Tutta l’eredità tradita di Marina di Cerveteri. Gubetti ha dimenticato il “suo” lido
CERVETERI (attualità) – Dopo il rifacimento del lungomare nel 2021 e due buone stagioni estive, la frazione sembra tornata nel torpore di sempre. Con negozi che chiudono e giovani e che se ne vanno
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Una doverosa premessa. Nell’estate 2021 l’ex sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci a conclusione di un intervento programmato negli anni precedenti ed eseguito a partire dalla fine dell’estate 2020, aveva inaugurato il rinnovatissimo lungomare di Marina di Cerveteri.
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Un intervento che per la prima volta dalla fondazione di Marina di Cerveteri, tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, aveva messo mano – e sul serio – ad un lungomare che per decenni era stato quasi abbandonato a se stesso.
Non solo. Pascucci aveva avuto anche la visione, anche questa innovativa, di cercare di liberare il fronte mare dalle auto – missione solo parzialmente centrata – e di abbattere le parti abusive degli stabilimenti balneari contribuendo in maniera definitiva a tutelare l’arenile.

Un’eredità che avrebbe potuto ed anzi dovuto costituire una base di partenza per il suo successore, l’attuale sindaca Elena Gubetti – sua ex assessora – eletta nel 2022.
Ed invece nulla. Anzi.
Il completamento dell’intervento sulle spiagge e sull’arenile che avrebbe dovuto dotare il lido di aree attrezzate e specializzate e di una passerella di scavalco del fosso Zambra appare ben lontano dall’esser realizzato. Non solo: da un anno e mezzo i prati al di qua del lungomare che dovrebbero ospitare l’area camper sono chiusi ma di lavori non se ne vedono.
Insomma, tanto rumore per nulla.

Quella di Pascucci appare così un’eredità tradita e non sembra che la sindaca Gubetti e la sua Amministrazione abbiano avuto grande interesse in questi anni nel valorizzare Marina di Cerveteri. Anzi.
Un immenso spreco di risorse e di idee e soprattutto l’ennesimo ridimensionamento per una frazione che solo per un paio di anni ha potuto toccare con mano le proprie effettive potenzialità, soprattutto per un modello di fruibilità del lido differente ma ampiamente sostenibile rispetto – ad esempio – a quello della vicina Ldispoli.

Negli ultimi anni il lungomare è così tornato quello di sempre. Zero eventi, pochissime iniziative ed una fruibilità ampiamente ridotta rispetto a quanto si era visto – seppur per breve tempo – in precedenza.
Perché?
La strategia appare perdente e questo è evidente. Campo di Mare, così come la vecchia area commerciale di Cerenova al di qua del “ponte”, sono commercialmente depresse. Di nuovi esercizi se ne contano sulla punta di 2 dita e di contro c’è un’ampia disponibilità di locali chiusi.
Qual è la vocazione che l’Amministrazione comunale di Cerveteri ha voluto dare in questi anni alla sua principale frazione marina?

Insomma, Marina di Cerveteri attende quel “rilancio sostenibile”, sul lungomare ma non solo (anzi) che Pascucci aveva fatto vedere e nel frattempo vede le proprie possibilità deprimersi. Un enorme peccato.
Perché nel frattempo i negozi chiudono ed i ragazzi scelgono di trascorrere le loro serate estive altrove. Che magari è uno degli obiettivi di chi spinge per il cartellone a “zero eventi” ma, probabilmente, esiste una via di mezzo. Che prevede un modello di sviluppo e di valorizzazione sempre incentrato sul preservare il lido ma senza lasciarlo in balia di se stesso.
