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Ariccia | Interrogazione di Monosilio e Profico su Daikin e inceneritore di Santa Palomba

ARICCIA (politica) – I consiglieri di Alleanza Verdi e Sinistra chiedono al sindaco e alla Giunta chiarimenti sulla riduzione delle risorse idriche allo stabilimento Daikin e sulle possibili conseguenze legate alla realizzazione dell’impianto di incenerimento dei rifiuti. Nel documento anche richieste di verifiche ambientali nell’area del cantiere

La riduzione delle risorse idriche destinate allo stabilimento Daikin di Ariccia, le possibili ricadute occupazionali e le criticità ambientali legate al cantiere dell’inceneritore di Santa Palomba. Sono questi i temi al centro di un’interrogazione presentata dai consiglieri comunali Francesca Monosilio e Fabrizio Profico, esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra, indirizzata al sindaco Gianluca Staccoli, alla presidente del Consiglio comunale Irene Falcone e alla Giunta.

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Nel documento, datato 22 ottobre 2026, i due consiglieri chiedono chiarimenti sulle iniziative intraprese dall’Amministrazione per tutelare lo stabilimento industriale di Ariccia, dopo la comunicazione di Città Metropolitana di Roma Capitale relativa a una riduzione superiore al 90% del volume d’acqua prelevabile dai due pozzi utilizzati dall’azienda.

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Secondo quanto riportato nell’interrogazione, la decisione potrebbe avere conseguenze rilevanti per l’attività produttiva e per l’occupazione. I firmatari chiedono inoltre di chiarire se esista un collegamento tra la riduzione dei prelievi idrici e il fabbisogno previsto per il nuovo impianto di incenerimento dei rifiuti a Santa Palomba.

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Uno dei principali elementi evidenziati dai consiglieri riguarda il peso economico dello stabilimento Daikin, che, secondo il documento, occupa circa mille dipendenti e rappresenta un importante polo produttivo per Ariccia e per l’intero territorio dei Castelli Romani, anche grazie all’indotto di fornitori e servizi.

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Monosilio e Profico chiedono al sindaco se l’Amministrazione abbia valutato il rischio che una riduzione così drastica della disponibilità idrica possa compromettere la continuità produttiva dell’azienda, fino a rendere necessario un eventuale trasferimento dello stabilimento.

L’interrogazione richiama inoltre il ricorso che Daikin avrebbe presentato contro la decisione di Città Metropolitana, attualmente pendente davanti al Tribunale superiore delle Acque pubbliche, e domanda quale posizione intenda assumere il Comune di Ariccia in relazione al contenzioso.

I consiglieri chiedono anche se l’Amministrazione abbia rappresentato alle sedi competenti la possibile motivazione alla base della riduzione dei prelievi, individuata nel fabbisogno idrico del futuro inceneritore.

Un altro passaggio centrale del documento riguarda il consumo idrico previsto per il nuovo impianto di incenerimento dei rifiuti a Santa Palomba. Secondo quanto riportato nell’interrogazione, il progetto esecutivo prevede il prelievo di acqua da quattro pozzi acquistati dal Consorzio industriale confinante, che attingerebbero dalla stessa falda dei Colli Albani che alimenta i laghi Albano e di Nemi.

I consiglieri citano una stima di 140mila metri cubi d’acqua all’anno per il funzionamento dell’impianto, precisando che, secondo quanto già denunciato dai comitati, il consumo effettivo potrebbe essere almeno tre volte superiore.

Nel documento viene inoltre sostenuto che il fabbisogno idrico dell’inceneritore sarebbe paragonabile a quello di circa 70 stabilimenti delle dimensioni della Daikin di Ariccia. I firmatari chiedono pertanto di chiarire se sia stata valutata la possibilità di utilizzare acque depurate provenienti dagli impianti presenti sul territorio, anziché ricorrere esclusivamente alle risorse della falda.

Tra le ipotesi richiamate figura anche la realizzazione di una condotta di circa 5,5 chilometri per trasportare acqua depurata dall’impianto di Pavona-Santa Maria in Fornarola fino a Santa Palomba, soluzione che, secondo i consiglieri, meriterebbe di essere approfondita anche per le altre attività industriali della zona.

L’interrogazione affronta anche la situazione ambientale nell’area in cui sono in corso i lavori per la realizzazione dell’inceneritore. I consiglieri riferiscono che, nel corso delle recenti attività di cantiere, sarebbero stati osservati numerosi sacchi destinati alla raccolta di rifiuti speciali.

Il documento richiama inoltre la vicinanza del sito alla discarica di Roncigliano, un’area già interessata da criticità ambientali, e cita precedenti accertamenti del Comune di Roma che, secondo quanto riportato, avrebbero rilevato la presenza di amianto e materiali potenzialmente inquinanti nel suolo e nel sottosuolo.

I firmatari sostengono che tali circostanze rendano necessari approfondimenti sulle possibili conseguenze per l’ambiente circostante e per le falde acquifere. Nel testo si ricorda anche che, dopo le segnalazioni e le denunce dei comitati, sarebbero state adottate misure di messa in sicurezza delle aree interessate dalla presenza di amianto.

Un ulteriore punto riguarda i poteri commissariali utilizzati per la realizzazione dell’impianto. I consiglieri chiedono chiarimenti sulla prosecuzione, nell’ottobre 2026, delle procedure straordinarie legate a un’opera inizialmente connessa agli interventi per il Giubileo 2025.

In conclusione, Monosilio e Profico chiedono al sindaco e alla Giunta di riferire sulle iniziative avviate presso Città Metropolitana di Roma Capitale per promuovere un coordinamento tra i diversi livelli istituzionali.

L’obiettivo indicato è aprire un confronto anche nell’aula consiliare metropolitana, mettendo al centro sia le conseguenze della riduzione delle risorse idriche per lo stabilimento Daikin sia le questioni ambientali e idriche connesse alla costruzione dell’inceneritore di Santa Palomba.

L’interrogazione si conclude con la richiesta di una risposta scritta e orale da parte dell’Amministrazione comunale, chiamata a chiarire quali verifiche siano state effettuate e quali iniziative si intendano adottare per tutelare l’occupazione, le risorse idriche e il territorio.

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