Laghi Albano e Nemi, il Coordinamento ambientalista: «La falda è una sola, l’intero territorio prenda provvedimenti»
CASTELLI ROMANI (attualità) – Il Coordinamento ambientalista Castelli Romani richiama l’attenzione sull’interconnessione del sistema idrogeologico dell’area: per tutelare i laghi servono interventi che coinvolgano l’intero territorio
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La crisi dei laghi Albano e di Nemi non può essere affrontata considerando i due bacini come realtà isolate. È questo il punto centrale della riflessione diffusa dal Coordinamento ambientalista Castelli Romani, che richiama l’attenzione sul complesso sistema idrogeologico che caratterizza il territorio dei Castelli Romani. Secondo il Coordinamento, sotto il territorio dei Castelli esiste infatti un unico sistema idrogeologico, quello dell’idrostruttura Albana, alimentato principalmente dalle precipitazioni e collegato a sorgenti, corsi d’acqua e laghi.

A illustrare questa situazione è anche una mappa che rappresenta le curve di livello della falda, le sorgenti e le principali direzioni dei flussi idrici sotterranei. Un quadro che, secondo gli ambientalisti, evidenzia come l’acqua sotterranea non segua i confini amministrativi dei Comuni. «Quello che viene prelevato in una parte dei Castelli Romani può avere effetti sull’intero sistema», sottolinea il Coordinamento, evidenziando la necessità di superare una gestione frammentata della risorsa idrica.

Da qui la richiesta di una strategia che coinvolga l’intero territorio e non soltanto i Comuni direttamente affacciati sui laghi. Tra le azioni indicate figurano la riduzione dei prelievi idrici, il contenimento degli sprechi, il contrasto al nuovo consumo di suolo e la tutela delle aree in cui l’acqua può infiltrarsi nel terreno e contribuire alla ricarica della falda.

Per il Coordinamento ambientalista Castelli Romani, dunque, la tutela dei laghi Albano e Nemi passa necessariamente dalla protezione dell’intero sistema idrico sotterraneo. Il messaggio conclusivo è netto: non esistono, dal punto di vista della falda, «l’acqua di un Comune» e «l’acqua di un altro». La risorsa è interconnessa e, proprio per questo, anche le politiche per proteggerla dovrebbero essere coordinate su scala territoriale. La salvaguardia della falda viene così indicata come uno degli elementi fondamentali per tutelare non soltanto i laghi, ma anche le sorgenti e, più in generale, l’equilibrio ambientale e il futuro dei Castelli Romani.

