Inceneritore, l’allarme dei comitati: “Dagli scavi sta venendo fuori di tutto”
SANTA PALOMBA (attualità) – L’Unione dei Comitati contro l’inceneritore torna a denunciare la situazione dell’area: rifiuti da costruzione e demolizione e cumuli di terra coperti da teli. Chiesto un approfondimento sulle possibili contaminazioni
ilmamilio.it
L’Unione dei Comitati contro l’inceneritore torna ad accendere i riflettori sulla situazione dell’area, denunciando quella che definisce una condizione sempre più preoccupante. Secondo il comitato, da mesi vengono segnalate possibili contaminazioni e l’utilizzo del sito come discarica abusiva, mentre nelle ultime settimane sarebbero emersi ulteriori elementi meritevoli di approfondimento.

“Sta venendo fuori di tutto”, sostiene l’Unione dei Comitati, sottolineando la presenza evidente di rifiuti riconducibili alle attività di costruzione e demolizione. A destare particolare preoccupazione, tuttavia, sono soprattutto i teli utilizzati per coprire diversi cumuli di terra proveniente dagli scavi.

Secondo il comitato, questa modalità operativa viene generalmente adottata per evitare che determinati materiali entrino in contatto con l’acqua. Da qui nasce il timore che tra i materiali presenti possano esserci anche sostanze particolarmente pericolose, compreso l’amianto, ipotesi che l’Unione dei Comitati chiede evidentemente di verificare attraverso controlli e analisi approfondite.

Il timore viene collegato alla storia dell’area e all’utilizzo che sarebbe stato fatto del sito negli ultimi 20-25 anni. Proprio per questo, l’Unione dei Comitati ritiene necessario un livello di attenzione particolarmente elevato nell’attività di caratterizzazione e monitoraggio. Il comitato parla anche dell’operatività dell’Arpa e contesta anche la scelta di procedere, a suo giudizio, con un set analitico ridotto, ritenuto non adeguato alla storia del sito e alla luce dei superamenti delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) che sarebbero stati accertati per idrocarburi pesanti, IPA e cobalto. Una situazione che, secondo l’Unione dei Comitati, richiederebbe ulteriori verifiche per comprendere l’effettiva natura dei materiali presenti nell’area e l’eventuale livello di rischio ambientale.

Il comitato annuncia infine l’intenzione di andare a fondo della vicenda e preannuncia nuove iniziative. L’appello rivolto ai cittadini è quello di sostenere le prossime azioni che verranno messe in campo per chiedere maggiore chiarezza sulla situazione del sito e sulle eventuali responsabilità legate alla sua gestione nel corso degli anni. La vicenda, dunque, resta aperta e potrebbe tornare al centro del dibattito nelle prossime settimane, soprattutto alla luce degli ulteriori accertamenti che i comitati chiedono vengano effettuati.


