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Elicottero precipitato in Bosnia, atteso a Ciampino il rientro delle salme dei quattro militari

CIAMPINO (attualità)- Dopo il tragico incidente del 29 ottobre, le salme di Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci torneranno in Italia. Martedì 3 novembre i funerali solenni a Roma, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.

È atteso all’aeroporto militare di Ciampino il rientro in Italia delle salme dei quattro militari morti nello schianto di un elicottero CH-47 avvenuto giovedì 29 ottobre in Bosnia, durante un’attività addestrativa nell’ambito della missione internazionale EUFOR Althea.

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A bordo del velivolo dell’Aeronautica Militare viaggeranno i feretri di Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci. Ad accogliere le salme saranno presenti anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro della Difesa Guido Crosetto.

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Successivamente, dovrebbe essere allestita una camera ardente nella chiesa del Policlinico militare del Celio. I funerali sono previsti per martedì 3 novembre nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, a Roma. Tra le vittime figurano i sergenti dell’Aviazione dell’Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi, entrambi di stanza a Viterbo e impegnati nella missione in Bosnia. Con loro hanno perso la vita Franco Adriano Zecchillo, appartenente al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, e Laura Procacci, 32 anni, originaria di Andria. La giovane stava completando la specializzazione in Medicina presso il Policlinico Umberto I dell’Università La Sapienza.

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Intanto proseguono le indagini per chiarire le cause dell’incidente. Sono due i procedimenti aperti: uno della Procura militare, che indaga per perdita colposa del velivolo, e uno della Procura ordinaria, che procede per disastro e omicidio colposo. Entrambi i fascicoli sono attualmente contro ignoti. Gli investigatori stanno concentrando l’attenzione sull’analisi dei rottami dell’elicottero e sui dati contenuti nella scatola nera. Tra le ipotesi al vaglio figurano un possibile guasto tecnico e un errore umano.

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