tutti gli atti conseguenti; il secondo è che gli interessi generali degli abitanti di Grottaferrata (ambienti più sani, qualità della vita, servizi, ecc.) sono sempre posposti agli interessi privati.

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Questo perchè gli interessi degli abitanti, che dovrebbero essere primari, sono di carattere generale, quindi più volatili e meno organizzati, anche finanziariamente, di un interesse imprenditoriale.

Inoltre, mentre per gli interessi particolari hanno un loro Piano Regolatore Generale che stabilisce quote e cubature, per gli interessi dei cittadini non esiste analogo strumento che stabilisca il loro diritto al verde, all'acqua, al traffico, all'istruzione, ecc., e là dove esistono cenni di interessi generali, questi vengono spesso vanificati da varianti di aree agricole o verdi (esempi attuali come il PUA di Tuscolo e varianti come Via delle vascarelle), piani di perimetrazione (classico esempio di un territorio non controllato e lasciato andare) che servono ad attestare l'esistente, e in molti casi a premiare i furbi.

consorzio ro.ma

Un esempio evidente di questa situazione di trascuratezza nei confronti dei beni dei cittadini, presenti sul territorio, è quello già stigmatizzato in altri interventi ed articoli, ovvero, la Carta Archeologica di Grottaferrata.

Un lavoro già fatto e pagato, uno strumento urbanistico per salvaguardare gli interessi del territorio e dei cittadini, che viene ad arte, trascurato e messo ai margini con fastidio, anzi si disattende pure la delibera di giunta del 17 luglio 2007 che imponeva di considerare la carta archeologica in ogni procedura edilizia.

Fastidio evidente, quando si scontra con gli interessi particolari, che potrebbero essere messi in pericolo da strade romane, monumenti, ecc.

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Basta vedere l'edificio confinante con l'Eugenio Litta, costruito quasi sopra una strada romana (via latina), che pone a noi una domanda, il comune ed i suoi uffici tecnici erano consapevoli della posizione dell'edificio rispetto alla strada romana; è stata avvisata la soprintendenza? La soprintendenza ha dato il suo nulla osta alla costruzione? (nella foto sopra: le differenze dell'area prima e dopo).

Altri esempi, eclatanti, a disposizione dei cittadini sono l'abbandono e la mancanza di progetto e prospettiva delle aree edificate ed abitate, che stiamo da anni ripetendo all'infinito senza avere risposta (Maggioranza e Minoranza): IL TRAIANO; L'EX BIBLIOTECA DI VIA DELLA CARTIERA; L'EX MERCATO COPERTO; IL CAVALLINO; IL PASSAGGIO PEDONALE SANTOVETTI; L'ISOLA ECOLOGICA; IL DEPURATORE CONSORTILE, ECC.

Tutto quello che la maggioranza e la minoranza sanno dire è “redigiamo un nuovo Piano Regolatore Generale di Grottaferrata”, ben consapevoli che questo piano quando e come sarà approvato, sarà solo una elegante pietra tombale su un territorio ormai perduto.

Ora e qui è il momento di provvedere, come si fanno strumenti urbanistici in variante per gli imprenditori privati, vogliamo che siano fatti strumenti urbanistici in variante per l'interesse dei cittadini".