Rocca di Papa | Ottaviani: «Identità, giovani e “fame”: così ripartono i Canarini»
ROCCA DI PAPA – Intervista con il Direttore Sportivo dei Canarini Rocca di Papa
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Dopo due anni di intenso lavoro dedicato alla rinascita del settore giovanile e il raggiungimento di tre campionati regionali, per Nico Ottaviani è arrivato il momento di una nuova sfida: il primo anno da Direttore Sportivo dei Canarini Rocca di Papa. Un ruolo che Ottaviani affronta con entusiasmo, consapevolezza e idee chiare, partendo dall’esperienza della passata stagione per costruire una squadra giovane e ambiziosa, senza perdere di vista i valori che contraddistinguono il calcio dilettantistico: appartenenza, serietà, sacrificio e passione. Lo abbiamo intervistato per conoscere il suo progetto, le scelte di mercato e gli obiettivi della nuova stagione.
Ottaviani, per lei questa è la prima stagione da Direttore Sportivo. Da dove nasce questo nuovo incarico?
«È il naturale proseguimento di un percorso iniziato negli ultimi due anni. Prima di assumere il ruolo di Direttore Sportivo mi sono concentrato soprattutto sulla ricostruzione e sulla riattivazione del settore giovanile, dalla categoria Under 14 fino all’Under 19. In due anni siamo riusciti a portare tre squadre nei campionati regionali e, soprattutto, a completare finalmente tutte le categorie del nostro settore giovanile. È stato un lavoro impegnativo, ma per me rappresenta una delle soddisfazioni più importanti».
Ora, invece, arriva la sfida della prima squadra. Qual è stata la prima cosa che ha fatto?
«Ho cercato innanzitutto di analizzare con grande attenzione quello che è successo nella stagione passata. Il passato ci lascia sempre insegnamenti preziosi, tanto nelle vittorie quanto nei momenti di difficoltà. Abbiamo valutato ciò che ha funzionato e ciò che, invece, necessita di un cambio di rotta. La certezza da cui ripartiamo è l’identità del gruppo e la voglia di migliorarsi. Chi è rimasto sa perfettamente cosa significa indossare questa maglia e quanto valore abbia rappresentare i Canarini Rocca di Papa».
La stagione scorsa ha regalato soddisfazioni, ma anche diverse difficoltà.
«Assolutamente sì. Il calcio dilettantistico vive di passione, sacrificio e lavoro quotidiano. L’anno scorso ci ha regalato grandi soddisfazioni, ma abbiamo anche attraversato momenti complicati, penso soprattutto agli infortuni e alle squalifiche che ci hanno condizionato in alcune partite, anche su campi difficili. La cosa che ci teniamo più stretta, però, è essere rimasti un gruppo unito fino all’ultima giornata. È proprio questo senso di appartenenza che voglio ritrovare e rafforzare nello spogliatoio».
Quanto conta, nel calcio dilettantistico, l’aspetto economico nella costruzione di una squadra?
«In questa categoria contano molto la parola data, la serietà della società, il rapporto umano e l’ambiente che riesci a creare. Insieme al presidente e al mister abbiamo cercato ragazzi che abbiano fame, ambizione e voglia di sudare la maglia. Per noi questi sono valori fondamentali».
Che squadra avete cercato di costruire?
«L’obiettivo principale è stato quello di creare una squadra equilibrata, affamata e sostenibile. Non siamo alla ricerca di nomi altisonanti soltanto per fare notizia. Abbiamo cercato calciatori funzionali al progetto tecnico e tattico del mister, ragazzi che possano integrarsi nel gruppo e sposare pienamente la nostra filosofia».
Quali sono stati i punti cardine del vostro mercato?
«Sicuramente il mix tra esperienza e gioventù. Abbiamo inserito giovani provenienti dal nostro settore giovanile che riteniamo abbiano prospettiva, affiancandoli a elementi più esperti, capaci di gestire la pressione e aiutare la squadra nei momenti importanti. Poi c’è la sostenibilità: ogni investimento deve essere ragionato e deve andare di pari passo con la competitività sportiva. Infine, la cultura del lavoro. Ho chiesto ai ragazzi massimo impegno fin dal primo giorno di raduno, perché credo che la mentalità possa fare la differenza già dalle prime giornate di campionato».
Quanto è importante il settore giovanile all’interno del vostro progetto?
«È fondamentale. Aver ricostruito in questi due anni un settore giovanile completo, con tre squadre regionali, significa avere gettato delle basi importanti per il futuro della società. L’idea è che i nostri ragazzi possano vedere nella prima squadra un obiettivo concreto. Vogliamo creare un percorso che permetta ai giovani di crescere all’interno della società e, quando saranno pronti, avere la possibilità di giocarsi le proprie carte».
Che cosa chiede invece al pubblico di Rocca di Papa?
«Chiedo di starci vicino. Il nostro stadio deve tornare a essere un vero fattore campo. Vorrei vedere le tribune piene, con le famiglie, i ragazzi e tutta la comunità a sostenere la squadra. La domenica deve tornare a essere una festa dello sport. Noi possiamo promettere una cosa: chiunque scenderà in campo lo farà con la maglia intrisa di sudore, dando tutto per questi colori e per questa comunità».
Un ultimo messaggio ai tifosi dei Canarini?
«Continuate a trasmetterci la vostra passione e a starci vicino, soprattutto nei momenti più difficili. La società sta lavorando senza sosta per costruire una squadra all’altezza delle aspettative e delle ambizioni che abbiamo. Non promettiamo risultati facili, perché nel calcio nessuno può farlo. Promettiamo però massimo rispetto per i nostri colori, serietà, lavoro e una squadra che ogni domenica uscirà dal campo dopo aver dato tutto. Questo, per noi, non è negoziabile».
Nella foto sotto: tifosi RDP Firm a sostegno della squadra anche in amichevole in trasferta

