Lago di Nemi, il comitato non va in vacanza: chiesti gli atti sul progetto dello “sport lineare”

NEMI (attualità) – Il Comitato per la Protezione dei Boschi dei Colli Albani denuncia il silenzio delle istituzioni e annuncia nuovi passi per verificare la regolarità degli interventi sulla sponda del lago

Il Lago di Nemi resta al centro dell’attenzione del Comitato per la Protezione dei Boschi dei Colli Albani, che anche a Ferragosto ha deciso di proseguire la propria attività di vigilanza sul territorio. Al centro della denuncia c’è il progetto per la realizzazione di un impianto sportivo di “sport lineare” sulla spiaggetta adiacente al Museo delle Navi Romane. Secondo il Comitato, l’intervento avrebbe trasformato un’area precedentemente caratterizzata dalla presenza di verde e vegetazione in una superficie fortemente cementificata, incidendo sul paesaggio a ridosso delle acque del lago.

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Proprio per verificare la regolarità dell’intervento e accertare l’eventuale presenza di difformità rispetto agli atti autorizzativi, nella giornata del 14 agosto alcuni rappresentanti del Comitato si sono recati direttamente negli uffici del Comune di Nemi, chiedendo di poter visionare la documentazione relativa al progetto.

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La questione dell’accesso agli atti, secondo quanto riferito dal Comitato, si trascina da mesi. Una prima richiesta era stata presentata al Comune già nel novembre scorso e successivamente sollecitata, senza ottenere risposta. Nel mese di luglio sono state quindi presentate altre due richieste, questa volta con carattere d’urgenza e con il coinvolgimento di altre associazioni. Anche in questo caso, il Comitato riferisce di non aver ricevuto riscontri.

Restano inoltre da chiarire i rapporti con l’Ente Parco dei Castelli Romani e la questione di un eventuale nulla osta necessario per gli interventi realizzati nell’area del lago.

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La presenza del Comitato negli uffici comunali avrebbe però prodotto un primo risultato. Dopo una mattinata di confronto e sollecitazioni, è arrivata la promessa formale di ricevere entro martedì prossimo la documentazione richiesta, compreso il progetto esecutivo definitivo. Saranno quindi gli atti a consentire di verificare nel dettaglio autorizzazioni, lavori eseguiti ed eventuali difformità.

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Parallelamente, il Comitato ha riattivato i contatti con la Soprintendenza Archeologica. Secondo quanto riferito dagli attivisti, l’architetta responsabile dell’area ha spiegato che l’esposto presentato in precedenza era rimasto indietro a causa dell’elevato carico di lavoro, assicurando tuttavia una maggiore attenzione alla vicenda d’ora in avanti. Il Comitato annuncia dunque che continuerà a seguire la situazione anche durante il periodo estivo, con l’obiettivo dichiarato di arrivare al ripristino dello stato dei luoghi e alla tutela del paesaggio naturale del Lago di Nemi.

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L’attività del gruppo, inoltre, potrebbe estendersi anche al Lago di Castel Gandolfo. Per farlo, però, il Comitato lancia un appello alla partecipazione e chiede l’ingresso di nuove persone disponibili a impegnarsi direttamente nelle attività di tutela ambientale e di controllo del territorio. La battaglia sul Lago di Nemi, dunque, non si ferma a Ferragosto. Il prossimo passaggio sarà l’esame della documentazione promessa dal Comune: da quei documenti il Comitato conta di ottenere le risposte che, secondo la propria ricostruzione, attende ormai da mesi.

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