Santa Palomba, individuato un antico acquedotto durante gli scavi. L’Unione dei Comitati: “Il sito è incompatibile con l’inceneritore”

SANTA PALOMBA (attualità) – Secondo l’Unione dei Comitati contro l’inceneritore, il nuovo ritrovamento archeologico confermerebbe l’elevato valore storico dell’area e renderebbe necessaria la sospensione del cantiere per consentire ulteriori indagini e la tutela del patrimonio.

Un antico acquedotto sarebbe emerso nel corso degli scavi archeologici in corso nel cantiere di Santa Palomba. A renderlo noto è l’Unione dei Comitati contro l’inceneritore, che in un comunicato riferisce del ritrovamento di una struttura sotterranea riconducibile a un’infrastruttura idraulica di epoca antica.

Secondo quanto riportato dall’associazione, dalle sezioni di scavo sarebbe chiaramente identificabile una galleria con sezione quasi rettangolare fino all’altezza delle pareti laterali, chiusa superiormente da una volta a botte e scavata interamente a mano nel banco roccioso mediante scalpelli. Le tracce della lavorazione sarebbero visibili in una porzione della parete ripulita dagli archeologi.

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L’Unione dei Comitati spiega inoltre che l’acquedotto risulterebbe attualmente completamente obliterato da terra e laterizi antichi e ricorda come, in strutture di questo tipo, le pareti fossero spesso rivestite in opus signinum (cocciopesto), materiale utilizzato per impermeabilizzare e rendere liscia la superficie interna.

Per i Comitati, il ritrovamento rappresenterebbe un elemento di particolare rilevanza archeologica e costituirebbe la dimostrazione dell’esistenza di un contesto storico ancora in larga parte da esplorare. Nel comunicato, l’associazione sostiene che la scoperta “scrive la parola fine sull’inceneritore voluto dal sindaco Roberto Gualtieri a Santa Palomba”, ritenendo il sito ormai “conclamatamente inidoneo” alla realizzazione dell’impianto.

L’Unione dei Comitati annuncia inoltre che, a partire dalla prossima settimana, riprenderà il presidio davanti alla Soprintendenza Speciale di Roma, chiedendo all’ente di esercitare le proprie funzioni di tutela e di fermare il cantiere nel più breve tempo possibile. Secondo l’associazione, i lavori in corso starebbero provocando “gravissimi danni irreversibili” al patrimonio archeologico dell’area.

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Infine, i Comitati ribadiscono la proposta di valorizzare il sito attraverso la realizzazione del Parco Archeologico Ettore Ronconi, progetto che, a loro avviso, consentirebbe di preservare e rendere fruibile un patrimonio storico di grande interesse.

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