Grottaferrata | Playground, la polemica sulla determina dirigenziale per la gestione di 3 anni con chiosco

GROTTAFERRATA (attualità) – Negli ultimi giorni ha creato dibattito la concessione pluriennale e la possibile trasformazione di quello che era stato annunciato come uno spazio pubblico. Gli strascichi un’altra vicenda è sullo sfondo…

La nuova determina dirigenziale sul playground comunale ha acceso negli ultimi giorni il dibattito politico. A far discutere è stata l’idea di affidare la gestione dell’impianto a un soggetto privato per tre anni, una durata che, secondo i critici, finirebbe per vincolare anche la prossima amministrazione comunale che si insedierà dopo le elezioni del maggio-giugno 2027.

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Nel mirino c’è soprattutto la previsione contenuta negli atti che autorizzerebbe la realizzazione di un punto ristoro con relativa pedana nell’area del parcheggio antistante il playground. Una scelta giudicata ingiustificata da chi contesta l’intero impianto della determina, considerando che il futuro concessionario, secondo la bozza di bando, avrebbe già la possibilità di organizzare attività sportive a pagamento all’interno della struttura.

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Una prospettiva che, secondo i più dubbiosi, snaturerebbe la funzione originaria del playground, realizzato con fondi pubblici per garantire uno spazio gratuito e aperto a tutti. «Che bisogno c’è di concedere anche un chiosco?», si chiedono i critici, evidenziando il rischio che un luogo nato per favorire l’accesso libero allo sport possa trasformarsi in uno spazio riservato prevalentemente ad attività a pagamento, con il rischio di escludere chi non può permettersi quote di iscrizione o rette.

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Perplessità sono state espresse dal comitato di quartiere e, in un comunicato, anche dall’Associazione Ristoratori Castelli Romani, che in un comunicato ha manifestato la propria contrarietà alla realizzazione dell’area food, ritenendo che possa alterare gli equilibri del settore della ristorazione locale.

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La vicenda, per chi ricorda, richiama quanto accaduto nei mesi scorsi con la determina relativa al Cinema Alfellini. Anche allora una decisione amministrativa aveva suscitato forti polemiche, salvo poi essere corretta poche ore dopo.

Ma i rumors politici in città dibattono anche di altro. L’episodio riporterebbe al centro del confronto politico il ruolo del dirigente che ha firmato la determina, Andrea Trinca. Non è un mistero, viste le dichiarazioni e i comunicati successivi alla caduta dell’amministrazione Di Bernardo a febbraio, che la prima vera frattura all’interno della maggioranza sia nata proprio in occasione della sua proposta di stabilizzare il dirigente stesso, sposorizzata dall’ex sindaco e contestata da tre assessori e da altri esponenti della coalizione. Una polemica che, a quanto pare, continua ancora oggi a riflettersi anche nei commenti in calce agli articoli sulla vicenda, tra ex amministratori. In questo senso, qualcuno ha sottolineato come gli stessi che, al momento dell’inaugurazione, sponsorizzavano ed esaltavano il Playground come uno spazio pubblico gratuito donato alla città, oggi sembrino apprezzare l’idea della futura gestione, così come delineata dalla determina.

Al di là delle polemiche, è anche su questioni come questa che si inserisce il richiamo alla «discontinuità» più volte rivendicato nei giorni scorsi dal centrosinistra, ormai intenzionato a prendere le distanze da alcune delle scelte amministrative compiute negli ultimi anni?

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