Leone XIV, da Castel Gandolfo un messaggio di speranza al mondo

CASTEL GANDOLFO (attualità) -Nel suo primo Angelus estivo a Castel Gandolfo: solo da cuori aperti possono germogliare amore, gioia e pace, i frutti di cui l’umanità ha oggi più bisogno.

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Un forte appello alla pace, alla fiducia in Dio e alla capacità dell’uomo di lasciarsi trasformare dall’amore. È questo il cuore del primo Angelus estivo di Papa Leone XIV, celebrato nella suggestiva cornice di Piazza della Libertà a Castel Gandolfo, dove il Pontefice trascorrerà alcuni giorni dedicati al riposo e alla preghiera.

Accolto con entusiasmo da migliaia di fedeli, residenti e pellegrini nonostante il caldo intenso, Leone XIV ha commentato la parabola evangelica del seminatore, sottolineando come Dio continui instancabilmente a seminare la sua Parola nel cuore di ogni persona, senza mai perdere la fiducia nelle possibilità di bene presenti in ciascuno.

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l Papa ha spiegato che, se è vero che il seme può incontrare terreni duri, sassosi o soffocati dai rovi, è altrettanto vero che, quando trova un cuore disponibile, è capace di compiere autentici “miracoli d’amore”, trasformando la vita delle persone e irradiando il bene nel mondo.

Secondo Leone XIV, la fiducia di Dio nell’umanità non è ingenua, ma nasce dalla conoscenza profonda del cuore umano. Il Signore, infatti, vede possibilità che spesso l’uomo stesso fatica a riconoscere e continua a credere in ciò che ciascuno può diventare affidandosi con fede alla sua grazia.

Riprendendo l’insegnamento di San Giovanni Crisostomo, il Pontefice ha poi invitato a non smettere mai di seminare il bene, perché proprio da questa perseveranza nascono i frutti dello Spirito Santo ricordati da San Paolo: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza e dominio di sé.

«Il nostro mondo – ha osservato – ha un bisogno immenso di questi frutti, capaci di guarire le ferite dell’odio, della violenza e dell’indifferenza.»

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Nel tempo delle vacanze, Leone XIV ha rivolto anche un invito concreto ai fedeli: accanto al meritato riposo e ai momenti di svago, trovare spazio per il silenzio, la lettura della Sacra Scrittura e la preghiera, così da ritornare alla vita quotidiana rinnovati nel corpo e nello spirito e pronti a testimoniare il Vangelo.

Al termine della celebrazione, il Pontefice ha salutato personalmente la folla con un lungo giro in papamobile tra gli applausi e gli striscioni di benvenuto, manifestando la sua vicinanza ai fedeli presenti.

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