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Velletri, il M5S critica la Giunta: «In tre a decidere le sorti della città»

VELLETRI (politica) – Il Movimento 5 Stelle contesta le modalità di votazione delle delibere da parte del sindaco e di due assessori: «La legge lo permette, ma è opportuno?». Nel mirino la gestione dell’amministrazione, giudicata sempre più chiusa e autoreferenziale.

Il Movimento 5 Stelle di Velletri interviene sulle modalità di funzionamento della Giunta comunale, sollevando interrogativi sulla votazione di alcune delibere alla presenza del sindaco e di appena due assessori. Una situazione che, secondo il gruppo pentastellato, pur essendo consentita dalla legge, meriterebbe una riflessione sul piano politico e democratico. Da qui la domanda posta dal Movimento: «La legge lo permette, ma è opportuno?».

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Nel comunicato diffuso alla stampa, il M5S esprime preoccupazione per quello che definisce un progressivo accentramento delle decisioni amministrative, con il rischio di lasciare ai margini una parte della rappresentanza politica cittadina. «La declamazione di una responsabilità rispetto all’amministrazione e alla città – scrive il Movimento – non può giustificare storture democratiche, che portano al rischio di un sindaco tuttofare».

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I pentastellati criticano inoltre l’atteggiamento del primo cittadino nei confronti dell’amministrazione comunale, ritenendolo sempre più distante dal confronto politico e istituzionale. Secondo il M5S, il fatto che soltanto tre persone presiedano e votino atti di indirizzo politico come le delibere di Giunta rischia di escludere dal processo decisionale altre figure chiamate dai cittadini a rappresentarli. Il comunicato si conclude con un richiamo al valore della rappresentanza democratica e alla necessità di non confondere il senso di responsabilità amministrativa con l’accentramento del potere decisionale.

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«Lo spirito di responsabilità non deve mai sorpassare il volere democratico», sottolinea il Movimento 5 Stelle, che conclude con una frase destinata a sintetizzare la propria critica all’attuale gestione: «In tre a decidere le sorti della città».

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