Velletri | Festa del Fungo Porcino, Ciafrei: “Il caos annunciato, noi inascoltati”
VELLETRI (politica) – La capogruppo di Noi Domani ricorda l’interrogazione presentata il 5 giugno sulle criticità di viabilità e sicurezza nell’area di Colle Rosso: «Non serviva prevedere il futuro. Bastava ascoltare»
ilmamilio.it
Era stato annunciato con largo anticipo, ma le criticità si sono puntualmente verificate. La Festa del Fungo Porcino, appuntamento di richiamo per Velletri e per il territorio, ha fatto registrare ieri pesanti disagi alla viabilità, con code, strade congestionate, cittadini bloccati per ore e persone costrette a tornare indietro. A puntare il dito contro l’Amministrazione è Giulia Ciafrei, capogruppo di Noi Domani, che ha affidato ai social una riflessione, ricordando quanto già segnalato lo scorso 5 giugno attraverso un’interrogazione consiliare.

In quell’occasione Ciafrei aveva chiesto all’Amministrazione quali misure fossero state previste per gestire viabilità, sicurezza e afflusso di persone nell’area di Colle Rosso, indicando in particolare le possibili criticità di via Paganico, via Appia Antica, via Fontana Parata e dei relativi incroci.

«Non ho mai ricevuto risposta», sottolinea oggi la capogruppo, collegando le preoccupazioni espresse mesi fa ai disagi verificatisi nella giornata di ieri.
Nel suo intervento, Ciafrei ribadisce che la Festa del Fungo Porcino rappresenta «un’opportunità per Velletri e per il territorio», ma sottolinea anche come, indipendentemente dal fatto che l’organizzazione dell’evento sia affidata a privati, rimanga in capo all’Amministrazione il compito di garantire una gestione adeguata della viabilità e della sicurezza.

«La viabilità resta una responsabilità dell’Amministrazione, che deve garantire sicurezza, fruibilità e accoglienza alle cittadine e ai cittadini di Velletri e dei comuni vicini», afferma. La conclusione del post è affidata a una frase che sintetizza il senso della sua critica politica: «Non serviva prevedere il futuro. Bastava ascoltare». E, in chiusura, Ciafrei aggiunge: «Ma non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire».

