Rotatoria di Vallericcia: “17 anni di promesse mancate: abbiamo ceduto i terreni, il Comune ci ha lasciato un cantiere incompiuto”

ALBANO/ARICCIA (attualità) – “Dalla cessione gratuita delle aree per un’opera pubblica ai muri mai ricostruiti, fino al ricorso al TAR del Lazio dopo quasi due decenni di attesa

In una lettera aperta inviata, emerge una situazione che va avanti da 17 anni senza soluzione, ovvero l’avvio del progetto per la realizzazione della rotatoria di Vallericcia. La società proprietaria della Tenuta Pagliarozza ha deciso infatti di rivolgersi al TAR del Lazio, sostenendo di aver subito un danno a causa del mancato completamento delle opere concordate con il Comune di Ariccia.

La vicenda risale al 2009, quando le amministrazioni comunali di Albano Laziale e Ariccia avrebbero chiesto alla proprietà della Tenuta Pagliarozza di cedere una porzione di terreno necessaria alla costruzione della rotatoria, intervento ritenuto strategico per migliorare la viabilità locale anche in vista della prevista variante dell’Appia Bis, progetto successivamente accantonato.

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Secondo quanto ricostruito dalla proprietà, la richiesta venne accolta nell’interesse della collettività, pur comportando la rinuncia a una parte del parco storico della tenuta. L’accordo prevedeva, oltre alla cessione dei terreni, anche la demolizione dei muri di confine lungo via Ginestreto e via degli Ulivi, con il successivo rifacimento delle strutture secondo caratteristiche analoghe a quelle originarie. Era inoltre prevista la possibilità di cedere ulteriori aree per consentire l’allargamento di via degli Ulivi, iniziativa che avrebbe trovato il consenso anche degli altri proprietari confinanti.

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I lavori sarebbero stati avviati con la demolizione dei vecchi muri in pietra. Tuttavia, mentre lungo via Ginestreto sarebbe stata realizzata almeno la struttura portante del nuovo muro in cemento armato, mai completata con rivestimenti e rifiniture, il muro di via degli Ulivi non sarebbe mai stato ricostruito.

Secondo la società, l’interruzione del cantiere ha lasciato scoperta la scarpata, esponendo la strada a fenomeni di erosione, smottamenti e piccole frane. La proprietà sostiene di essere stata costretta, negli anni, a sostenere a proprie spese interventi di manutenzione per contenere i problemi derivanti dalla mancata realizzazione dell’opera.

Nel corso degli anni, spiegano dalla Tenuta Pagliarozza, si sarebbero susseguite rassicurazioni da parte delle diverse amministrazioni comunali circa una futura ripresa dei lavori, senza però che il progetto venisse portato a termine.

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Dopo numerosi tentativi di trovare una soluzione bonaria, anche attraverso mediazioni legali, la società afferma di aver deciso nel 2025 di presentare ricorso al TAR del Lazio per ottenere il riconoscimento delle proprie ragioni.

La proprietà definisce la vicenda come un caso in cui la disponibilità dimostrata per favorire un’opera di interesse pubblico si sarebbe tradotta in un danno protrattosi per molti anni. Sarà ora il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio a pronunciarsi sulla controversia e sulle richieste avanzate dalla società.

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