Rocca di Papa | Il silenzio dell’amministrazione davanti a sentenze e vincoli su Monte cavo

ROCCA DI PAPA (attualità) – In pochi giorni sono arrivati il nuovo vincolo su Monte cavo, Via sacra e Prato Fabio, la sentenza contro tralicci IDA e su abbattimento del megaborgo abusivo: nessuna riflessione o reazione

C’è un silenzio che, in politica e nell’amministrazione pubblica, può diventare una notizia. È quello che oggi accompagna tre vicende destinate, per ragioni diverse, a incidere sulle prospettive urbanistiche, ambientali e amministrative di Rocca di Papa e, in particolare, dell’area di Monte cavo. Dall’amministrazione comunale, però, non è arrivata finora una riflessione politica organica. Nessuna presa di posizione dei partiti che la sostengono, nessuna valutazione dei gruppi consiliari, nessun intervento degli esponenti di punta e, almeno pubblicamente, nessuna analisi degli assessori. Un silenzio tanto più curioso se si considera la rilevanza degli avvenimenti.

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Il primo riguarda il vincolo posto dalla Soprintendenza del Ministero della Cultura su aree come Via Sacra, Montecavo e Prato Fabio, con le relative fasce di rispetto e ulteriori misure destinate a rafforzare un sistema di tutela già esistente. Si tratta di un passaggio che può avere conseguenze significative sulla pianificazione del territorio, sulle trasformazioni future e, più in generale, sul modo in cui l’amministrazione dovrà immaginare lo sviluppo di queste zone.

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Un provvedimento di questa portata meriterebbe, quantomeno, una valutazione pubblica: quali opportunità apre? Quali limitazioni introduce? Come cambieranno le prospettive? E soprattutto, quale posizione intende assumere il Comune davanti a un rafforzamento delle tutele che interessa luoghi così importanti?

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Il secondo episodio arriva dal fronte giudiziario. Il TAR ha respinto il ricorso presentato da IDA, società del Gruppo Caltagirone, sulla vicenda dei due tralicci che avrebbero dovuto raggiungere un’altezza superiore ai cento metri su Monte cavo. Una notizia che si aggiunge alle tante sentenze a favore della liberazione della vetta dalle antenne. Liberazione che procede però senza svolte evidenti nonostante gli annunci.

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Il terzo elemento è forse quello destinato a produrre le conseguenze più concrete sul piano urbanistico: un’altra sentenza che, per come è stata interpretata, apre o comunque determina la possibilità dell’abbattimento di circa 5.200 metri cubi del cosiddetto borgo abusivo di Monte cavo.

Tre fatti distinti, dunque, ma accomunati da un elemento: tutti incidono sul futuro di un territorio al centro, da anni, di questioni ambientali, paesaggistiche e amministrative.

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Eppure, proprio mentre questi tre tasselli vanno a comporre un quadro nuovo, dalla politica comunale non sembra arrivare una lettura complessiva. Può essere l’estate. Può essere la necessità di attendere ulteriori passaggi amministrativi o giudiziari. Può anche essere che all’interno dell’amministrazione si stia ancora cercando di comprendere come tradurre queste novità in una strategia concreta. Ma proprio per questo sarebbe forse ancora più importante spiegare ai cittadini quale sia la direzione che il Comune intende seguire. Si tratta di interpretare politicamente ciò che è accaduto.

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Un’amministrazione potrebbe, per esempio, considerare positivamente il rafforzamento della tutela di un patrimonio paesaggistico e storico; potrebbe spiegare quali effetti produrrà la decisione del TAR sui tralicci; potrebbe chiarire cosa significhi concretamente la possibilità di intervenire sul borgo abusivo e quali saranno i prossimi passaggi di competenza comunale. Il punto, quindi, non è soltanto chiedersi perché l’amministrazione taccia. È capire che cosa intenda fare adesso.

Perché le sentenze e i provvedimenti della Soprintendenza non sono semplicemente episodi da registrare. Possono diventare elementi attraverso i quali ripensare una parte del territorio e, forse, anche una stagione politica e amministrativa. Da qui l’attesa per una parola del Comune. Non necessariamente immediata, non necessariamente definitiva, ma almeno capace di indicare una direzione nella possibilità di sapere se l’amministrazione comunale intenda limitarsi a prendere atto delle novità oppure trasformarle in una nuova idea per Monte cavo e per la città

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