La lettera: “I castelli romani ‘Capitale della Cultura’ non possono nascere all’ombra dell’inceneritore”
CASTELLI ROMANI (attualità) – Lettera di un residente dei Castelli Romani
ilmamilio.it
Leggo con interesse della candidatura dei Castelli Romani a Capitale italiana della Cultura 2029. È un progetto che merita perché questo territorio custodisce un patrimonio storico, archeologico, paesaggistico e identitario. Proprio per questo, però, credo che tale candidatura non possa prescindere da una questione fondamentale: il futuro del territorio e la tutela della sua immagine.
È difficile parlare di valorizzazione culturale mentre è in costruzione il maxi inceneritore di Santa Palomba. Un’opera che, pur ricadendo amministrativamente nel Comune di Roma, avrà inevitabili ripercussioni sulla percezione dell’area, sull’attrattività turistica, sul valore del paesaggio e, secondo le preoccupazioni espresse da molti cittadini e amministratori locali, anche sul mercato immobiliare e sulla qualità della vita delle comunità circostanti.

Una candidatura culturale non può limitarsi a un riconoscimento simbolico. La cultura vive del rapporto con il territorio, con l’ambiente e con il paesaggio che la ospitano. Se questi elementi vengono messi in discussione, anche il progetto culturale rischia di perdere credibilità.
Per questo ritengo che il percorso verso la Capitale italiana della Cultura 2029 debba necessariamente passare anche attraverso una seria opposizione sull’inceneritore di Santa Palomba. Non per alimentare contrapposizioni ideologiche, ma perché appare difficile promuovere i Castelli Romani come modello di bellezza, sostenibilità e valorizzazione del patrimonio mentre alle loro porte sorge un impianto destinato a segnare profondamente l’immagine del territorio.

La candidatura rappresenta un’occasione straordinaria. Ma proprio perché tale occasione sia autentica e non soltanto formale, dovrebbe essere accompagnata da scelte coerenti con i valori che intende rappresentare. Difendere il paesaggio, da parte i sindaci, le risorse naturali, il turismo, il valore delle abitazioni e l’identità dei Castelli Romani non è un tema separato dalla cultura: ne costituisce il presupposto essenziale.
Solo così la candidatura potrà essere percepita come un progetto condiviso e credibile, capace di guardare al futuro senza ignorare le preoccupazioni di chi questo territorio lo vive ogni giorno.
M.G.


