Ospedale dei Castelli, primo impianto di pacemaker atriale senza fili della ASL Roma 6

ARICCIA (attualità) – Intervento eseguito con successo ad Ariccia su una paziente di circa 50 anni.

L’Ospedale dei Castelli di Ariccia raggiunge un importante traguardo nella cardiologia interventistica con l’esecuzione del primo impianto di pacemaker atriale leadless (senza fili) nella storia della ASL Roma 6. L’intervento, eseguito con successo su una paziente di circa cinquant’anni, rappresenta un significativo passo avanti nell’offerta sanitaria del territorio, confermando la capacità della struttura di adottare tecnologie innovative per garantire cure sempre più efficaci e meno invasive.

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Il pacemaker leadless costituisce una delle più recenti evoluzioni nel trattamento dei disturbi del ritmo cardiaco. A differenza dei dispositivi tradizionali, che richiedono un’incisione sul torace e l’inserimento di elettrocateteri attraverso il sistema venoso, il nuovo dispositivo viene impiantato direttamente nel cuore passando da una vena della gamba mediante una procedura mini-invasiva. L’assenza di fili e della tasca sottocutanea riduce sensibilmente il rischio di infezioni e complicanze, elimina le cicatrici visibili e consente un recupero post-operatorio più rapido, con un ritorno alle normali attività in tempi ridotti.

Il successo dell’intervento è stato possibile grazie al lavoro di un’équipe multidisciplinare coordinata dal direttore della UOC Cardiologia, il dottor Natale Di Belardino. Hanno preso parte alla procedura i cardiologi Chiara Ricagni, Claudia Tamburro, Francesco Accardo e Gianluca Cortis, con il supporto degli infermieri Alberto Mariani, Marco Esposito, Armando Molinari, Ilenia Marcone e Daniela Borgiani e dell’anestesista Flavia Marottini.

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L’intervento rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di crescita della Cardiologia dell’Ospedale dei Castelli, che negli ultimi anni ha investito nell’introduzione di tecnologie all’avanguardia per offrire ai cittadini della ASL Roma 6 prestazioni di elevato livello senza la necessità di rivolgersi ai grandi centri ospedalieri della Capitale o fuori regione.

Il percorso di innovazione, infatti, prosegue con nuove prospettive. Da alcuni mesi è già attiva la tecnologia dell’elettroporazione per il trattamento della fibrillazione atriale, una metodica che utilizza impulsi elettrici mirati per eliminare le aritmie preservando i tessuti circostanti. Nei prossimi mesi, inoltre, grazie all’introduzione di una piattaforma tecnologica di ultima generazione sviluppata da Boston Scientific, sarà possibile eseguire in un’unica seduta sia l’ablazione dell’aritmia sia la chiusura dell’auricola sinistra, riducendo il numero di interventi, le anestesie e i tempi di degenza.

«L’innovazione non rappresenta un punto di arrivo, ma uno strumento per migliorare concretamente la qualità dell’assistenza. Significa portare sul territorio tecnologie che fino a pochi anni fa erano disponibili soltanto in pochissimi centri specializzati, garantendo ai cittadini della ASL Roma 6 un’assistenza di eccellenza senza la necessità di spostarsi», ha dichiarato il direttore della UOC Cardiologia, Natale Di Belardino.

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