Santa Palomba, nuovi ritrovamenti archeologici: Italia Nostra chiede lo stop immediato ai lavori dell’inceneritore

SANTA PALOMBA (attualità) – Scoperti un tratto di strada romana e una probabile galleria di acquedotto: secondo l’associazione il patrimonio archeologico rischia di essere irrimediabilmente compromesso dal proseguimento del cantiere. Presentata un’istanza urgente alla Soprintendenza Speciale di Roma.

ITALIA NOSTRA APS – Sezione Castelli Romani – ha presentato alla Soprintendenza Speciale di Roma una richiesta urgente di sospensione dei lavori preliminari per la realizzazione del termovalorizzatore di Roma nell’area di Santa Palomba. Alla base dell’iniziativa vi sono i numerosi e significativi ritrovamenti archeologici emersi nelle ultime settimane, che, secondo l’associazione, testimoniano la presenza di un contesto storico e archeologico di eccezionale valore, potenzialmente incompatibile con la prosecuzione del cantiere.

Secondo Italia Nostra, il passaggio continuo delle ruspe rischia di compromettere in modo irreversibile un patrimonio ancora in gran parte da esplorare. L’associazione ritiene inoltre che vi siano elementi tali da far ipotizzare che alcuni danni ai reperti possano essere già stati arrecati, rendendo ancora più urgente un intervento da parte degli organi di tutela.

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La vicenda era stata già portata all’attenzione della Soprintendenza il 13 giugno scorso, quando era emerso un importante tratto di basolato appartenente a un’antica strada romana nell’area compresa tra via Ardeatina (all’altezza del km 21) e via della Cancelliera, proprio all’interno del terreno interessato dai lavori.

In quella circostanza Italia Nostra aveva chiesto alla Soprintendenza di accertare l’eventuale danneggiamento del basolato, di ricostruire l’intero percorso della strada romana all’interno dell’area di cantiere, di istituire i necessari vincoli di tutela diretta e indiretta e di verificare anche lo stato di conservazione del Fontanile della Cancelliera e di eventuali altri reperti presenti.

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Negli ultimi giorni, tuttavia, sarebbero emerse nuove e ancora più rilevanti evidenze archeologiche. Come riferito dall’Unione dei Comitati contro l’Inceneritore, dalle sezioni di scavo sarebbe chiaramente riconoscibile la struttura di una galleria attribuibile a un antico acquedotto.

Secondo quanto comunicato dai comitati, la cavità presenta una sezione quasi rettangolare chiusa superiormente da una volta a botte, interamente scavata nel banco roccioso con utensili manuali. Sulle pareti sarebbero inoltre visibili le tracce della lavorazione e del tradizionale rivestimento in opus signinum (cocciopesto), elementi che, a loro giudizio, confermerebbero l’origine antica della struttura.

Per l’Unione dei Comitati contro l’Inceneritore, il nuovo ritrovamento rappresenterebbe la conferma dell’esistenza di un articolato contesto archeologico ancora da indagare e costituirebbe un ulteriore elemento a sostegno dell’inidoneità del sito per la realizzazione dell’impianto.

Alla luce di queste nuove scoperte, Italia Nostra Castelli Romani ha quindi trasmesso via PEC una nuova istanza alla Soprintendenza Speciale di Roma, chiedendo l’immediata sospensione dei lavori affinché possa essere effettuata un’indagine approfondita dell’intera area.

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Nella richiesta, firmata dal presidente della sezione Castelli Romani, Enrico Del Vescovo, l’associazione sottolinea la necessità di salvaguardare il patrimonio archeologico esistente e invita la Soprintendenza a svolgere verifiche sistematiche anche mediante l’impiego di tecnologie avanzate, quali fotogrammetria e altri strumenti di indagine specialistica, per accertare l’eventuale presenza di ulteriori strutture murarie e reperti archeologici.

Secondo Italia Nostra, solo un’approfondita attività di ricerca potrà consentire di valutare compiutamente la consistenza del patrimonio storico presente nell’area e verificare la compatibilità del progetto con un territorio già sottoposto a diversi vincoli e caratterizzato da un contesto archeologico ritenuto di particolare rilevanza.

L’associazione ha allegato alla richiesta la documentazione fotografica dei ritrovamenti, fornita dai cittadini dell’Unione dei Comitati contro l’Inceneritore, auspicando un rapido intervento delle autorità competenti prima che la prosecuzione del cantiere possa compromettere definitivamente testimonianze storiche di grande valore.

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