Marino | Caso Avis, il sindaco Cecchi: «L’associazionismo è il motore dell’Italia»
MARINO (politica) – Il primo cittadino respinge le ricostruzioni sul presunto coinvolgimento negativo dell’amministrazione e ribadisce il sostegno all’associazione di via Pietro Nenni
ilmamilio.it
Il sindaco di Marino, Stefano Cecchi, interviene sulla vicenda relativa all’Avis e respinge con fermezza le ricostruzioni apparse nei giorni scorsi su una testata online locale, che avrebbero descritto un presunto atteggiamento negativo dell’amministrazione comunale nei confronti dell’associazione di via Pietro Nenni.

«Nulla di più falso», afferma il primo cittadino, sottolineando il ruolo fondamentale svolto dal volontariato e, in particolare, dalle associazioni nel tessuto sociale del Paese. Cecchi ribadisce di aver sempre considerato il lavoro dei volontari «talmente indispensabile» da ritenerlo una componente essenziale del funzionamento del sistema italiano. Un principio che, secondo il sindaco, si traduce anche nell’attenzione riservata dall’amministrazione comunale al mondo dell’associazionismo locale.

«Personalmente, insieme a tutta l’amministrazione comunale, siamo sempre stati vicini alle istanze del mondo delle associazioni, compresa quella dell’Avis», precisa Cecchi.

Il sindaco ricorda quindi l’impegno assunto fin dall’insediamento della giunta per garantire la continuità e il buon funzionamento del servizio di raccolta del sangue, un’attività che a Marino viene svolta da molti anni e che rappresenta un importante servizio per la popolazione. In questo percorso, l’amministrazione avrebbe messo a disposizione la propria collaborazione per affrontare le problematiche di carattere logistico, che, precisa Cecchi, «vanno avanti da prima dell’insediamento di questa amministrazione».

Il primo cittadino chiarisce inoltre la posizione del Comune rispetto ai locali utilizzati dall’associazione. L’intervento dell’amministrazione sarebbe arrivato in risposta a una richiesta di supporto avanzata dal servizio competente della ASL Roma 6, considerando che gli immobili interessati sono di proprietà dell’amministrazione sanitaria.
«Abbiamo risposto alla richiesta di supporto da parte del servizio preposto della nostra ASL RM 6 per il solo fatto che i locali sono di proprietà della stessa amministrazione, a prescindere da chi ha la responsabilità di guidarla», spiega Cecchi.
Una precisazione con cui il sindaco intende ribadire la natura istituzionale dell’intervento e, allo stesso tempo, allontanare l’ipotesi di un atteggiamento ostile nei confronti dell’Avis. In conclusione, Cecchi guarda alla prosecuzione dell’attività dell’associazione, auspicando che possa continuare a garantire il servizio di raccolta del sangue, fondamentale per la tutela della salute e per salvare vite umane. Un appello che assume, secondo il sindaco, un significato ancora più importante alla luce di un contesto nazionale e internazionale «sempre più complesso», nel quale il contributo del volontariato e delle realtà associative continua a rappresentare un elemento indispensabile per la comunità.
