Tomboletti scrive a De Righi: “Capitale della Cultura sì, ma con un territorio da difendere…”
CASTELLI ROMANI (attualità) – La lettera aperta dell’ex assessore di Grottaferrata sulla candidatura dei castelli romani a capitale della cultura
ilmamilio.it
Al Presidente del Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani Giuseppe De Righi,
Accolgo con convinzione la candidatura dei Castelli Romani a Capitale Italiana della Cultura 2029, promossa dal Consorzio Sistema Castelli Romani e sostenuta da una rete ampia di enti, istituzioni e attori sociali.
È un segnale importante, questo territorio ha finalmente l’occasione di presentarsi come sistema, per valorizzare la propria identità culturale, ambientale, archeologica e agricola, e di costruire una visione condivisa per il futuro. Ed è proprio perché crediamo profondamente in questa visione che non possiamo ignorare una contraddizione evidente. Una contraddizione che non riguarda il Consorzio, né il progetto culturale, ma il silenzio politico che circonda il progetto del termovalorizzatore di Santa Palomba, promosso dalla Città Metropolitana. Santa Palomba non è un’area neutra. Non è un “fuori confine”.

È territorio albano, parte integrante dei Castelli Romani per storia, cultura, ambiente e identità. I ritrovamenti archeologici strade arcaiche, depositi votivi, acquedotti, insediamenti, raccontano un paesaggio che appartiene pienamente alla storia dei Monti Albani. La ricchezza agricola e ambientale di questa fascia di territorio è parte essenziale del patrimonio che la candidatura vuole valorizzare. E allora, Presidente, la domanda è inevitabile: come si concilia una candidatura fondata sulla qualità del territorio con un impianto che rischia di comprometterla? Perché un termovalorizzatore in quell’area significa: indebolire la percezione e il valore dei prodotti agroalimentari dei Castelli Romani, alterare un ecosistema delicato, già sotto pressione, trasformare un paesaggio storico e agricolo in un polo industriale di smaltimento, mettere a rischio proprio quel modello di sviluppo che la candidatura vuole promuovere.

Caro Giuseppe, la cultura non è solo ciò che celebriamo nei musei o nei festival. La cultura è la qualità dei luoghi, la salute dei territori, la vita delle comunità che li abitano. È la capacità di difendere ciò che rende un territorio unico. Per questo, con amicizia e rispetto, ma anche con fermezza, ci saremmo aspettati una presa di posizione chiara, autorevole, coerente con la visione che il Consorzio sta costruendo. Invece, su Santa Palomba, abbiamo ascoltato solo silenzio. Un silenzio che pesa. Un silenzio che non aiuta la credibilità della candidatura. Un silenzio che non protegge il territorio che tutti diciamo di voler valorizzare. Oggi più che mai serve una voce forte, capace di dire che la cultura non può essere separata dalla tutela del territorio. Che non si può promuovere un modello di sviluppo culturale e allo stesso tempo, accettare scelte che lo contraddicono. Che Santa Palomba non è un’appendice, ma un pezzo vivo dei Castelli Romani. Con spirito costruttivo, con lealtà e con la volontà di collaborare, chiediamo che questo tema venga affrontato apertamente, senza ambiguità. Perché la cultura non è solo ciò che ereditiamo, è ciò che scegliamo di difendere.
Mauro Tomboletti



