Segni, 48 ore di agonia e rimpalli istituzionali: muore una cavalla tra i boschi, scatta la denuncia di Italian Horse Protection
SEGNI (attualità) – Deceduta in condizioni strazianti nei boschi del territorio di Segni, al confine con l’area naturalistica di Monte Lupone
ilmamilio.it
Un’agonia lunga quarantotto ore, consumata, secondo quanto denunciato, in un contesto di competenze rimpallate tra enti e mancate risposte. Martedì 8 settembre, una cavalla è deceduta in condizioni strazianti nei boschi del territorio di Segni, al confine con l’area naturalistica di Monte Lupone, lasciata a terra, immobile e incastrata senza che, stando a quanto ricostruito, venisse attivato per tempo un soccorso coordinato.

Una vicenda definita “scabrosa” dall’IHP – Italian Horse Protection, la prima associazione italiana di tutela degli equini (organizzazione non profit nata con l’obiettivo di difendere i cavalli e gli altri equidi da maltrattamenti, abusi e incuria), che ha spinto l’ente a depositare una denuncia penale formale presso la Procura della Repubblica. Nel mirino dell’esposto presentato dall’associazione c’è il veterinario della ASL intervenuto sul posto nelle prime fasi, accusato, secondo la prospettive di IHP, di omissione di atti d’ufficio e di uccisione di animale per condotta colposa (artt. 328 e 544-bis del Codice Penale), aggravati dalla qualifica di pubblico ufficiale.
La cronologia riportata dall’associazione: due giorni di rimpalli
Tutto ha avuto inizio nel pomeriggio domenica 6 settembre, quando alcuni escursionisti di passaggio si sono imbattuti nell’esemplare, immobile e in evidente stato di sofferenza. Dopo aver allertato il 112 e la ASL, e grazie al soccorso estemporaneo di un allevatore locale, i cittadini erano riusciti quantomeno a sistemare l’animale in una posizione meno pericolosa, come raccontato dai testimoni e riportato dall’associazione.

Poco dopo, sul posto era giunto un veterinario della ASL territorialmente competente. Constatate le condizioni critiche, il sanitario aveva promesso di attivare immediatamente la catena dei soccorsi istituzionali — avvisando il sindaco, i Carabinieri e i Vigili del Fuoco. Da quel momento, tuttavia, si è aperto un vuoto amministrativo: nessuno di quegli interventi, stando alle verifiche dell’associazione, sarebbe stato formalizzato o eseguito tempestivamente.
Lunedì 7, nel pomeriggio è partito da IHP un tentativo di sbloccare la situazione. Dal racconto emerge un quadro di barriere burocratiche: i Carabinieri in attesa di direttive dalla ASL, il veterinario in questione irreperibile al telefono e ai messaggi, le PEC urgenti inviate ai dirigenti sanitari rimaste senza riscontro e la Protezione Civile (inviata la sera prima dal Comune solo per portare dell’acqua) impossibilitata a muoversi senza un ordine formale del primo cittadino. Dal Comune di Segni e dalla Polizia Municipale, intanto, non sarebbero arrivati riscontri operativi immediati, secondo quanto sottolineato dall’ente di tutela.

Soltanto a seguito di una diffida formale e delle pressioni legali esercitate dall’avvocata dell’associazione, Serena D’Emilio, le forze dell’ordine hanno ricevuto l’input di organizzare un intervento di recupero per la sera stessa o per la mattina successiva. Ma quando gli escursionisti sono tornati sul posto, ormai era troppo tardi: la cavalla era già morta, come tristemente constatato.
Un vuoto normativo che va discusso
La denuncia dell’associazione solleva un problema di portata ben più ampia, che punta il dito contro un vuoto normativo e organizzativo che, secondo IHP, si trascina da tempo. Da oltre un anno, le principali associazioni di protezione animale denunciano l’assenza di procedure chiare e standardizzate nella gestione dei cavalli vaganti — sebbene identificabili e riconducibili ad allevatori — e dei cavalli rinselvatichiti.

L’attuale sovrapposizione di competenze e le zone d’ombra tra i ruoli delle ASL, dei Comuni, delle Forze dell’Ordine e della Protezione Civile continuano a produrre, secondo quanto evidenziato, criticità operative che rischiano di tradursi in gravi disservizi a discapito della tutela animale.
