Grottaferrata | Psi: “Ex Traiano, 30 anni di parole…”
GROTTAFERRATA (politica) – Il partito interviene sulla vicenda
ilmamilio.it – nota stampa
Ci scusiamo in anticipo per la lunghezza ma il “Caso Traiano” fa da esempio ad un sacco di cose che si dilungano da anni senza arrivare ad una soluzione, primo fra tutti le Perimetrazioni nuclei abusivi.
Svisceriamo il “Caso Traiano”, in attesa della soluzione intimata dal Commissario Prefettizio (rendere valide le fideiussioni o cambiare registro), per descrivere come le cose vanno avanti quasi per inerzia e alla ricerca della soluzione immediata invece che della soluzione definitiva.
Buona lettura.

Il Caso Ex-Traiano: Anatomia di un Cantiere Infinito tra Promesse Svanite e Misteri Societari
Introduzione: Il “Mostro” di Grottaferrata
Da oltre vent’anni, un mostro di cemento e ferro domina il panorama di Grottaferrata, ergendosi a simbolo dell’inerzia amministrativa. Quello che un tempo era il Casino Spaziani, e che avrebbe dovuto rinascere come il prestigioso Grand Hotel Traiano, è oggi un rudere che interroga quotidianamente la cittadinanza. La vicenda dell’ex Traiano non è solo un caso di edilizia incompiuta; è un labirinto di carte bollate, rinvii strategici e promesse elettorali svanite nel nulla.

Nato nel 2006 come un ambizioso progetto di riqualificazione urbana, il Programma Integrato di Intervento (PII) si è trasformato in un caso di studio sulla gestione fallimentare della cosa pubblica. Dietro i proclami di “rinascita”, si cela una realtà fatta di sconti finanziari, holding estere e salvataggi burocratici dell’ultimo minuto. In questo articolo sveleremo i quattro punti che definiscono l’anatomia di questo fallimento sistemico.
1. La Maratona Ventennale: Un Iter Senza Fine
L’iter per il recupero dell’area ha superato la soglia dei due decenni. Dalla convenzione urbanistica originaria del 2011 alle contestazioni comunali del 2016 per il mancato completamento delle opere, la cronologia è un ciclo infinito di rinegoziazioni. Il tempo, in questa vicenda, non è stato un fattore di risoluzione, ma un agente di logoramento della fiducia pubblica.

L’ironia raggiunge il culmine nell’ottobre 2025, quando l’amministrazione presenta in pompa magna la “risoluzione definitiva” del problema. Tuttavia, per chi ha memoria storica, il piano appare come un’imbarazzante ripetizione di schemi già visti negli anni precedenti.
Anche nel 2026, la vicenda continua a trascinarsi tra verifiche burocratiche e nuovi stalli, confermando che la “svolta” non era un traguardo, ma l’ennesima tappa di una maratona destinata a non finire mai.
2. Lo “Sconto” sulle Opere Pubbliche: Un Forte Dimagrimento di Infrastrutture
L’analisi dei dati finanziari rivela un quadro poco utile per l’interesse collettivo. Originariamente, gli impegni a carico della società attuatrice Goveli S.r.l. ammontavano a circa 5,9 milioni di euro di contributi straordinari, che includevano la costruzione di una nuova sala consiliare e di un teatro attraverso l’abbattimento dell’ex mercato coperto di via Garibaldi.
La comunità ha subito lo “stralcio definitivo” dell’intervento sulla sala consiliare e sul mercato coperto: una perdita netta di 3.545.693,44 euro in infrastrutture concrete. Al posto di queste opere liquide e tangibili, il Comune è stato costretto ad accettare “Cessioni immobiliari” (come parcheggi e porzioni di Villa Felice) per 1,08 milioni di euro, mentre il contributo effettivo per la realizzazione di nuove opere pubbliche è stato ridotto a soli 1,45 milioni di euro.
Oggi, i numeri raccontano una storia diversa. Sebbene il valore totale degli impegni aggiornati appaia nominalmente stabile a 5,68 milioni di euro, la loro natura è stata radicalmente snaturata a danno dei cittadini.
“L’importo riconosciuto per le opere destinate alla pubblica utilità ammonta a 1 milione e 452 mila euro. Una cifra distante anni luce dall’originaria. Non ci resta che aspettare per vedere gli sviluppi, certo che la cittadinanza è stanca di promesse.” — Estratto da un articolo di una testata locale.

