Grottaferrata | Antenna nella Torretta del Villino delle Civette, dalle associazioni: «Una vergogna»
GROTTAFERRATA (attualità) – Anche dal centro socio culturale vibranti critiche
ilmamilio.it
Non si placano le polemiche a Grottaferrata sulla decisione di procedere con l’installazione di una stazione radio base della società Cellnex all’interno della torretta del Villino delle Civette, storico edificio in stile liberty oggi utilizzato da associazioni e gruppi giovanili per attività culturali, sociali e di studio. Una vicenda che torna prepotentemente d’attualità dopo la firma del contratto da parte dell’attuale amministrazione commissariale, chiamata a gestire il Comune dopo la fine dell’esperienza amministrativa Di Bernardo. Una decisione che ha riacceso malumori e contestazioni, riportando alla luce una questione che, a quanto pare, non era mai stata realmente archiviata.

Le prime polemiche, del resto, risalgono proprio alla precedente amministrazione. Già durante la giunta decaduta a febbraio, infatti, la scelta di collocare un’antenna sul Villino delle Civette aveva suscitato proteste e perplessità, soprattutto per la particolare collocazione dell’impianto e per le caratteristiche dell’area circostante. Successivamente era sembrato che fosse arrivato un dietrofront, con un voto in consiglio comunale. “Battglia vinta”, si era detto. Neanche per sogno.

Alla luce della firma del contratto con la società che installerà l’impianto, quella che sembrava una vicenda conclusa torna invece a riproporsi in tutta la sua problematicità. E inevitabilmente sorgono alcune domande: il progetto era stato davvero accantonato dalla precedente amministrazione? Oppure il procedimento non era mai stato formalmente interrotto, lasciando così aperta la strada alla sua rapida ripresa con il commissariamento? Interrogativi tutt’altro che secondari, soprattutto considerando che la questione non riguarda soltanto la collocazione di un impianto tecnologico, ma investe la tutela di un edificio storico, la vivibilità di un’area frequentata da bambini e ragazzi e la sensibilità di un intero quartiere. In questo senso sorprende che di tre comitati di quartiere sorti in viale Dusmet nessuno abbia emesso comunicati o dichiarazioni. Verrebbe da dire: se non ora, quando?

A dare voce alla rabbia e all’amarezza di una parte della comunità è anche Nicoletta Vinciguerra, presidente del Centro Socio Culturale, che ha affidato al proprio profilo social, e quindi a titolo personale, una durissima presa di posizione. Nel suo sfogo, punta il dito innanzitutto contro l’accordo con Cellnex senza tenere adeguatamente conto delle caratteristiche del territorio. Ma le sue critiche si rivolgono anche alla precedente amministrazione e, in particolare, alle scelte compiute nell’ambito del Piano antenne. Il nodo, sottolinea, è quello di via Dusmet, una zona che avrebbe dovuto essere considerata sensibile proprio per la concentrazione di luoghi frequentati quotidianamente da bambini, ragazzi e cittadini: una scuola elementare, una scuola media, una scuola materna, la Chiesa, la Biblioteca comunale e il Centro Socio Culturale. Un contesto che, secondo la presidente, avrebbe meritato ben altra attenzione nella pianificazione delle installazioni.

A rendere ancora più difficile da accettare la prospettiva di una nuova antenna, inoltre, è la presenza degli impianti già installati sul campanile della Parrocchia. Ma è soprattutto il senso di impotenza a emergere con forza dal suo intervento. «La cosa che più mi fa stare male è la certezza e la consapevolezza che non ce la faremo a fare granché di fronte al potere dei più forti, e poi il menefreghismo che ci circonda! Poveri noi… Quanta pericolosa superficialità e indifferenza!», afferma. Uno sfogo personale, certo, ma che restituisce il clima di esasperazione che si respira intorno a una vicenda destinata probabilmente a far discutere ancora.
Al di là delle valutazioni sull’impatto dell’impianto, che dovranno essere affrontate sulla base delle verifiche tecniche e delle norme vigenti, resta infatti una questione politica e amministrativa tutt’altro che marginale: come è stato possibile che un progetto tanto contestato, apparentemente accantonato e mai davvero metabolizzato dalla comunità, sia tornato in campo con tale rapidità? Il Villino delle Civette non è soltanto un immobile sul quale installare un’infrastruttura. È uno spazio vissuto, frequentato da associazioni e giovani, un luogo di aggregazione e di cultura che rappresenta un pezzo della vita sociale di Grottaferrata. Ed è proprio questo, forse, l’aspetto che rende la vicenda ancora più difficile da accettare per chi, in questi anni, ha contribuito a tenerlo vivo. La sensazione, tra i cittadini contrari all’intervento, è quella di trovarsi davanti a una decisione preconfezionata, sulla quale la comunità non avrebbe avuto sufficiente possibilità di incidere. E il timore è che, ancora una volta, a prevalere siano gli interessi o le procedure, lasciando sullo sfondo le ragioni di un territorio e dei suoi abitanti.

