Grottaferrata | Fare Bene: “Sindrome da motosega: chiediamo conto al Comune”

GROTTAFERRATA (attualità) – Il Comitato: “Cedri scambiati per cipressi, perizie sommarie e nuove piantumazioni abbandonate a se stesse. Ora attendiamo l’accesso agli atti”.

Excusatio non petita, accusatio manifesta. Leggendo le solenni rassicurazioni con cui l’Amministrazione comunale, nella persona del Commissario prefettizio, chiude il suo recente comunicato, rivendicando trasparenza, responsabilità e il presunto interesse pubblico a scudo dei propri uffici, viene spontaneo sorridere in modo amaro. Oltre che singolare è quanto meno bizzarro il fatto che un Ente pubblico affermi di svolgere il proprio lavoro “sempre con trasparenza, responsabilità e nel pieno interesse pubblico”: ci sono altre modalità nelle quali possa lavorare?

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Ci si straccia le vesti in nome della pubblica incolumità e del pericolo imminente, concreto e non differibile. Eppure, a Piazza Vittime del Fascismo, tutto tace: sono passati ben diciotto giorni dalla famigerata ordinanza di abbattimento e tredici dalla nostra diffida ufficiale, ma non è successo nulla. Il pericolo era dunque così fatale e incombente? O forse a Palazzo Consoli stanno ancora sfogliando i manuali di botanica per capire se l’albero contrassegnato col numero 1768 sia un cedro, come scritto nei loro atti, o un cipresso, come in realtà è?

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Sia l’Amministrazione che l’ex Sindaco snocciolano cifre trionfali: 170 alberi abbattuti contro 540 piantumati (o da piantumare). Un pallottoliere che non incanta. Dimenticano di dire che le perizie sono state meramente visive, ignorando le necessarie indagini strumentali che eviterebbero di abbattere inutilmente alberi sani. Dimenticano di spiegare che non vi è traccia di monitoraggi sulle alberature, hanno dimenticato che non esiste solo la categoria D che impone l’abbattimento. Dimenticano di spiegare quali e quanti interventi sono stati effettuati a salvaguardia degli alberi e della loro salute. Dimenticano che il loro decantato censimento online, base di lavoro fondamentale, è zeppo di errori mai emendati in quattro anni. Dimenticano che le nuove piantine non corrispondono alla compensazione ambientale prevista dal regolamento del verde comunale e, abbandonate a se stesse senza cure, rischiano semplicemente di morire, o sono già morte. Dimenticano, infine, ma glielo ricorderemo noi, di quantificare la spesa che ha sostenuto il Comune di Grottaferrata in questi anni per il proprio verde.

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I cittadini stanno finalmente prendendo consapevolezza delle troppe cose che non vanno nella gestione del verde di Grottaferrata. Noi, per intanto, attendiamo fiduciosi i documenti richiesti con l’accesso agli atti per capire, carte alla mano, cosa sia stato realmente tagliato e cosa piantato e se le procedure siano del tutto legittime.

Siamo e restiamo attenti alla gestione della cosa pubblica.
Fare Bene a Grottaferrata

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