Grottaferrata | Lettera al commissario, dubbi su antenna e personale
GROTTAFERRATA (politica) – Il documento, firmato dal gruppo “Grottaferrata 2027 – Insieme per la nostra città”, solleva interrogativi sulle delibere 108 e 118
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Il documento, firmato dal gruppo “Grottaferrata 2027 – Insieme per la nostra città”, solleva interrogativi sulle delibere 108 e 118 e chiede trasparenza sulle scelte della gestione commissariale, a tutela dell’interesse pubblico.

Due provvedimenti adottati a breve distanza l’uno dall’altro, una serie di interrogativi sulla loro opportunità e la richiesta di maggiore trasparenza. È il contenuto della lettera aperta indirizzata al commissario straordinario del Comune di Grottaferrata, Filippo Santarelli, dal gruppo “Grottaferrata 2027 – Insieme per la nostra città”, che mette sotto la lente alcune decisioni assunte durante la gestione commissariale.

Il documento, trasmesso anche al segretario generale Amedeo Scarsella, agli organi di stampa e alla cittadinanza, non formula contestazioni personali nei confronti dei dirigenti o degli uffici comunali. L’attenzione dei firmatari è rivolta, invece, alle scelte amministrative, alla loro coerenza e alle possibili ricadute sul futuro dell’ente, in una fase di transizione verso il ripristino della piena rappresentanza democratica.

Il primo punto riguarda la delibera n. 108, relativa alla transazione sulla controversia per l’installazione di un’antenna di telefonia presso il Villino delle Civette, accanto alla biblioteca comunale di viale Dusmet.

Nella lettera viene ricordato che il Consiglio comunale aveva espresso all’unanimità la propria contrarietà all’intervento, a tutela del territorio e del contesto urbano. Secondo i firmatari, inoltre, il mancato avvio dei lavori da parte del gestore avrebbe potuto lasciare spazio a ulteriori approfondimenti per valutare una possibile risoluzione del rapporto contrattuale o l’individuazione di una diversa localizzazione dell’impianto.
Da qui la domanda sulla scelta di procedere con una transazione e sulle condizioni economiche e contrattuali concordate. Il documento richiama anche una procedura di mediazione-conciliazione, dal valore indicato in oltre 50mila euro, che coinvolgeva la posizione personale di un dirigente comunale. La transazione, si legge nella lettera, ha previsto la rinuncia da parte della società a ulteriori pretese nei confronti dei dipendenti dell’ente.
I firmatari non mettono in discussione la necessità di tutelare il personale comunale, ma chiedono di conoscere le valutazioni che hanno portato a definire l’accordo e, soprattutto, quali vantaggi ne siano derivati per il Comune.
Il secondo provvedimento contestato è la delibera n. 118, con la quale la gestione commissariale è intervenuta sulla programmazione del fabbisogno di personale e sull’assetto organizzativo dell’ente.
In particolare, la lettera richiama la prospettiva di coprire a tempo indeterminato il posto dirigenziale attualmente occupato attraverso un incarico fiduciario a tempo determinato riconducibile all’ex sindaco.
Anche su questo punto, i firmatari precisano che la questione non riguarda la professionalità del dirigente interessato né l’eventuale diritto a partecipare alle procedure previste dalla normativa. Il dubbio sollevato è di natura istituzionale: perché intervenire in maniera significativa sulla struttura organizzativa del Comune proprio durante una gestione straordinaria?
Secondo il gruppo, sarebbe stato opportuno valutare se lasciare alla futura amministrazione eletta la possibilità di decidere sull’assetto degli uffici, sulla base del proprio programma e delle proprie priorità. Nella lettera si ricorda inoltre che la stabilizzazione di una figura dirigenziale sarebbe stata uno degli elementi alla base della fine della precedente esperienza amministrativa.
È dalla lettura congiunta delle due deliberazioni che nasce la principale preoccupazione espressa nel documento. Da una parte, la definizione di una controversia attraverso una transazione le cui condizioni, secondo i firmatari, meritano ulteriori chiarimenti; dall’altra, una modifica della programmazione del personale destinata potenzialmente a incidere nel tempo sull’organizzazione comunale.
La lettera precisa di non sostenere l’esistenza di un collegamento intenzionale tra i due provvedimenti e di non voler attribuire responsabilità personali a chi opera negli uffici. La richiesta è piuttosto quella di una valutazione complessiva della linea amministrativa seguita dal commissario.
«Era davvero necessario assumere entrambe queste decisioni proprio adesso, con queste modalità e in questa fase della vita amministrativa della città?», è la domanda posta dai firmatari.
Nella parte conclusiva, il gruppo “Grottaferrata 2027 – Insieme per la nostra città” rivolge al commissario quattro richieste precise: rendere pubbliche le valutazioni economiche e giuridiche alla base della transazione sull’antenna, chiarendo i vantaggi ottenuti dal Comune; illustrare le ragioni di effettiva urgenza che hanno portato a modificare la programmazione del personale durante la gestione straordinaria; verificare che le decisioni siano realmente indispensabili e proporzionate alle esigenze dell’ente; valutare, nel rispetto delle norme e delle proprie prerogative, la possibilità di sospendere o riconsiderare gli effetti dei provvedimenti, qualora ne ricorrano i presupposti.
L’appello finale è alla prudenza, alla trasparenza e alla tutela dell’interesse pubblico. Secondo i firmatari, la gestione commissariale dovrebbe accompagnare la comunità verso il ritorno alla piena democrazia amministrativa, evitando di anticipare scelte strutturali che potrebbero condizionare il lavoro della futura amministrazione eletta.
La richiesta, in definitiva, è che sulle decisioni assunte vengano forniti chiarimenti puntuali, affinché la cittadinanza possa comprenderne le motivazioni e valutarne le ricadute sul futuro di Grottaferrata.

