Rocca di Papa | Monte Cavo, Via Sacra, Prato Fabio: il Ministero della Cultura tutela il complesso archeologico. Scattano tutele, vincoli e fascia di rispetto
ROCCA DI PAPA (attualità) – Pubblicate sull’albo pretorio del comune le comunicazioni del Ministero. Nuova svolta sulla vicenda antenne?
ilmamilio.it
Nella giornata di oggi il Comune di Rocca di Papa ha pubblicato all’Albo Pretorio tre atti trasmessi dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma e la Provincia di Rieti riguardanti il complesso archeologico e monumentale di Monte Cavo, Prato Fabio e Via Sacra.

Con un provvedimento datato 20 marzo 2026 (Repertorio n. 8), è stato infatti dichiarato di interesse culturale particolarmente importante il complesso archeologico e monumentale di Monte Cavo, Prato Fabio e della Via Sacra, nel territorio del Comune di Rocca di Papa. L’atto interessa numerose particelle catastali e introduce sia una tutela diretta sul complesso monumentale sia una tutela indiretta sulle aree circostanti.

La dichiarazione di interesse culturale è prevista dal Codice dei beni culturali (D.Lgs. 42/2004) e rappresenta uno dei livelli più elevati di protezione previsti dalla legge italiana. In pratica, il Ministero riconosce che quel bene possiede un valore storico, archeologico, artistico o monumentale tale da richiedere una particolare salvaguardia. Da quel momento qualsiasi intervento che possa modificarne lo stato deve rispettare precise prescrizioni e, nella maggior parte dei casi, ottenere l’autorizzazione della Soprintendenza.
La tutela diretta riguarda il bene culturale vero e proprio. Nel caso di Monte Cavo comprende il complesso archeologico, le strutture monumentali e la storica Via Sacra, individuati attraverso un lungo elenco di particelle catastali. Su queste aree sono vietati interventi che possano alterare o compromettere il valore storico e archeologico del sito senza la preventiva autorizzazione dell’autorità competente.

Il provvedimento introduce anche una tutela indiretta, prevista dall’articolo 45 del Codice dei beni culturali. Non riguarda direttamente il monumento, ma le aree che lo circondano.
Lo scopo è evitare che nuove costruzioni, modifiche del paesaggio, opere infrastrutturali o altri interventi possano compromettere la conservazione del bene o alterarne il contesto storico e paesaggistico. In sostanza, anche i terreni vicini al sito archeologico dovranno rispettare particolari limitazioni urbanistiche e paesaggistiche.

La Soprintendenza spiega di non essere riuscita a individuare tutti gli attuali proprietari degli immobili interessati dal provvedimento. Per questo motivo ha chiesto al Comune di Rocca di Papa di pubblicare la notifica e il provvedimento di tutela: sul sito istituzionale del Comune; all’Albo Pretorio; depositandone una copia consultabile presso gli uffici comunali. L’obiettivo è consentire a tutti gli eventuali proprietari o soggetti interessati di prendere conoscenza dell’atto, come previsto dagli articoli 15 e 47 del Codice dei beni culturali. Una volta effettuata la pubblicazione, il Comune dovrà comunicarne l’avvenuto adempimento alla Soprintendenza.
Nel documento compare un lungo elenco di fogli e particelle catastali. Si tratta dei riferimenti utilizzati dal Catasto per identificare con precisione ogni terreno o fabbricato. Servono a delimitare esattamente quali immobili sono interessati dal provvedimento di tutela, evitando dubbi sulla sua applicazione.
Monte Cavo rappresenta uno dei luoghi più significativi dei Castelli Romani. Sulla sua sommità sorgeva nell’antichità il celebre santuario dedicato a Giove Laziale, punto di riferimento religioso della Lega Latina, raggiunto attraverso la storica Via Sacra.
La tutela disposta dal Ministero punta non soltanto a preservare le testimonianze archeologiche ancora esistenti, ma anche il paesaggio storico che le circonda, riconoscendo l’eccezionale valore culturale, storico e identitario dell’intero comprensorio.