3. Il “Miracolo” Finanziario della Goveli S.r.l. e l’Ombra del Lussemburgo
La metamorfosi societaria della Goveli S.r.l. solleva i dubbi più inquietanti. Per anni azienda “chiacchierata” e in perdita cronica, la Goveli è rimasta formalmente in vita solo grazie al possesso dell’accordo per il Traiano. Il suo improvviso risanamento è dipeso interamente dall’ingresso di MACE S.r.l., che ha iniettato capitali facendo balzare il capitale sociale da 10.000 euro a ben 4 milioni di euro.
Ma MACE non è un semplice partner ma la vera controllante e detiene un “pegno sui futuri guadagni” dell’operazione. L’aspetto più oscurato durante la presentazione pubblica del 2025 è però il legame con una holding in Lussemburgo. Questa struttura societaria, tipica delle operazioni di ottimizzazione fiscale, suggerisce che i profitti derivanti dalla riqualificazione urbana di Grottaferrata prenderanno la via dell’estero per pagare meno tasse. La Goveli, dunque, agisce come una “scatola vuota” operativa, manovrata da interessi finanziari che vanno ben oltre i confini comunali.
4. La “Maledizione” delle Cinque Amministrazioni Commissariate
Il caso Traiano è il monumento al fallimento di una classe politica incapace di garantire continuità. Dagli anni 2000 a oggi, Grottaferrata ha visto susseguirsi ben cinque amministrazioni commissariate consecutivamente. Un vuoto amministrativo sistemico in cui ogni nuova gestione ha dichiarato di avere “la soluzione in pugno”, finendo puntualmente per arenarsi o, peggio, per riprendere il dialogo esattamente dove i predecessori avevano fallito.

Il vero problema è il “metodo”: un affidamento cieco a sviluppatori privati attraverso complessi atti di novazione che puntualmente finiscono con lo stralcio delle opere pubbliche più preziose. Come ammoniva Piero Gobetti: “La storia va innanzi: gli uomini con essa. Gli schemi non possono rimanere gli stessi”. A Grottaferrata, invece, lo schema è rimasto tragicamente identico per vent’anni: il privato ottiene varianti e tempo, il pubblico ottiene promesse che vengono sistematicamente ridimensionate o cancellate.
Conclusione: Il Salvataggio di Luglio e il Futuro Incerto
Le criticità non appartengono al passato, ma definiscono il presente. Tra luglio e agosto 2026, in una fase di nuovo stallo, si è assistito a un salvataggio dell’ultimo minuto: una Delibera Commissariale ha bloccato temporaneamente le conseguenze legate agli inadempimenti contrattuali, concedendo altro tempo alla proprietà per presentare la documentazione necessaria.
Mentre il Comune dichiara di imporre verifiche stringenti sulla validità di fideiussioni superiori a 2,5 milioni di euro, la domanda sorge spontanea: dopo vent’anni di varianti e sconti, Grottaferrata vedrà mai i benefici promessi o resterà per sempre ostaggio di un metodo amministrativo che non riesce a cambiare schema? La trasparenza non può più essere un optional; senza un cambio radicale di rotta, il “mostro” del Traiano continuerà a essere lo specchio di una città che non sa più pretendere il rispetto del bene pubblico.
PSI Grottaferrata Ne parliamo anche nel nostro Podcast: https://open.spotify.com/episode/3wKa6m5MLINSiZY1aUQ2v8?si=1jfZeVxcT7ypwz5aw9Lb9Q

