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Inceneritore, cresce l’opposizone sociale: comitati alzano il livello della protesta. Gualtieri attaccato da sinistra a destra

CASTELLI ROMANI (attualità) – Il corteo di sabato ha dato maggiore spinta alla battaglia di associazioni, cittadini e comitati

L’opposizione sociale alla realizzazione dell’inceneritore sembra essersi intensificata con il passare dei mesi. Una mobilitazione che, secondo cittadini, comitati e associazioni contrari al progetto, ha trovato nuovo slancio alla luce degli episodi e della documentazione raccolta nell’ultimo periodo, dai ritrovamenti archeologici fino ai filmati, ai video e ai materiali prodotti dai diversi gruppi territoriali.

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Al centro delle contestazioni ci sono anche le attività svolte all’interno del cantiere. I comitati hanno documentato, attraverso immagini, movimentazioni di terreno e la presenza o gestione di materiali e rifiuti speciali, compreso l’amianto.
La manifestazione di sabato viene indicata dagli organizzatori come una nuova dimostrazione della crescente preoccupazione dei residenti e, più in generale, del territorio. Cittadini, associazioni e comitati chiedono che la discussione sull’impianto non venga considerata soltanto sotto il profilo della gestione dei rifiuti, ma venga inserita in una valutazione più ampia degli effetti ambientali, economici e sociali sull’area.

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Un elemento politicamente significativo è inoltre rappresentato dall’ampiezza dello schieramento contrario al progetto. La critica all’inceneritore, infatti, non arriva esclusivamente da realtà riconducibili alla sinistra o ai movimenti ambientalisti. Anche esponenti e amministratori dell’area di centrodestra, comprese realtà territoriali e amministrazioni comunali, hanno espresso contrarietà o forti perplessità sull’impianto. Il tema, dunque, sembra attraversare gli schieramenti politici tradizionali e trasformarsi sempre più in una questione di area vasta. Alla base delle critiche c’è la convinzione, espressa dai contrari, che un’opera di queste dimensioni possa incidere su un territorio che deve già fare i conti con diverse fragilità ambientali. Tra queste viene richiamata anche la situazione del lago Albano, il cui livello idrico ha registrato negli ultimi anni un forte calo. Il tema del lago è diventato uno dei simboli delle preoccupazioni ambientali espresse da una parte della popolazione, che teme che ulteriori pressioni sul territorio possano aggravare una situazione già considerata delicata.

Per i comitati, quindi, la questione non riguarda soltanto la costruzione di un impianto industriale, ma il modello di sviluppo complessivo. Turismo, paesaggio, risorse naturali e qualità dell’aria vengono considerati elementi strettamente collegati all’identità dei comuni coinvolti. È proprio su questo punto che la protesta sembra trovare una convergenza più ampia: accanto alle motivazioni propriamente ambientaliste, emerge una richiesta che i promotori definiscono di semplice tutela del territorio e di buon senso. La domanda è se un’area che ha costruito una parte importante della propria identità sulle caratteristiche paesaggistiche, ambientali e turistiche possa sostenere un intervento di tale portata senza modificarne profondamente gli equilibri.

La mobilitazione, almeno nelle intenzioni dei suoi promotori, proseguirà. Settimana dopo settimana il fronte dei contrari si sta allargando. La crescente partecipazione alle iniziative pubbliche e la presenza di posizioni critiche provenienti da aree politiche differenti mostrano che la questione ha ormai superato i confini della tradizionale contrapposizione politica.

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